3 CONSIGLI PER VALORIZZARE LE DIFFERENZE IN CLASSE

La classe si presenta come un microcosmo che replica la complessa società che sperimentiamo ogni giorno fuori dalle mura di scuola; al proprio interno infatti troviamo diversità di cultura, composizione famigliare, lingua madre ma anche diversità fisiche e somatiche.

Qual è il ruolo del docente in questo senso?

  • NON FAR SENTIRE NESSUNO FUORI LUOGO: la sensazione maggiormente importante che i bambini percepiscono è il sentirsi voluti, accolti. Quindi vanno evitati assolutamente tutti i commenti (umani, comprensibili e che non demonizziamo) del tipo “oggi che manca X sì che c’è silenzio” oppure “Oggi siamo pochi in classe, adesso sì che riusciamo a lavorare bene”. Non c’è nulla di male ma contribuiscono a costruire un’immagine della classe come un gruppo che “sarebbe perfetto se”, quando invece il gruppo è perfetto così com’è. Certo, noi sappiamo che il gruppo perfetto non esiste e che ci sono alunni che rendono faticosa anche l’attività più banale, ma i bambini devono sentirsi parte di un gruppo positivo, che fa e farà grandi cose.
  • NON NEGARE LE DIFFERENZE: partendo dall’assunto di base che tutti facciamo parte del gruppo, che siamo una squadra pronta a giocare insieme una partita lunga un anno intero, non è consigliabile appiattire il vissuto dei bambini. Quindi in situazioni in cui si affronta una diversità, non minimizziamola ma affrontiamola con serenità. Un esempio banale è il Natale: X non celebra a casa. Chiediamo se ha piacere di raccontare come passano una festività importante a casa, se vuole portare delle foto. Oppure al ritorno delle vacanze chi è restato a casa può sentirsi “da meno” rispetto a chi ha fatto tante esperienze: accogliamo il loro racconto valorizzando la loro esperienza a casa. Banalmente il messaggio che amiamo trasmettere è che non c’è un modo di vivere giusto e valido ma che ogni bambino ha una vita che va apprezzata e accolta nel gruppo.
  • EVITARE DI PERPETRARE STEREOTIPI: non nascondiamoci che siamo umani e spesso, per stabilire un rapporto con i bambini, peschiamo dal nostro “archivio mentale” delle frasi fatte che però rischiano di ferire gli alunni o, comunque, di non contribuire ad una visione positiva di sé. Facciamo domande ai nostri alunni, chiediamo ciò che piace loro anziché proiettare su di loro dei preconcetti (magari molto positivi o in buona fede) che poi si trovano ad assecondare o smentire. Il bambino coi capelli rossi magari non apprezza un commento da parte nostra, anche se benevolo. Oppure: la coppia di gemelli apprezzerà maggiormente una domanda volta a conoscere i loro gusti anziché una battuta sulla somiglianza tra loro.

Siamo consapevoli che a volte la mancanza di tempo non ci consente una riflessione sull’approccio alla relazione ma cerchiamo di partire con meno automatismi e maggiore input personale: i risultati ci ricompenseranno.

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AVVISO AI NAVIGANTI 4 (nuove tecnologie, coding e didattica innovativa)

Nella nostra rubrica “Avviso ai naviganti” in cui segnaliamo risorse poco conosciute e-o valorizzati della rete vi suggeriamo il sito Dida Tech. Si tratta di un sito che ha come obiettivo principale la diffusione di risorse legate all’inclusività didattica e alle nuove tecnologie per la scuola primaria.

É curato e  gestito da due colleghe della scuola primaria della provincia di Teramo, appassionate di nuove tecnologie e sempre alla ricerca di nuovi stimoli didattici da condividere.

Abbiamo trovato particolarmente valida ed interessante la sezione dedicata al coding: capita che questo argomento, molto attuale, venga trattato con il solo scopo di restare al passo con la tendenza del momento. Non è questo il caso: esso viene sviluppato in modo organico, completo e facile da seguire, con risorse differenti e che permettono un approccio graduale.

Contatti: LINK AL SITO DIDA-TECH  e link alla pagina Facebook

Per scoprire gli altri AVVISI AI NAVIGANTI, potete dare un’occhiata agli altri post relativi a questa rubrica:

Avviso ai naviganti 3

Avviso ai naviganti 2

Avviso ai naviganti

 

AVVISO AI NAVIGANTI: una casa editrice non convenzionale.

Eccoci al terzo episodio della nostra rubrica in cui consigliamo risorse on line poco conosciute ma meritevoli e originali.

Il sito di oggi è di una piccola casa editrice indipendente: http://lostampatello.it/

Si tratta di una casa editrice indipendente, attenta ai temi dell’inclusività e dell’affettività a tutto tondo, in particolare a dare voce a quei bambini che vivono in famiglie arcobaleno o dalla struttura non convenzionale (pensiamo a quanti bambini vivono con i nonni o con un solo genitore).

In catalogo ci sono moltissimi testi, sempre ben curati dal punto di vista dell’illustrazione e dell’impaginazione. Una menzione particolare va alla sezione sul bullismo, molto ben strutturata e ricca di risorse.

La casa editrice ha anche una pagina Facebook, molto curata e aggiornata sulle iniziative a cui partecipa Lo Stampatello: https://www.facebook.com/LoStampatello/

“ADHD: IL MIO LIBRO DI ESERCIZI”

PRODOTTO: “ADHD- Il mio libro di esercizi”di L. Shapiro, ed. Erickson

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Il libro sviluppa un percorso rivolto ai bambini-ragazzi con ADHD che li aiuta a potenziare quattro aree:

  • Imparare l’autocontrollo
  • Superare i problemi scolastici
  • Stringere e mantenere amicizie
  • Sentirsi bene con se stessi

Ha un’utile struttura tipo eserciziario che coinvolge il bambino in prima persona, proponendogli gradualmente obiettivi diversi, contestualizzati da una storia iniziale. Ciascun esercizio ( e più in generale ciascuna area di lavoro) va svolto con l’aiuto di un adulto di riferimento.

  • ASPETTI POSITIVI: gli esercizi sono effettivamente ben strutturati e le storie che li introducono sono di immediata comprensione e rendono facile ai ragazzini immedesimarsi Gli esercizi abbracciano ambiti di esperienza diversi e aiutano anche i bambini a valorizzare i propri punti di forza, non solo a gestire i punti di debolezza.
  • ASPETTI NEGATIVI: difficilmente un bambino con questo tipo di caratteristiche vivrà positivamente il doversi fare carico di ulteriori “compiti” sebbene slegati dalle discipline scolastiche.

Consigliamo comunque questo volume per un percorso di classe ( o di gruppo) per evitare di rinforzare nei bambini ADHD la percezione di essere “diversi”. Il percorso ricorda altri progetti educativi efficaci ( ad esempio il “Progetto per crescere” promosso dai Lions Club, di cui è possibile visionare un estratto qui: Estratto del progetto per crescere!). Gli esercizi sono utili a sviluppare abilità sociali e cognitive che spesso risultano fragili nei nostri alunni, anche se non sono affetti da ADHD o da disturbi affini. In questo senso, questo volume è uno strumento prezioso per costruire un percorso di introspezione e crescita emotiva come individui e come gruppo, per un clima scolastico più positivo ed una migliore autostima individuale.

Il percorso è adatto a partire dal secondo ciclo della scuola primaria, in particolare per le classi quarte e quinte.

A questo indirizzo potete osservare alcune pagine estratte dal volume:Alcuni contenuti del libro, dal sito di Erickson

Costo: 17,55 euro sul sito di Erickson.

Riferimentowww.erickson.it oppure le librerie locali

Gli altri nostri post sul tema ADHD:

ACQUISTA “ADHD: il mio libro di esercizi” SU AMAZON

Impara l’arte e mettila da parte ep.6: pittura senza pennelli. Attività espressive inclusive.

PREMESSA: ai bambini piace moltissimo usare le tempere ma spesso per varie ragioni non sono utilizzate per mancanza di materiale ad esempio, sovente infatti nelle classi non ci sono pennelli sufficienti per tutti gli alunni. Inoltre l’uso classico della tempera con il pennello rende difficoltosa la partecipazione degli alunni con diversa abilità perché richiede una manualità molto precisa. Perché allora non proporre un’attività con i cotton fioc? Sarà una novità per tutti ed è un’attività che può essere modulata per essere adattata all’età ed alle possibilità di ogni gruppo.

OCCORRENTE:

  • tempera
  • cotton fioc
  • stampe di soggetti (nel nostro caso pasquali/primaverili) es: download images

 

PROCEDIMENTO: 

  1. Far scegliere il soggetto ai bambini: è sempre positivo dare diverse opzioni tra cui scegliere per evitare che i bambini si sentano “costretti”. Questo metterà maggiormente a proprio agio quei bambini che hanno difficoltà perché non saranno gli unici ad avere un disegno differente ma il loro sarà uno dei tanti soggetti presenti in classe.
  2. I bambini (utilizzando poca tempera che può essere posizionata in piattini a disposizione dei piccoli gruppi) riempiranno l’interno delle figure

Fateci sapere se provate qualcuna di queste idee e lasciateci la vostra foto nei commenti!

ATTIVITA’ LUDICHE PER LO SVILUPPO DELL’ATTENZIONE (ultimo anno di scuola dell’infanzia e primo ciclo)

Insegnare strategie di attenzione, di ascolto ed autocontrollo all’interno di una cornice ludico-motoria è auspicabile già alla scuola dell’infanzia. Un intervento precoce diventa  fondamentale in quanto in questa fase dello sviluppo l’azione educativa risulta più efficace e ed incisiva: il bambino è maggiormente ricettivo nei confronti delle influenze ambientali.

Presentiamo alcune attività che possono essere uno spunto sia per le prime classi della primaria sia per la scuola dell’infanzia; possono essere un momento di raccordo per un ipotetico progetto continuità tra ordini.

CONTESTUALIZZAZIONE Le competenze chiave europee per l’apprendimento permanente (elaborate dal Consiglio e dal Parlamento europeo, 2006)

  • Competenza in madrelingua
  • Competenza digitale
  • Competenze sociali e civiche
  • Imparare ad imparare

OBIETTIVI

IDENTITA’:

  • Esprimersi con fiducia e dare un nome agli stati d’animo
  • Rendersi conto dei cambiamenti avvenuti nella propria persona

AUTONOMIA:

  • Conoscere e applicare strategie di ascolto attivo
  • Condividere ed applicare regole comuni
  • Adottare comportamenti adeguati

COMPETENZE:

  • Ascoltare attivamente
  • Comprendere
  • Ricordare
  • Intervenire
  • Partecipare

CITTADINANZA:

  • Collaborare con adulti e compagni
  • Accogliere la diversità come valore positivo
  • Instaurare relazioni positive attraverso il dialogo
  • Essere consapevole di avere diritti e doveri
  • Seguire regole di comportamento e sapersi assumere la propria responsabilità
  • Comprendere le regole come strumenti indispensabili alla convivenza
  • Sentirsi parte di una comunità

ATTIVITÁ PER IL CONTROLLO DELL’ATTENZIONE

  • L’omino dei palloncini

Mentre l’insegnante legge una storia i bambini devono prestare attenzione a due target e fornire due risposte diverse: alzare un cartoncino (ogni bambino ha un colore diverso) quando sentono nominare un colore e battere forte i piedi per terra tutti insieme quando sentono dire «tutti i colori». 

  • Il gioco del filo di lana

In palestra i bambini si dispongono a coppie unite da un nastro o una corda, di cui ciascuno tiene in mano un capo. I bambini devono prestare attenzione al compagno guardandolo sempre negli occhi e nello stesso tempo eseguire una serie di comandi motori suggeriti dall’insegnante. 

  • Ascolto e gioco con le tesserine

Leggere una breve storia, consegnare ai bambini le tesserine rappresentanti alcuni oggetti. I bambini devono girare le tesserine degli oggetti nominati dall’insegnante durante la seconda lettura e disporle in mezzo al gruppo. ( possono essere utilizzate delle flashcard) 

  • Sei proprio attento?

L’insegnante spiega che durante la lettura di una storia sentiranno un campanellino suonare. Quando il campanello suona i bambini devono toccare la sequenza di cui si parlava in quel momento della storia. Al termine viene verificato l’ordine delle immagini.

Suggeriamo di proporre ai bambini un’attività di metacognizione al termine delle attività, per indurli ad una riflessione sul proprio operato ed evidenziare  le positività. É sempre preferibile rimarcare i progressi, verbalizzando i passi avanti compiuti da ciascun bambino: questo aumenta il senso di autoefficacia e potenzia l’autostima.

 

20 novembre: GIORNATA MONDIALE DEI DIRITTI DELL’INFANZIA. Attività, risorse e materiali.

Il 20 novembre si celebra la giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

La data ricorda il giorno in cui l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò, nel 1989, la Convenzione ONU sui diritti dellinfanzia e dell‘adolescenza.

L’Italia ha ratificato la Convenzione con Legge n. 176 del 27 maggio 1991 e ha fino ad oggi presentato al  Comitato sui Diritti dell’Infanzia quattro Rapporti. L’ONU ha affidato all’UNICEF il compito di diffondere la Convenzione e di sensibilizzare i governi ed i popoli in merito.

LINK AL SITO DELL’UNICEF DOVE SCARICARE LA DOCUMENTAZIONE COMPLETA

Proprio nell’ottica di sensibilizzare e condividere contenuti così importanti, UNICEF propone dei materiali molto utili, con diversi spunti operativi:

SCARICA QUI I MATERIALI MESSI A DISPOSIZIONE DA UNICEF

Abbiamo prodotto anche noi delle semplici schede con cui affrontare questa giornata in modo costruttivo e positivo, valorizzando gli aspetti che possono generare un confronto all’interno del gruppo classe senza ingenerare ansie o creare situazioni di disagio.

SCARICA QUI LE NOSTRE SCHEDE SULLA GIORNATA DEI DIRITTI DELL’INFANZIA

Emozioni in classe.

Sempre più spesso ci troviamo nella necessità di intraprendere dei percorsi di alfabetizzazione emotiva dei nostri alunni.

Le classi si presentano cariche di difficoltà e gli alunni faticano a stabilire dei rapporti positivi. Una delle maggiori difficoltà a ritrovare nell’altro caratteristiche che consentono di stabilire una vicinanza emotiva.

Cosa ci rende simili? Cosa ci rende diversi? Partendo da queste due domande si può pensare di costruire percorso positivo di conoscenza di sé e degli altri.

Lancio dell’idea: lo stimolo per questo tipo di attività è stata la lettura in classe del libro “In una notte di temporale” di Yuichi Kimura.

Questa delicata parabola racconto della diversità in amicizia in modo semplice ed immediato. Il linguaggio e la struttura lo rendono adatto già dalla classe seconda della scuola primaria. La storia racconta di due animali all’apparenza molto diversi (un lupo e una pecora) che nel buio di una notte tempestosa iniziano a parlare senza vedersi. Questo dialogo nel buio li avvicina senza coinvolgere il loro aspetto esteriore e le loro aspettative l’uno sull’altro. Da questo spunto può prendere il via una conversazione su ciò che avvicina i bambini ai compagni.

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Sulla “parete felice” allestita in classe i bambini attaccano con tempi e modalità spontanee le caratteristiche che li accomunano ai compagni; “tutti diversi, tutti uguali” è la frase che meglio rappresenta questa attività.

Questa attività può essere un primo passo in un percorso di conoscenza di sè e degli altri e la parete felice può diventare un riferimento costante, tangibile dei legami di classe.