DIFFERENZIARE LA DIDATTICA: strumenti per facilitare il lavoro in classe.

Ogni docente che abbia esperienza nella scuola contemporanea conosce la necessità di adattare la didattica alle necessità, sempre più composite, dei propri alunni. Partendo dal necessario presupposto che ciascun bambino ha diritto ad un suo percorso personale, talvolta trovare degli strumenti da cui partire per questa personalizzazione è utile e aiuta gli insegnanti ad ottimizzare i tempi del lavoro.

Abbiamo dunque selezionato alcune risorse che possono rivelarsi molto utili.

  • Serie “Verifiche personalizzate” di Erickson: questa serie di libri (ripartita per classe e  per disciplina) contiene verifiche che possono essere utilizzate senza necessità di adattamento perché sono già declinati in tre diversi livelli di complessità. Ciascun testo contiene anche dei compiti di realtà che possono essere un ottimo spunto didattico o fungere da conclusione di UdA o progetti interdisciplinari. Qui il link al sito di Erickson con l’intera serie di testi “Verifiche personalizzate”
  • Utilizzare la versione semplificata del libro di testo: pressoché tutti i libri di testo offrono una versione semplificata, con relativi materiali di lavoro. Inoltre i testi hanno spesso una versione digitale molto curata e declinata in diversi livelli operativi. In questo modo si manterrà una coesione con il lavoro di classe ma con una semplificazione del contenuto: questo gratificherà i bambini e rinforzerà il senso di appartenenza al gruppo.
  • Varietà per tutti: non limitiamo ai bambini che hanno difficoltà o ritmi di lavoro diversi la consegna variata. Abituiamo i nostri alunni alla possibilità che alcuni svolgano consegne diverse, di modo che questo non venga associato ad un aspetto negativo ma ad una delle tante modalità di lavoro possibili in aula.

Avete altri suggerimenti per differenziare in modo pratico la didattica? Scrivetecelo nei commenti!

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3 CONSIGLI PER VALORIZZARE LE DIFFERENZE IN CLASSE

La classe si presenta come un microcosmo che replica la complessa società che sperimentiamo ogni giorno fuori dalle mura di scuola; al proprio interno infatti troviamo diversità di cultura, composizione famigliare, lingua madre ma anche diversità fisiche e somatiche.

Qual è il ruolo del docente in questo senso?

  • NON FAR SENTIRE NESSUNO FUORI LUOGO: la sensazione maggiormente importante che i bambini percepiscono è il sentirsi voluti, accolti. Quindi vanno evitati assolutamente tutti i commenti (umani, comprensibili e che non demonizziamo) del tipo “oggi che manca X sì che c’è silenzio” oppure “Oggi siamo pochi in classe, adesso sì che riusciamo a lavorare bene”. Non c’è nulla di male ma contribuiscono a costruire un’immagine della classe come un gruppo che “sarebbe perfetto se”, quando invece il gruppo è perfetto così com’è. Certo, noi sappiamo che il gruppo perfetto non esiste e che ci sono alunni che rendono faticosa anche l’attività più banale, ma i bambini devono sentirsi parte di un gruppo positivo, che fa e farà grandi cose.
  • NON NEGARE LE DIFFERENZE: partendo dall’assunto di base che tutti facciamo parte del gruppo, che siamo una squadra pronta a giocare insieme una partita lunga un anno intero, non è consigliabile appiattire il vissuto dei bambini. Quindi in situazioni in cui si affronta una diversità, non minimizziamola ma affrontiamola con serenità. Un esempio banale è il Natale: X non celebra a casa. Chiediamo se ha piacere di raccontare come passano una festività importante a casa, se vuole portare delle foto. Oppure al ritorno delle vacanze chi è restato a casa può sentirsi “da meno” rispetto a chi ha fatto tante esperienze: accogliamo il loro racconto valorizzando la loro esperienza a casa. Banalmente il messaggio che amiamo trasmettere è che non c’è un modo di vivere giusto e valido ma che ogni bambino ha una vita che va apprezzata e accolta nel gruppo.
  • EVITARE DI PERPETRARE STEREOTIPI: non nascondiamoci che siamo umani e spesso, per stabilire un rapporto con i bambini, peschiamo dal nostro “archivio mentale” delle frasi fatte che però rischiano di ferire gli alunni o, comunque, di non contribuire ad una visione positiva di sé. Facciamo domande ai nostri alunni, chiediamo ciò che piace loro anziché proiettare su di loro dei preconcetti (magari molto positivi o in buona fede) che poi si trovano ad assecondare o smentire. Il bambino coi capelli rossi magari non apprezza un commento da parte nostra, anche se benevolo. Oppure: la coppia di gemelli apprezzerà maggiormente una domanda volta a conoscere i loro gusti anziché una battuta sulla somiglianza tra loro.

Siamo consapevoli che a volte la mancanza di tempo non ci consente una riflessione sull’approccio alla relazione ma cerchiamo di partire con meno automatismi e maggiore input personale: i risultati ci ricompenseranno.

Impara l’arte e mettila da parte: pittura senza pennelli. Attività espressive inclusive.

PREMESSA: ai bambini piace moltissimo usare le tempere ma spesso per varie ragioni non sono utilizzate per mancanza di materiale ad esempio, sovente infatti nelle classi non ci sono pennelli sufficienti per tutti gli alunni. Inoltre l’uso classico della tempera con il pennello rende difficoltosa la partecipazione degli alunni con diversa abilità perché richiede una manualità molto precisa. Perché allora non proporre un’attività con i cotton fioc? Sarà una novità per tutti ed è un’attività che può essere modulata per essere adattata all’età ed alle possibilità di ogni gruppo.

OCCORRENTE:

  • tempera
  • cotton fioc
  • stampe di soggetti (nel nostro caso pasquali/primaverili) es: download images

 

PROCEDIMENTO: 

  1. Far scegliere il soggetto ai bambini: è sempre positivo dare diverse opzioni tra cui scegliere per evitare che i bambini si sentano “costretti”. Questo metterà maggiormente a proprio agio quei bambini che hanno difficoltà perché non saranno gli unici ad avere un disegno differente ma il loro sarà uno dei tanti soggetti presenti in classe.
  2. I bambini (utilizzando poca tempera che può essere posizionata in piattini a disposizione dei piccoli gruppi) riempiranno l’interno delle figure

Fateci sapere se provate qualcuna di queste idee e lasciateci la vostra foto nei commenti!

11 strategie didattiche per alunni DSA

ATTIVITÀ DI RECUPERO PER ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO
Il percorso scolastico del bambino con DSA è, in genere, un percorso in salita: già dal primo anno della scuola primaria, e negli anni immediatamente successivi, le difficoltà di lettura, di scrittura e di calcolo lo portano a un gap con i compagni con i quali si confronta quotidianamente. I dati scolastici non rivelano bocciature nella scuola primaria, mentre il fenomeno assume proporzioni preoccupanti nella scuola secondaria di 1° grado, provocando in alcuni casi di svantaggio culturale e/o sociale l’abbandono della scuola alla fine della scolarità obbligatoria.
“Nel combattere, per quanto riguarda i casi di dislessia, la classificazione di disabilità — che a oggi ha dato spesso nei casi più difficili la sicurezza di un insegnante specializzato, ma che ha creato frequentemente grossi disagi psicologici all’alunno e ai genitori — si guarda all’autonomia didattica come alla possibilità di far fronte nella maniera più corretta, concreta ed efficace al problema, per restituire serenità a insegnanti, genitori e alunni in difficoltà.
Gli insegnanti potranno ricevere grande aiuto da una diagnosi completa ed esaustiva che determini di conseguenza un progetto educativo e didattico il più mirato possibile. Esso deve tenere conto dei bisogni educativi speciali del soggetto con dislessia e del contesto dei bisogni formativi della classe in cui egli è inserito.
L’insegnante spesso è la prima persona che si accorge del problema, quindi il suo intervento è cruciale. È importante che egli non lo liquidi attribuendolo pregiudizialmente a scarsa intelligenza o a povertà dell’ambiente culturale o ad altre cause. Se l’insegnante ha dei dubbi, deve suggerire alla famiglia di rivolgersi a uno specialista o a un centro diagnostico competente”.
Anche se non può attuare interventi individuali di riabilitazione specifica, l’insegnante deve tenere conto del problema e agire in maniera coordinata con l’eventuale insegnante di sostegno.
La relazione con la famiglia deve tenere conto della centralità dell’alunno e del fine ultimo di un percorso personalizzato: valorizzare le abilità del bambino e rimuovere quanti più ostacoli sia possibile dalla sua strada verso il successo scolastico.
Le strategie da usare nel corso dell’azione educativa possono essere sia compensative (uso di correttore ortografico sul computer oppure della calcolatrice) o dispensative (evitare la lettura ad alta voce, ridurre il carico di lavoro domestico e mnemonico, non far prendere appunti). Successivamente approfondirò con esempi pratici queste due strategie. Per organizzare il lavoro e offrire a tutta la classe un metodo efficace, l’insegnante deve insegnare l’uso del brainstorming e della mappa mentale-concettuale nonché presentare il materiale attraverso modalità varie, visive, verbali, cinestetiche. Per finire, il docente userà l’apprendimento per punti, rispetterà i tempi, anche di riposo, della classe e collaborerà con genitori e terapisti. Non bisogna ancora dimenticare le strategie intrinseche, ossia incoraggiare la metacognizione, dare il giusto feedback del successo ottenuto, provocare e stimolare atteggiamenti positivi e incoraggiare gli sforzi.
L’ adattamento della didattica con l’utilizzo di strumenti compensativi
Gli studenti spendono una larga porzione del tempo giornaliero scolastico interagendo con materiali. La maggior parte dei materiali didattici offre agli insegnanti indicazioni per insegnare in una intera classe di studenti che apprendono con ritmi e modi differenti. Questa sezione si occuperà di dare indicazioni sui materiali che favoriscono l’apprendimento di varie tipologie di studenti. Spesso educatori, volontari e gli studenti stessi possono aiutare ad implementare e a sviluppare varie tipologie di strumenti compensative a livello didattico. Gli strumenti compensativi includono:

  1. Usare un registratore. Molti problemi con i i materiali scolastici sono collegati alla difficoltà nella lettura. Il registratore è spesso considerato un eccellente aiuto per superare questo problema. Indicazioni di compiti da svolgere (consegne), racconti e specifiche lezioni possono essere registrate. Lo studente può poi riascoltare il nastro per facilitare la comprensione di compiti o concetti. Inoltre, per migliorare le capacità di lettura, lo studente può leggere mentalmente le parole stampate sul testo mentre le ascolta sul nastro.
  2. Chiarire o semplificare le consegne scritte. Molte indicazioni (consegne) sono scritte sotto forma di paragrafo e contengono parecchie unità di informazioni. Questo può risultare opprimente per molti studenti. L’insegnante può aiutare sottolineando o evidenziando le parti significative delle indicazioni del compito (consegna) o riscriverle per favorire la comprensione da parte dell’alunno.
  3. Presentare una piccola quantità di lavoro. L’insegnante può selezionare alcune pagine e materiali dall’eserciziario per ridurre la quantità di lavoro da presentare agli studenti che diventano ansiosi alla sola vista della mole di cose che devono fare. Questa tecnica evita allo studente di esaminare intere pagine di esercizi, testo o altro materiale e scoraggiarsi a causa della quantità di lavoro. Inoltre, l’insegnante può ridurre la mole di lavoro quando le attività appaiono ridondanti.
  4. Bloccare gli stimoli estranei. Se lo studente è facilmente distraibile dagli stimoli visivi all’interno di un foglio di lavoro, può essere usato un foglio bianco di carta per coprire la sezione su cui il soggetto non sta lavorando.
  5. Evidenziare le informazioni essenziali. Se un adolescente può leggere un libro di testo, ma ha delle difficoltà nell’individuare le informazioni essenziali, l’insegnante può sottolineare queste informazioni con un evidenziatore.
  6. Trovare il punto con materiali in progressione. Nei materiali che gli studenti utilizzano durante l’anno (come ad esempio i libri di esercizi) lo studente può tagliare l’angolo in basso a destra della pagine già utilizzate in modo da trovare facilmente la pagina successiva da correggere o completare.
  7. Prevedere attività pratiche addizionali. Alcuni materiali non prevedono abbastanza attività pratiche per far sì che gli studenti con difficoltà di apprendimento acquisiscano padronanza nelle abilità prefissate. Gli insegnanti, a questo punto, devono essi stessi completare i materiali con attività pratiche. Gli esercizi pratici raccomandati includono giochi educativi, attività di insegnamento tra pari, uso di materiali che si autocorreggono, programmi software per il computer e fogli di lavoro aggiuntivi.
  8. Fornire un glossario per aree di contenuto. Nella scuola secondaria, il linguaggio specifico di alcune materie richiede una lettura molto attenta. Gli studenti spesso traggono beneficio da un glossario che spieghi il significato dei termini specifici.
  9. Sviluppare una guida per la lettura. Una guida per la lettura offre allo studente una mappa di ciò che è scritto nel testo e comprende una serie domande per aiutarlo a focalizzare progressivamente i concetti rilevanti durante la lettura del testo. Tale guida può essere organizzata paragrafo per paragrafo, pagina per pagina o sezione per sezione.

L’adeguamento della didattica implica l’uso della didattica interattiva
L’obbiettivo di catturare l’attenzione degli studenti e renderli partecipi per un periodo di tempo sufficiente richiede molte capacità di insegnamento e di gestione. L’insegnamento e l’interazione dovrebbero fornire ad ogni studente la possibilità di imparare con successo. Alcune tecniche che rinforzano le attività educative interattive sono:

  1. Uso di procedure di insegnamento esplicite. Molti materiali commerciali non suggeriscono agli insegnanti l’uso di strategie esplicite d’insegnamento; così, spesso gli insegnanti devono adattare i materiali per includere queste procedure. Gli insegnanti possono includere passaggi di insegnamento espliciti all’interno delle loro lezioni (ad es: presentando un organizzatore avanzato, dimostrando le abilità, dando delle guide pratiche, offrendo feedback correttivi, costruendo pratiche indipendenti, monitorando la pratica e riguardando l’argomento).
  2. Ripetizione della consegna. Gli studenti che hanno difficoltà nel seguire le indicazioni per i compiti (consegne) possono essere aiutati richiedendo di ripeterle con le loro parole. Tali studenti possono ripetere le indicazioni a un compagno quando l’insegnante non è disponibile. I suggerimenti che seguiranno possono essere utili ad aiutare lo studente nella comprensione delle indicazioni: (a) se essa richiede molte fasi, spezzala in piccole sequenze; (b) semplifica l’indicazione presentando solo una sequenza per volta e scrivendo ogni porzione sulla lavagna oltre a pronunciarla oralmente; (c) quando viene utilizzata un’indicazione scritta assicurati che gli studenti siano in grado di leggerla e di comprendere sia le parole che e il significato di ogni frase.
  3. Mantenimento delle routine giornaliere. Molti studenti con disturbo dell’apprendimento hanno bisogno di routine giornaliere per conoscere e fare ciò che ci si aspetta essi facciano.
  4. Consegna di una copia degli appunti della lezione. L’insegnante può dare una copia degli appunti delle lezioni agli studenti che hanno difficoltà nello scriverli durante la presentazione.
  5. Dare agli studenti un organizzatore grafico. Uno schema, una tabella o una mappa da completare può essere dato allo studente che lo riempirà durante la lezione. Questo aiuta lo studente a focalizzare la propria attenzione sulle informazioni chiave e a vedere la relazione tra concetti e informazioni collegate.
  6. Uso di istruzioni passo-a- passo. Informazioni nuove o particolarmente difficili possono essere presentate in piccole fasi sequenziali. Questo aiuta gli alunni con scarse conoscenze sull’argomento che hanno bisogno di istruzioni esplicite che chiariscano il passaggio dal particolare al generale.
  7. Combinazione simultanea di informazioni verbali e visive. Le informazioni verbali possono essere date assieme a quelle visive (ad es: opuscoli, volantini, lavagna luminosa ecc..)
  8. Scrittura dei punti chiave o delle parole alla lavagna. Prima di una presentazione l’insegnante può scrivere un piccolo glossario con i termini nuovi che gli studenti incontreranno sulla lavagna a gessi o in quella luminosa.
  9. Uso di presentazioni ed attività bilanciate. Uno sforzo dovrebbe essere fatto per bilanciare le presentazioni orali con quelle visive e con le attività partecipative. Inoltre ci dovrebbe essere un equilibrio tra le attività in grandi gruppi, in piccoli gruppi ed individuali.
  10. Uso delle tecniche di memorizzazione. Nell’ambito delle strategie di apprendimento possono essere usate tecniche di memorizzazione per aiutare gli studenti a ricordare le informazioni chiave o le varie fasi di un processo. (Un esempio di strategia di memorizzazione , per gli studenti di lingua inglese,consiste nell’usare la parola HOMES per ricordare i nomi dei Grandi Laghi. H è per il lago Huron, O per l’ Ontario, M per il lago Michigan, E per l’Erie e S per il lago Superior).
  11. Enfasi sul ripasso giornaliero. Il ripasso giornaliero degli argomenti già studiati aiuta gli studenti a collegare le nuove informazioni con quelle precede

Strategie didattiche che tengono conto della performance dello studente
Gli studenti variano enormemente nella loro capacità di rispondere con modalità differenti. Ad esempio, gli studenti variano nella loro abilità di esprimersi oralmente; partecipare ad una discussione; scrivere lettere e numeri; scrivere paragrafi; disegnare oggetti; fare lo spelling; lavorare in ambienti rumorosi, leggere, scrivere o parlare velocemente. Inoltre, gli studenti variano nella loro abilità di elaborazione delle informazioni presentate in formato visivi o audio. Le seguenti strategie che tengono conto delle diverse modalità di ricezione ed espressione, possono essere usate per migliorare la performance degli studenti:

  1. Cambia la modalità di risposta. Per gli studenti che hanno difficoltà nella attività motoria fine (come ad esempio nello scrivere a mano), tale difficoltà può essere aggirata utilizzando diverse modalità di risposta alle domande: non scrivere, ma sottolineare, scegliere tra risposte multiple, ordinare le risposte ecc. Agli stessi studenti può essere dato uno spazio più grande per scrivere la risposta nel foglio di lavoro.
  2. Fornire uno schema della lezione. Uno schema o una scaletta può aiutare alcuni studenti a seguire la lezione con successo e a prendere appunti appropriati. In più, uno schema aiuta gli studenti a vedere l’organizzazione del materiale e a fare domande pertinenti e al momento giusto.
  3. Incoraggiare l’utilizzo di organizzatori grafici. L’uso di organizzatori grafici implica l’organizzare il materiale in formato visivo. Per svilupare un organizzatore grafico gli studenti possono procedere per passaggi successivi raccogliendo e suddividendo le informazioni in modo gerarchico dal generale al particolare, individuando titoli e sottotitoli.
  4. Incoraggiare l’uso di calendari e agende per le varie scadenze. Gli studenti possono usare calendari per segnare le scadenze dei vari impegni, delle attività collegate alla scuola, le date delle verifiche e gli orari delle attività scolastiche. Gli studenti dovrebbero usare agende separate per i compiti a casa e le atre attività.
  5. Ridurre l’utilizzo di singole fotocopie includendo le informazioni in opuscoli o fogli di lavoro strutturati.
  6. Permettere l’uso di ausili didattici. Agli studenti possono essere date strisce di lettere o numeri per aiutarli a scrivere correttamente. Linee di numeri, tavole pitagoriche, calcolatori e calcolatrici aiutano gli studenti nel conteggio una volta che hanno capito e scelto l’operazione matematica.
  7. Mostra esempi del lavoro. Esempi del lavoro completato possono essere mostrati agli studenti per aiutarli a costruirsi delle aspettative e per pianificare il lavoro in accordo con questi.
  8. Usare l’apprendimento mediato dai pari. L’insegnante può accoppiare soggetti di diversi livelli di abilità per rivedere loro appunti, studiare per un test, leggere ad alta voce l’uno all’altro, produrre testi o condurre esperimenti di laboratorio. Inoltre, un compagno può leggere un problema di matematica ad un soggetto con disturbo di apprendimento che deve di risolverlo.
  9. Usare in modo flessibile il tempo di lavoro scolastico. Agli studenti che lavorano in modo lento può essere dato più tempo per completare le verifiche scritte.
  10. Prevedere una pratica addizionale. Gli studenti hanno bisogno di una differente quantità di pratica per acquisire padronanza di abilità o contenuti. Molti studenti con disturbo dell’apprendimento hanno bisogno di attività pratiche aggiuntive per acquisire una competenza adeguata.
  1. Cambiare o adattare i criteri di valutazione . Agli studenti può essere permesso di completare un progetto invece di una interrogazione orale e viceversa. Inoltre, un test può essere dato in formato orale o scritto. Ad esempio, se uno studente ha problemi di scrittura, l’insegnante può permettergli di evitare risposte aperte, elencare i punti principali, rispondere oralmente piuttosto che eseguire una verifica scritta.

SI TORNA A SCUOLA (seconda parte): attività e schede scaricabili per alunni con bisogni educativi speciali.

Nel rientro a scuola consideriamo anche gli alunni con bisogni educativi speciali o gli alunni con diversa abilità, che possono non aver ancora acquisito le competenze della classe.

Abbiamo quindi elaborato un pacchetto di schede (scaricabili gratuitamente al link sottostante informato PDF) che possono costituire un primo approccio per le attività di inizio anno.

Si tratta di attività molto semplici, pensate per far ritrovare ai bambini l’abitudine a rimanere a lavorare sul foglio.  Le consegne sono ridotte al minimo per facilitare il lavoro in autonomia e permettere ai bambini di svolgere queste semplici schede senza la costante mediazione dell’adulto.

pacchetto attività benvenuto alunni BES

BES: chi sono? Come muoversi?

Sempre più spesso si sente la definizione di BES (Bisogni Educativi Speciali) riferita ad alunni che incontrano delle difficoltà di varia natura ma che non hanno necessariamente diritto al sostegno.

Ricordiamo quindi che gli alunni BES possono essere:

  • alunni con DSA (certificata da Ente riconosciuto). Ricordiamo che in questo caso il PDP è OBBLIGATORIO.
  • alunni con diverse difficoltà (alunni neo arrivati con difficoltà linguistiche, allievi in situazioni di disagio socio-culturale…). Per questi alunni stabilisce il team docente se sia opportuno o meno stilare un PDP, che può essere anche transitorio, se la situazione è in evoluzione.
  • alunni con disturbi del comportamento (ADHD o DOP)

Per gli alunni certificati con la legge 104 il riferimento per la programmazione è il PEI.

Il PDP è quindi uno strumento che chiarisce alla famiglia e condivide con eventuali Enti specialistici gli obiettivi che la scuola pone all’alunno, per favorirne il benessere ed il successo scolastico.

Va sottolineato quindi come lo strumento PDP non vada interpretato come una restrizione ma come una tutela delle scelte professionali del docente e dei diritti degli alunni. Esso assume valore se sottoscritto da tutte le parti coinvolte e depositato agli atti dell’Istituto.

Abbiamo realizzato un’infografica che riassume le principali informazioni da considerare rispetto a questo ambito.

 

BES infografica