COME CREARE UNA PRESENTAZIONE PER L’ORALE DEL CONCORSO?

Premessa: ciascun docente ha un proprio stile di insegnamento ed un proprio percorso che dovrebbero riflettersi nelle prove concorsuali che sostiene. Non c’è nulla di meno efficace di un materiale curato e raffinato ma che non “appartiene”al docente perché non ne riflette le caratteristiche. Ricordiamoci che “less is more”: meno è meglio.

PUNTI FONDAMENTALI PER LA COSTRUZIONE DI UNA PRESENTAZIONE EFFICACE SONO:

  • EVITARE I TROPPI STIMOLI VISIVI: sebbene un bel Power Point sia un buon biglietto da visita, non significa farcire la presentazione di oggetti e sfondi complessi. La semplicità è sempre la strada da preferire.
  • EVITARE I FORMAT TROPPO DIFFUSI: evitate i modelli troppo standard per non ritrovarvi con la stessa presentazione di chi vi ha preceduto e di chi vi seguirà. Sono quindi da evitare  le slide come questa: schermata2019-01-31alle18.03.48
  • NON PUNTARE SULLE TRANSIZIONI O ANIMAZIONI ELABORATE: a meno che non siate sicuri del pacchetto Office che ha il computer con cui effettuerete la presentazione, evitate animazioni particolari perché non tutte sono supportate dalle versioni più vecchie dei sistemi operativi.
  • LAVORATE IN MODALITÁ COMPATIBILE: prima di elaborare uno splendido lavoro che poi si rivela funzionale solo sugli ultimi sistemi operativi, impostate sin da subito il Power Point in modalità compatibile, sarete sicuri che funzioni comunque.

E SE NON VOLESSI USARE IL POWER POINT? 

MEGLIO! Darete prova di spirito di iniziativa e di competenza digitale. Inoltre vi distinguerete dagli altri candidati presentando un approccio differente: una competenza sempre apprezzata dalle commissioni esaminatrici!

Ci sono diverse risorse facili da utilizzare e di grande effetto, trovate i nostri suggerimenti qui: 4 app per facilitare la vita degli insegnanti. Risorse gratuite e facili da utilizzare.

Come sempre lasciateci il vostro feedback in merito ai nostri consigli o integrateli con le vostre indicazioni!

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ALFABETIZZAZIONE EMOTIVA: risorse e idee per educare alle emozioni.

La pedagogia delle emozioni insegna a pensare un’educazione non più logocentrica ma che si apra alla molteplicità di linguaggi di cui l’essere umano in formazione dotato per esprimersi.

La didattica si sostanzia di aspetti motivazionali indispensabili per il buon esito del processo apprenditivo, come la teoria delle intelligenze multiple e gli studi sull’intelligenza emotiva ben rispecchiano. Le emozioni sono il nostro modo di rispondere a ciò che accade nel mondo e sono l’espressione del nostro modo di essere. I bambini apprendono dagli adulti la capacità di nominare le emozioni ed i sentimenti e questo è un processo di insegnamento molto importante che sostiene l’autonomia comunicativa e relazionale. I bambini che nominano e riconoscono le emozioni e i sentimenti riescono a contenere maggiormente gli atti impulsivi e a limitare le espressioni di rabbia intensa e di aggressività. Narrare le emozioni attraverso storielle e brevi rappresentazioni teatrali permette al bambino di sentirsi in empatia con i personaggi e di cogliere gli aspetti emotivi attraverso un “rispecchiamento” nelle esperienze ascoltate.

Sostenere l’autonomia emotiva consente al bambino di poter scegliere tra una gamma di comportamenti e non lo limita nella percezione di sé. La capacità di ascolto viene sostenuta e sviluppata attivando un potenziamento anche delle competenze attentive. Il lavoro di alfabetizzazione emotiva consente di far emergere le potenzialità del bambino in un’ottica di sostegno dell’intelligenza emotiva. La progettazione di interventi di “alfabetizzazione emozionale” diventa fondamentale per riflettere sui propri stati emotivi, saperli nominare e cogliere empaticamente nell’altro.

Per l’insegnante, l’alfabetizzazione emotiva e prosociale può rappresentare un supporto alla professionalità. L’insegnante è confermato nel suo ruolo di facilitatore della crescita culturale e valoriale degli alunni, consentendo un cammino che pone alla persona la condizione di “essere”, priorità etica rispetto al “sapere” e al “saper fare”. Per i genitori, l’intervento è una opportunità per acquisire strumenti e informazioni per accompagnare e guidare l’educazione dei figli e per identificare situazioni di disagio e di sofferenza.

Abbiamo pubblicato alcuni progetti che riguardano le emozioni in generale: Emozioni in classe oppure la gestione dell’aggressività e della rabbia: PERCORSI EDUCATIVI e UDA.

Abbiamo inoltre dato spesso spazio a libri e giochi che diano ai bambini strumenti positivi per la gestione della  propria interiorità:

Risorse importanti e positive sono anche i giochi per costruire un clima di classe improntata alla fiducia nei compagni ed alla collaborazione reciproca.

Abbiamo suggerito molte attività per costruire il gruppo, che coinvolgono in modo leggero e positivo tutti i bambini:  4 ATTIVITÁ E GIOCHI PER COSTRUIRE UN GRUPPO CLASSE (team building)

Suggeriamo la visione del Film “Inside Out”, adatto dalla classe seconda in poi:

Potete acquistare il film di Inside out cliccando su questo link:

Inside Out

Vi invitiamo inoltre a visitare la nostra bacheca Pinterest dedicata alle emozioni: https://www.pinterest.it/viemaestre/emozioni-a-scuola/

E voi? Lavorate su questo aspetto educativo nelle vostre classi?

Perchè è importante documentare il proprio lavoro a scuola

COSTRUIRE INSIEME LA DOCUMENTAZIONE 

Possiamo intendere per materiale documentale qualsiasi oggetto, prodotto o strumento utile a richiamare o conservare la memoria di avvenimenti o situazioni significative. In campo educativo e didattico la documentazione costituisce una testimonianza e la memoria di come si era, di ciò che è accaduto, di ciò che è stato fatto e, molte volte, delle ragioni – spesso nascoste – che hanno portato alla determinazione di certi eventi o situazioni. A volte è possibile cogliere significati e ragioni solamente se si riesce a prendere una distanza (temporale) dagli avvenimenti vicini nei quali, nell’immediato, siamo troppo immersi per poterli guardare con il necessario distacco. La documentazione rappresenta una traccia, una memoria di eventi considerati significativi, di situazioni, di stili educativi, di scelte effettuate ad hoc che si intende controllare. Anche nella scuola è necessario ricordare. Molte esperienze, situazioni, eventi che hanno rappresentato per bambini ed adulti momenti forti e vissuti intensi, sono andati perduti perché non se ne è conservato traccia.

L’IMPORTANZA DELLA DOCUMENTAZIONE

A volte, un insegnante può percepire la vita nella scuola come appiattita, schiacciata sulle routine. Le cose (le novità, gli eventi, i piccoli cambiamenti) si perdono nella nebbia della quotidianità che, con il passare del tempo, appare sempre uguale a se stessa. Altre volte, le esperienze che vengono effettuate possono risultare talmente dense e forti da essere presto dimenticate e perdute se non vengono fissate. In altri casi, si può avere la sensazione, al termine dell’anno, di non avere ben chiaro ciò che si è fatto ed i passi che sono stati effettuati. A volte può accadere di sopravvalutare la propria azione educativa; altre volte (è forse il caso più frequente) si può correre il rischio di sottovalutarla. In ogni caso, la documentazione costituisce uno strumento utile per la qualità dell’azione educativa.

Perchè documentare? Le ragioni per cui la documentazione nella scuola è importante sono molteplici. Indichiamo qui, sinteticamente, tre scopi principali:
L’azione educativa e didattica come attività pensata

Documentare significa pensare adeguatamente a ciò che si farà prima di farlo, prestare attenzione alle dinamiche che intercorrono mentre si sta svolgendo una determinata attività, oppure analizzare un po’ più a freddo e a distanza su ciò che si è (appena) finito di fare. In tutti i casi, si tratta di una riflessione, per così dire, a distanza rispetto a ciò che si intendeva fare o si è fatto sul momento. Si ha la possibilità di riguardare con distacco ciò in cui ci si è trovati o ci si troverà immersi; significa effettuare un confronto fra lo scarto esistente fra le proprie intenzioni educative e ciò che effettivamente è avvenuto nella situazione pratica

La scrittura come lavoro di autochiarificazione 

Documentare significa, da questo punto di vista, esporre, presentando con chiarezza metodologica e di contenuto, l’azione che è stata svolta in sezione o che si intende svolgere.

La focalizzazione dei problemi

Specialmente nella documentazione personale sono più facilmente evidenziati gli aspetti problematici che preoccupano maggiormente l’insegnante, oppure le situazioni che possono provocare incertezza, difficoltà, ansia. La documentazione diviene, in questo caso, lo specchio dei problemi da mettere meglio a fuoco nelle situazioni didattiche. La descrizione di un puntuale percorso didattico per un bambino in difficoltà segnala un’attenzione didattica mirata. La definizione puntuale di aspetti organizzativi può nascondere la corrispondente preoccupazione dell’insegnante. In modo simile, sorvolare su certi aspetti significa non ritenerli importanti, o anche, erroneamente, sottovalutarli e, appunto, non vederli. In altre parole, la documentazione dell’azione educativa e didattica riflette sempre, inevitabilmente, la particolare prospettiva del suo autore. In ogni modo, la documentazione (se non è troppo povera od eccessivamente occasionale e parziale) riflette, di solito in modo sufficiente, i pro e i contro dello stile educativo ed i problemi principali che si presentano in una determinata situazione educativa.

 DOCUMENTARE SERVE?

Uno dei rischi più forti è quello di andare più o meno consapevolmente alla ricerca, attraverso la produzione di materiali di documentazione, della conferma anticipata. E’ ciò che è stato definito come l’effetto Pigmaglione, che consiste nel prevedere in anticipo che cosa accadrà per poi constatare che è accaduto esattamente ciò che ci si aspettava. In altre parole, la documentazione dovrebbe rappresentare una condizione di ricerca anche per chi la mette in opera: documentare significa rileggere con occhio più distaccato ciò che è stato fatto per cogliere significati e ragioni che non erano del tutto consapevolmente presenti nel momento in cui veniva attuata l’azione educativa e/o didattica

Sperimentare con i colori. UDA tra arte e natura da realizzare in classe

La scelta di realizzare a scuola un percorso artistico-manipolatorio risponde alla valorizzazione dell’identità di ciascun bambino e alla libertà di espressione tramite molteplici linguaggi, non solo linguistici, anche in considerazione dell’alta presenza di alunni stranieri nel territorio scolastico in cui viviamo.
Recentemente abbiamo lavorato molto in classe sul  binomio Arte e Natura; abbiamo quindi deciso di condividere con voi alcune delle attività che abbiamo realizzato con i nostri alunni.

OBIETTIVI

Gli obiettivi che abbiamo individuato relativi alla nostra UDA sono stati:
– Familiarizzare i bambini con i linguaggi e le pratiche dell’arte

– Favorire un atteggiamento “estetico”, ovvero offrire ai bambini il punto di vista dell’arte per guardare al di là di stereotipi e pregiudizi e leggere anche la realtà quotidiana con un atteggiamento attivo, di curiosità e stupore

– Proporre la sperimentazione di nuovi strumenti e materiali, offrendo una chiave espressiva attraverso il linguaggio dei materiali, dei segni, del colore

TECNICHE

Le attività sono state varie e, nel rispetto delle Indicazioni, hanno coinvolto diverse tecniche e diversi ambiti artistici.

I bambini hanno potuto sperimentare varie tecniche grafico- pittoriche (tempere, acquerello, pastelli, pennarelli) e diverse forme di realizzazione (pittura con le mani, con i pennelli, con stencil, con stampi ricavati da frutta e verdura).
Le attività realizzate hanno visto la produzione di vari disegni creati usando il succo di alcune varietà di verdura per colorare in modo naturale e la stampa di frutti e verdure di vario tipo.

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DOCUMENTAZIONE
Per condurre l’unità di apprendimento ci siamo documentate con libri e riviste di arte per bambini; in particolar modo abbiamo trovato utilissima la consultazione del libro “Facciamo i colori!” di Helena Arendt, edito da Terre di mezzo, che raccoglie preziosi suggerimenti su come creare tinte naturali a partire da fiori, foglie e frutti facili da trovare in giardino, nell’orto o durante una gita.
Sabbia e foglie di ortica, cavolo rosso e papaveri, dalie, barbabietole, spinaci, bacche di sambuco, terra, noci, bucce di cipolla gialla e tanti altri materiali possono diventare una tavolozza ricchissima per dipingere un po’ di tutto, dalla carta alle guance alle uova di Pasqua, e trasformarsi in colori a olio, colori a dita, trucchi o gessetti con l’aggiunta di prodotti che tutti abbiamo in dispensa. Ogni stagione possiede infatti la sua palette cromatica.
Per fare i colori serve un’attrezzatura semplice: pentolini, colino, mortaio e poco altro. Ecco alcuni esempi di attività dei colori ricavati:

ATTIVITA’
Coloriamo con il succo delle rape rosse

Inizialmente abbiamo chiesto ai bambini di fare un disegno a piacere con la ceretta bianca su un foglio, poi abbiamo ricoperto interamente il foglio con il succo ricavato dalla spremitura delle rape rosse. Agli occhi dei bambini, come una magia, ricompariva il disegno a cera bianco.

Coloriamo con succo di cavolo viola

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Inizialmente abbiamo frullato e filtrato il cavolo viola, per poi usare il succo estratto per ricoprire un foglio intero con l’aiuto di un pennello. Abbiamo applicato sul foglio ancora bagnato gocce di aceto di vino, bicarbonato e succo di limone: tre sostanze che interagendo con il succo di cavolo creano colori ed effetti fantasiosi.

La trasformazione di alcuni vegetali in “tinte naturali”, ha permesso ai bambini di avvicinarsi al mondo della scienza (vista come una magia) attraverso più canali di comunicazione: fare, giocare, toccare, odorare e sentire. Creando a scuola questo divertente laboratorio scientifico per estrarre il colore dal mondo della natura, hanno affinato competenze logiche, percettive, linguistiche e cognitive.

I bambini hanno poi raccontato l’esperienza con le mappe concettuali, partendo dall’oggetto (i vegetali) e personalizzando la mappa nel procedere della descrizione utilizzando strutture diverse. Le mappe sono state quindi delle verifiche su come i bambini hanno organizzato l’esperienza e sulle conoscenze apprese da ognuno di loro.
L’impiego del colore naturale può ispirare fantasiose composizioni artistiche, che nascono dalla sovrapposizione e combinazione di stesure pittoriche, uova, stoffe, tessuti e spaghi tinti.

La scoperta del mondo rappresentativo stimola il bambino a saper «osservare» ciò che è evidente e comprensivo. L’utilizzo di un approccio ludico lo aiuta inoltre a «fare per conoscere» e al «fare per capire». In questo modo si scopre il mondo, si percepiscono le forme e i colori.
La realizzazione del percorso ha dato infatti la possibilità di valorizzare le esigenze e le potenzialità di ciascun bambino e del gruppo nel suo complesso.
Il laboratorio può proseguire negli anni successivi, ad esempio come percorso interdisciplinare:
– con la storia: come venivano creati i pigmenti colorati dalle civiltà del passato
– con le scienze: alla scoperta della cellula vegetale e della fotosintesi clorofilliana

Su amazon è possibile trovare il libro: Facciamo i colori! Ricette e idee per dipingere e giocare con la natura. Ediz. illustrata

ANTICIPATARI: una riflessione.

L’anticipo di iscrizione alla scuola primaria e alla scuola dell’infanzia è consentito ai bambini che compiono sei anni di età entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento. I genitori che richiedono l’anticipo possono avvalersi, per una scelta attenta e consapevole, delle indicazioni e degli orientamenti forniti dai docenti delle scuole dell’infanzia frequentate dai bambini, nel caso di iscrizione alla scuola primaria. Vi rimandiamo alla pagina del MIUR con i riferimenti normativi precisi e le indicazioni del Ministero: http://www.miur.gov.it/anticipi

IL NOSTRO PARERE: spesso i bambini arrivano alla scuola primaria ( o alla scuola dell’infanzia) sulla motivazione della loro intelligenza o della loro competenza in ambito cognitivo. A nostro avviso non c’è alcuna correlazione tra l’intelligenza di un bambino e la sua capacità di affrontare un cambiamento complesso com’è il passaggio alla scuola primaria. Spesso le famiglie (vere fautrici di questa scelta, molto raramente consigliata dai docenti) sottovalutano la complessità delle richieste che fa la scuola primaria ai bambini: si devono stabilire nuovi equilibri con i docenti, tra compagni (spesso nuovi), si devono gestire materiali e spazi in autonomia.

Un bambino che arriva a scuola “in anticipo” non ha alcun vantaggio specifico rispetto al gruppo in cui viene inserito. Se vogliamo pensare alle esperienze dei bambini in termini di “vantaggio/svantaggio” possiamo dire che però toglierli da un gruppo di pari per inserirli in un gruppo di bambini più grandi non necessariamente li avvantaggia. Sicuramente un bambino che finisce di frequentare la scuola dell’infanzia a sei anni e mezzo arriverà sicuramente con un “vantaggio” in termini di sicurezza e maturità: un bagaglio prezioso per affrontare questo salto verso il mondo della scuola.

Valorizziamo l’esperienza che conduce il bambino in quel momento: aiutiamolo ad apprezzare ciò che sta vivendo in quell’ordine di scuola. Spesso la scuola dell’infanzia è sottovalutata: viene vista come un “trampolino” verso la primaria. L’esperienza della scuola dell’infanzia è invece arricchente e formativa in ogni aspetto dello sviluppo del bambino: non sviliamola riducendola ad un passaggio in vista della “vera scuola”.

Lo stesso approccio andrebbe riservato ai nidi d’infanzia rispetto all’anticipo verso la scuola dell’infanzia: purtroppo c’è una tale carenza di servizi alle famiglie che diventa comprensibile il motivo per cui alcuni genitori scelgono questa via per i propri bambini.

In sintesi: in linea generale non siamo favorevoli all’anticipo dei bambini. Diamo valore alle esperienze dei bambini per ciò che sono e non come “propedeutiche ad altro”: cresceranno il senso di autoefficacia e la motivazione intrinseca.

E voi che pensate di questo argomento? Vi trovate d’accordo con la nostra opinione?

 

 

Promozione della lettura: il progetto BISCOTTI.

Siamo state contattate da Sara, che ha ideato e gestisce il progetto “Biscotti”. Si tratta di una pagina web (https://www.ibiscotti.org/)in cui bambini e ragazzi, di etá compresa tra i 4 e i 18 anni, consigliano il loro libro preferito registrando una recensione in formato audio di 1 minuto.

L’idea alla base dell’iniziativa è di favorire una condivisione di recensioni audio di piccoli lettori. Un’idea molto utile per socializzare ciò che viene generalmente relegato al gruppo-classe durante le attività di biblioteca di classe. Cosa c’è di meglio che condividere non solo con i compagni ma con il mondo intero le proprie scoperte letterari?

Come partecipare?

Seguendo una semplice scaletta che prevede:

• nome
• età
• perché è piaciuto il libro che si consiglia
• di che cosa parla
• qual è la scena o la storia che più ti è rimasta impressa
• a quanti anni si può iniziare a leggerlo
• quale libro si sta leggendo ora
• di quale libro hai sentito parlare che ti piacerebbe iniziare a leggere
I contributi audio devono essere inviati a biscottinelforno@gmail.com.

Buona lettura a tutti!

 

GIANNI RODARI: viaggio in Italia.

Si può utilizzare la poesia nello studio della geografia? Certo che sì se ci si appoggia sulle spalle di un gigante della pedagogia come Gianni Rodari. Lo scorso anno è uscita una riedizione di diversi lavori di Rodari, tratti da opere diverse ma che hanno lo stesso filo conduttore: la narrazione divertente e divertita dello Stivale.

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Perché dunque non integrare le poesie di Rodari nella didattica della geografia, con un piccolo input ulteriore? Si tratta infatti di un codice QR che arricchisce la narrazione di contenuti multimediali con cui ripercorrere digitalmente le tappe affrontate sulle pagine del libro.

Uno strumento che rende facile una sintesi interdisciplinare tra italiano e geografia, ideale per la classe quinta e lo studio del nostro Paese ma che si presta anche ad attività meno formali nelle classi precedenti. Il libro è riccamente illustrato a colori, con magnifici disegni ed un’impaginazione accattivante.

Uno strumento che mette insieme mondi diversi: la moderna didattica interdisciplinare e un classico come Rodari, la geografia e la poesia per bambini in un unicum che potrà donare un qualcosa in più alle lezioni canoniche.

Acquistalo su Amazon – Viaggio in Italia

LE BIBLIOTECHE DI ANTONIO un progetto per la costituzione o sviluppo delle biblioteche scolastiche.

Quest’oggi vi presentiamo un importante progetto della casa editrice Sinnos per la promozione della lettura e del diritto di leggere: Le Biblioteche di Antonio. Questo progetto ogni anno finanzia la costituzione o lo sviluppo di una biblioteca scolastica in zone particolarmente svantaggiate, attraverso la donazione di libri di editori per ragazzi.
Sinnos l’ha ideato con l’obiettivo di far arrivare tanti libri per ragazzi in luoghi dove normalmente arrivano con difficoltà, per far germogliare il seme della lettura e per far sì che tutti possano esercitare il DIRITTO DI LEGGERE. Un progetto che rispecchia la passione per la lettura e l’impegno del socio Antonio Spinelli, che Sinnos vuole in questo modo ricordare.
Negli ultimi 10 anni sono 14 le biblioteche nate grazie a Sinnos in tutta Italia con più di 4000 libri per bambini e ragazzi donati.

PER ACCEDERE ALLA DONAZIONE DEI LIBRI “Le Biblioteche di Antonio” dovrete inviare un PROGETTO PER UNA BIBLIOTECA SCOLASTICA o per il RAFFORZAMENTO DELLA PROPRIA BIBLIOTECA COMUNALE (nel caso di piccoli centri dove la biblioteca comunale sia riferimento anche per le scuole) a Sinnos Editrice – Via dei Foscari 18, 00162 Roma oppure via e.mail all’indirizzo: lebibliotechediantonio@sinnos.org o info@sinnos.org.

Avete tempo fino a giugno 2019 per inviare i progetti!

Troverete tutte le info e il regolamento completo a questo link

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI: Sbagliando s’inventa. Un libro per giocare e divertirsi con la lingua italiana.

PRODOTTO: Sbagliando s’inventa, di Loricangi edito da Artebambini.

DI COSA SI TRATTA: Con questo volume dal sapore vintage i bambini possono imparare a giocare con le parole e i docenti possono trovare nuove ispirazioni per divertire gli alunni con la lingua italiana. Numerose sono le proposte: giochi, catene, sciarade, rebus, logogrifi, calligrammi e anagrammi ma anche qualcosa in più: limerick caviardage. Finalmente anche gli errori possono dar vita a occasioni irripetibili di sperimentazione.

TARGET: Scuola primaria e secondaria di primo grado.

NELLA DIDATTICA: Utilissimo supporto all’insegnamento della lingua italiana, con proposte di difficoltà crescente, che lega scrittura e disegno, lingua e arte, applicabile dalla classe prima fino alla scuola secondaria di primo grado. Utile per migliorare la consapevolezza della lingua e/o avviare alla poesia, stimolo continuo alla creatività.

CI PIACE PER: L’approccio ludico e creativo alla lingua di scuola rodariana, la riscoperta di quei giochi con le parole che sono andati dimenticati, le proposte accompagnate da piacevoli illustrazioni e piccoli cartelli illustrativi ed esempi che guidano alla produzione autonoma da parte dell’alunno.

PREZZO: 14,50 euro

Disponibile nelle librerie o sull’e-shop di Artebambini

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CONSIGLI PER GLI ACQUISTI: Terra in vista!

PRODOTTO: Libro-gioco interattivo Terra in vista! Progetta la tua isola perfetta in 25 incredibili missioni, di P. Gaudesaboos e B. Borms, Edizioni Sinnos.

DI COSA SI TRATTA: È un libro-gioco spassosissimo, super coinvolgente, quasi folle, dove il lettore diventa il vero protagonista di una serie di missioni che porteranno alla definizione di tutte le caratteristiche di una nuova isola.

LA STORIA: Il Consiglio Mondiale dei Paesi ti ha inviato una lettera dove ti svela che il tuo nome è nella lista dei prescelti che in 31 giorni potranno visitare una delle 7 isole appena scoperte e progettare il paese dei suoi sogni. Al termine dei 31 giorni dovrai presentare il progetto al Consiglio e se sarà approvato riceverai una corona d’oro finto e diventerai il capo dell’isola. Puoi creare feste a piacimento, inventare cartelli stradali pazzi, fondare il Museo di Te Stesso per farti conoscere, avere hobby assurdi

TARGET: Dagli 8 ai 99 anni

NELLA DIDATTICA: Questo libro è un ottimo strumento per impegnare i bambini in attività di problem solving legate a tecnologia, matematica, arte e immagine..che allena competenze sociali e civiche, cittadinanza attiva, lo spirito d’iniziativa e l’imprenditorialità. Noi abbiamo superato il limite dell’utilizzo individuale facendo svolgere il libro ad un gruppo di alunni che impegnandosi per il raggiungimento dell’obiettivo comune hanno potuto rafforzare i legami interpersonali.

CI PIACE PERCHÉ: è spassosissimo! Divertente e super stimolante! Ci piace perché è attuale, perché pone molte richieste che richiedono ragionamento, stimolando la fantasia e lo spirito d’iniziativa. Coinvolge anche gli alunni DSA e/o con tempi ridotti di attenzione.

PREZZO: 13 euro

Reperibile nelle librerie e acquistabile sul sito www.sinnos.org

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