6 abitudini condivise da insegnanti eccellenti

Sicuramente ciascun docente ha il proprio approccio alla professione ed ai rapporti che ne derivano, ma ci sono alcune abitudini che gli insegnanti maggiormente efficaci condividono.

1. Incoraggiano i contatti scuola-famiglia.

Non esiste un apprendimento sereno se non c’è una comunicazione aperta tra le due agenzie educative più importanti nella quotidianità di ciascun allievo. L’insegnante eccellente apre sempre la comunicazione, si mette a disposizione; questo non significa concedere spazio eccessivo o dare troppa confidenza, ma far sapere alle famiglie che la persona a cui rivolgersi per dubbi e perplessità è innanzitutto l’insegnante.

2. Incoraggiano il lavoro di gruppo.

Un insegnante eccellente non teme il lavoro di gruppo perché conosce la ricaduta positiva che questo tipo di attività ha, sia sugli apprendimenti sia sulle dinamiche sociali del gruppo. Con il progredire della carriera docente, si impara ad attribuire valore determinante anche alle attività non individuali, cosa che agli insegnanti meno esperti risulta più difficoltosa.

3. Accolgono le istanze spontanee.

I docenti più efficaci riescono ad accogliere ogni input proveniente dagli alunni, senza eccessivi timori che ciò li distolga dai fatidici “programmi”. Nella frammentaria programmazione presente nelle nostre aule almeno non c’è più alcun vincolo di programma, ma solo traguardi da raggiungere: vediamo questo aspetto in positivo. Cerchiamo di essere noi a svolgere il programma e non viceversa.

4. Danno feedback sull’attività.

Fornire un riscontro ai bambini è fondamentale: li motiva, li sprona e allo stesso tempo rinforza l’orientamento al compito. I docenti che utilizzano dei feedback relativi all’attività, anziché sulla persona, ottengono una credibilità molto più elevata rispetto ad altri colleghi. È bene quindi ricordare che il bambino sta svolgendo un compito ed è quello che dobbiamo valutare: cosa gli possiamo dire perché lo voglia rifare esattamente (se fatto bene) o rifare in modo differente (se errato). Vanno dunque evitate lodi od osservazioni dirette alle capacità del bambino (“sei bravo, sei disordinato…”). Cerchiamo di utilizzare descrizioni verbali di cosa fa (“Hai fatto un ottimo lavoro”, “Cerca di essere più preciso”…)

5. Conoscono il proprio gruppo classe.

Un insegnante eccellente conosce il vissuto dei propri alunni, perché è investito emotivamente nel rapporto con loro. I bambini amano raccontare di sé ed avere un interlocutore adulto pronto ad accogliere i loro racconti li predispone ad una relazione positiva. Spesso i docenti dedicano i primi minuti del mattino ad una conversazione di classe, per iniziare la giornata in un clima di distensione.

6. Valorizzano le individualità.

Spesso nella frenesia quotidiana della vita di classe non si trova modo di dare pubblico apprezzamento agli aspetti positivi dei singoli. I docenti che invece si fermano ad esprimere in modo consapevole dell’apprezzamento per ogni singolo alunno ne ricavano grande riscontro. È importante far sentire ogni bambino parte del gruppo, un elemento unico: chi si sente uno tra tanti, sostituibile e rimpiazzabile si comporterà come tale.

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10 errori da evitare in classe

  1. TENERE I BAMBINI TROPPO SEDUTI. Nell’arco di una giornata scolastica è bene prevedere almeno un’attività che non richieda di rimanere seduti al banco. Può trattarsi anche di un lavoro a gruppo, di un’attività espressiva, dell’ora di educazione motoria ma è sempre positivo intervallare le attività statiche con altre tipologie. Se non ci sono spazi a disposizione si possono attivare semplici strategie anche all’interno dell’aula: ad esempio per ascoltare una lettura si possono far accomodare i bambini a terra in cerchio; la cosa determinante è spezzare la staticità.
  2. UTILIZZARE TROPPE SCHEDE FOTOCOPIATE. La scheda è uno strumento utile se inserito in una lezione che richieda ai bambini di esercitare diverse abilità e competenze: cerchiamo il più possibile di far loro costruire il percorso, anche se questo richiede un impegno maggiore nella gestione dell’attività.
  3. SOSTITUIRSI AI BAMBINI PER “RISPARMIARE TEMPO”. Molto spesso le maestre svolgono piccoli incarichi che potrebbero essere svolti dai bambini (tagliare le schede, distribuire i quaderni…) per “risparmiare tempo”. I tempi sono stretti e non sempre consentono di lasciare ai bambini il tempo di svolgere in autonomia ogni segmento delle consegne ma sostituirsi a loro fa passare un messaggio negativo: “è meglio che lo faccia io al posto vostro”. Cerchiamo di lasciare ai bambini il tempo di organizzarsi: è un processo che va rispettato ed è la scuola il luogo dove farlo.
  4.  NON COMUNICARE AI BAMBINI LE ATTIVITÁ DEL GIORNO. I bambini spesso si trovano impegnati in una sequenza di attività non connesse e non preannunciate (magari anche molto interessanti). Per consentire a tutti di orientarsi al meglio nelle attività, è bene dare un’idea del piano di lavoro che si ha in mente.
  5. NON LASCIARE AI BAMBINI ALCUNA POSSIBILITÁ DI SCELTA. Spesso “per praticità” diamo ai bambini indicazioni stringenti su qualunque azione debbano compiere: il tipo di cornicetta, il colore del titolo, il libro da leggere terminata l’attività, il soggetto del disegno ecc. É importante che i bambini si sentano capaci di scegliere per se stessi.
  6. PREVEDERE SOLO UNA LEZIONE FRONTALE. La lezione tradizionale uno dei tanti metodi didattici che dovrebbero essere utilizzati. Se viene utilizzata in modo esclusivo perde di efficacia e risulta banale e poco coinvolgente.
  7. NON ADATTARE IL RITMO DELLA LEZIONE ALLA RISPOSTA DELLA CLASSE ( o rallentare eccessivamente) Se la lezione è stata differenziata a seconda delle individualità presenti nel gruppo-classe non dovrebbe essere problematico adattare le attività per chi ne ha bisogno.
  8. NON APPLICARE LE REGOLE DI CLASSE. Non mancano le regole di classe, ma molto spesso non vengono rinforzate da un’applicazione quotidiana o (se si lavora in team) da un’applicazione discontinua, a seconda dell’adulto che gestisce la classe in quel momento. É bene non aver timore di far valere la disciplina in classe: un ambiente sregolato e caotico non è proficuo per gli apprendimenti.
  9. LASCIAR ENTRARE I GENITORI NELLA DIDATTICA. Il dialogo con i genitori è sempre positivo la condivisione di obiettivi è determinante per riuscire a lavorare con una buona sinergia tra scuola e famiglia. Il limite tra condivisione ed eccesso è spesso superato: ricordiamo che ci sono dei ruoli ben distinti e delle modalità adeguate per conferire. Evitiamo gruppi Whatsapp e social network per non trovarci in situazioni sgradevoli.
  10. ESSERE L’ULTIMO INSEGNANTE A LASCIARE LA SCUOLA. Non c’è (ahinoi) un aumento di stipendio o un riconoscimento per aver svolto molte ore di straordinario. Impariamo a tutelare il nostro tempo libero: si diventa insegnanti migliori anche evitando di passare troppo tempo a scuola.

 

Abbiamo parlato anche in altre occasioni della gestione della classe, trovi qui i nostri post:

 

8 STRATEGIE PER LA GESTIONE DELLA CLASSE

Sempre più spesso nel confronto tra colleghi emergono difficoltà nella gestione della classe dal punto di vista delle dinamiche comportamentali.

Le indicazioni che forniamo sono molto basilari ma spesso ci confrontiamo con colleghe con poca esperienza che ci chiedono indicazioni per migliorare la capacità di condurre il gruppo in modo efficace.

Sicuramente per chi ha molta pratica di vita di classe saranno indicazioni banali, ma in questo caso l’intento è dare qualche indicazione a chi muove i primi passi nella scuola.

Talvolta una riflessione sulle strategie per la gestione del gruppo può essere utile anche alle insegnanti più navigate, data la sempre maggiore complessità delle classi della scuola italiana.

Restiamo sempre in attesa dei vostri feedback e delle vostre opinioni in merito!

8 strategie