La matematica che parla a te, proprio a te!

Sapete cosa non piace ai bambini della matematica? Quando viene insegnata in modo impersonale, quando non tiene conto del loro modo di essere, dei loro gusti e delle loro inclinazioni.

Noi apprezziamo sempre quando invece troviamo strumenti (narrativi in particolare!) che si pongono obiettivi diversi, come nel caso di “Il detective delle frazioni” di Valeria Razzini, ed. Il battello a vapore. L’autrice è anche la mente dietro i seguitissimi profili social “Matematica in gioco”.

Il messaggio che emerge potente da questo libro è che OGNUNO di noi ha una voce, che tutti contano, che il valore di ciascuno di noi è imprescindibile. Un messaggio di valore che fa da costante sotto testo all’ Intero libro.

LA STORIA: Tommaso si è appena trasferito in una nuova scuola, quando cominciano a capitare strani avvenimenti: qualcuno divide in otto fette uguali la torta che era stata preparata per la Grande Festa di Primavera e che doveva essere tagliata dal sindaco in persona; in palestra vengono ritrovati i tre quarti dei palloni sgonfi, e nel laboratorio di scienze le soluzioni destinate agli esperimenti vengono frazionate in provette identiche.

A indagare sugli strani sabotaggi viene chiamato lo zio di Tommaso, un investigatore privato da cui lui ha ereditato il suo grande intuito investigativo. Tommy non si lascia sfuggire l’occasione: munito del suo inseparabile Diario dell’investigatore, analizza insieme allo zio indizi e moventi, va alla ricerca di prove e sospettati, e alla fine, grazie alla matematica, riuscirà a scoprire chi è il colpevole e quale messaggio si nasconde dietro le azioni del sabotatore misterioso…

Il libro cattura fin dalle primissime battute, coinvolgendo i bambini in un’esperienza investigativa che si apre con la scelta del proprio nome da investigatore. Insomma, il cuore del libro sta nel mettere al centro il piccolo lettore, nel farlo sentire non solo protagonista ma CAPACE dal punto di vista matematico e personale.

Perfetto per una lettura d’inizio anno in quinta per un bel ripasso e per indagare aspetti emotivi che i “grandi” sperimentano spesso. L’ utilizzo didattico perfetto è secondo noi una lettura a puntate in classe quarta: la struttura ricca di suspence si presta perfettamente e sappiamo quanto l’uso della narrazione sia uno strumento inclusivo quando gli aspetti disciplinari diventano complessi per i nostri studenti più fragili.

Si presta benissimo anche ad un approccio interdisciplinare, magari con un laboratorio linguistico sul genere giallo oppure la realizzazione dei ritratti dei protagonisti con diverse tecniche espressive. Insomma, un testo di valore, come già gli altri dell’ autrice ed un valido alleato per chi, come noi, cerca di coniugare letteratura e matematica.

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