GESTIONE DELLA CLASSE: riti per una gestione efficace dei momenti scolastici

La routine è un elemento fondamentale nella vita scolastica di alunni e insegnanti: ripetere le stesse azioni ogni giorno rende i bambini sereni e aiuta gli insegnanti nell’organizzazione e gestione quotidiana.

In passato abbiamo parlato di quanto le routine siano la modalità più efficace per scandire alcuni momenti della giornata scolastica (https://viemaestre.com/2018/08/01/gestione-della-classe-consigli-per-una-routine-mattutina-efficace/).

Oggi vi consigliamo i nostri strumenti e materiali preferiti per rendere questi semplici riti efficaci e coinvolgenti sin dai primi giorni di scuola:

ELENCO DELLA CLASSE:

L’elenco degli alunni, scritto in stampato in carattere abbastanza grande e plastificato, può essere appeso in classe sin dai primi giorni di scuola per rendere partecipi i bambini dell’appello mattutino e la registrazione di eventuali assenze. Abbiamo osservato come, se utilizzato giorno dopo giorno, può diventare un importante strumento di interesse per tutta la classe. Gli alunni di prima man mano che conoscono le lettere dell’alfabeto imparano a riconoscere e leggere i nomi dei compagni, a soffermarsi su alcune particolarità ortografiche, sulla presenza di lettere doppie o straniere; insomma la routine quotidiana può rendere un semplice foglio plastificato con i nomi dei bambini un prezioso strumento di lettura.

CARTELLONE DEGLI INCARICHI:


In base alla turnazione stabilita in classe (incarichi fissi, a rotazione settimanale ecc) i bambini svolgono autonomamente le prime piccole attività della giornata come distribuire libri e quaderni, redigere il calendario e il meteo del giorno, tenere l’aula in ordine e pulita, accendere e spegnere il pc, prendersi cura delle piante o dell’orto, ecc. Cerchiamo di dare un incarico ad ogni bambino utilizzando una rappresentazione a muro che raffiguri con semplici disegni o simboli i vari incarichi sottolineandone la valenza inclusiva (tutti gli alunni sono valorizzati in quanto responsabilizzati).

IL PROGRAMMA DEL GIORNO:

Presentare al mattino le varie attività e materie del giorno è utile perchè rassicura i bambini più piccoli e aiuta i più grandi a tenere a mente lo svolgimento della giornata scolastica. Per questo motivo può essere utile avvalersi di un planning settimanale da tenere in aula che raffiguri la distribuzione della materie nei vari giorni della settimana; noi utilizziamo, oltre al planning settimanale “fisso”, una piccola lavagna cancellabile con calamite e pennarello da utilizzare per frammentare la singola lezione in diverse attività. Anticipare gli eventi mantenendo un po’ di flessibilità è utile a tutti i bambini per gestire i momenti di stanchezza o di ansia.

CALENDARIO E METEO:

Utilizzare ogni mattina un calendario pensato appositamente per la classe in cui si lavora è utile per insegnare concretamente ai bambini lo scorrere del tempo, dei mesi, delle stagioni in modo semplice e divertente. Lo strumento può essere personalizzato dalle insegnanti a seconda delle esigenze rilevate, può contenere anche il meteo, i vocaboli in inglese, ecc.

Gli alunni secondo la turnazione prefissata e la distribuzione degli incarichi posizionano i giusti elementi nel calendario durante il rito mattutino.

Il calendario a muro è uno strumento utilissimo anche la matematica: se utilizzato quotidianamente abitua i bambini sin dai primi giorni di scuola alla rappresentazione e lettura dei numeri.

Tutti gli strumenti che avi abbiamo suggerito si inseriscono in una visione di scuola altamente inclusiva in quanto utilizzabili da tutti gli alunni senza necessità di diversificazione.

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Consigli per gli acquisti: Partire in prima con Erickson

PRODOTTO: La Valigetta per partire… in prima delle Edizioni Erickson (https://www.erickson.it/Materiali/Pagine/Scheda-Materiale.aspx?ItemId=42069)contiene una serie ragionata e differenziata di materiali per affrontare la complessità dei primi mesi scolastici.

TARGET: ultimo anno di scuola dell’infanzia, classe prima

I bambini iniziano la loro avventura nella scuola primaria come i personaggi della storia che fa da sfondo all’intero percorso.

La Valigetta e i materiali contenuti al suo interno sono finalizzati ad:
• accogliere e includere i singoli bambini lavorando sull’identità di classe per costruire un buon clima;
• coinvolgere gli alunni nel loro processo di apprendimento attraverso la narrazione;
• osservare e fotografare la classe negli aspetti di potenzialità e limite;
• utilizzare la metodologia laboratoriale per acquisire competenze e lavorare in modo cooperativo;
• favorire la conoscenza reciproca attraverso esperienze ludiche;
• incrementare e consolidare i prerequisiti all’apprendimento; 
• attivare un percorso di continuità con il grado scolastico precedente.

CONTENUTI DELLA SCATOLA:
• Guida per l’insegnante Partire in prima: laboratori e attività
• Libro con la storia illustrata La fantastica scuola nel Bosco Tantezampe
• 9 tavole formato A4 con sfondi e personaggi a colori da utilizzare per animare il teatrino
• 2 mazzi da 55 carte ciascuno: le Carte emozioni e le Carte sensi
• il tabellone Amici nel bosco con pedine e un dado

La storia: La fantastica scuola nel Bosco Tantezampe

La storia La fantastica scuola nel Bosco Tantezampe racconta l’avventura illustrata di una classe di animali, nella quale ognuno ha proprie abilità e propri limiti. Grazie ad un parallelismo di emozioni, pensieri e strategie i bambini sono invitati a viaggiare con l’immaginazione dentro la storia e dentro le diverse prove che il gruppo affronta e supera quando impara a essere collaborativo. La storia si presta a creare un collegamento tra scuola dell’infanzia e scuola primaria e può quindi essere utilizzata per progettare un’attività di continuità tra i due ordini scolastici.

Il teatrino

Il fondo della valigetta è strutturato in modo tale da essere utilizzato come un teatrino. Le 9 tavole a colori con sfondi e personaggi permettono infatti di drammatizzare la storia La fantastica scuola nel Bosco Tantezampe.

Il tabellone

Il tabellone presenta in forma di attività ludica un percorso nel bosco che aiuta i bambini a conoscere meglio se stessi e gli altri.

Le carte sensi e le carte emozioni

Le carte sensi portano gli alunni a riflettere sui sensi attivati nelle differenti situazioni di vita quotidiana. Le carte emozioni invece aiutano i bambini a riconoscere e nominare le famiglie di emozioni, favorendo la consapevolezza emotiva.

NELLA DIDATTICA:

Lo sfondo integratore della storia può essere utilizzato già dall’ultimo anno di scuola dell’infanzia per progettare attività di continuità con la scuola primaria. I materiali contenuti nella scatola sono adattabili a molteplici attività e percorsi e possono costituire un’interessante unità di apprendimento che accompagna i bambini nel loro ingresso alla scuola primaria.

CI PIACE PERCHÉ: i personaggi della storia sono caratterizzati in modo originale e divertente; nel corso della storia viene sempre messa in luce la loro sfera emotiva e in particolare tutte le emozioni che si provano quando si inizia una nuova avventura. La valigetta e i materiali in essa contenuti rispondono all’esigenza di strutturare attività pensate appositamente per accompagnare i bambini all’ingresso della scuola primaria.

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ACQUISTABILE CON LA CARTA DOCENTE: SI

PREZZO: 28,50 EURO

Giornata mondiale dell’acqua: come parlarne in classe

La Giornata Mondiale dell’Acqua, prevista per il 22 Marzo, è una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, prevista all’interno delle direttive dell’agenda 21.

Il tema può essere introdotto leggendo con i bambini delle classi prime seconde una breve e semplice storia, che con parole poetiche insegna piccoli gesti concreti per non sprecare l’acqua:

L’acqua è un bene vitale ed è di tutti, eppure c’è chi pensa di poterla vendere e comprare. È quello che scopre Marta quando, un giorno, va a trovare sua nonna e trova la fontana del giardino secca come la gola di un uomo nel deserto. Ma che è successo? L’acquedotto, le spiega la nonna, è diventato di proprietà della “Compagnia delle acque libere” e, d’ora in poi, chi vorrà l’acqua dovrà comprarla. Una compagnia padrona dell’acqua? Ma non è giusto! Cosa accadrà, si chiede la bimba, durante i temporali? Bisognerà mettere il cartellino con il prezzo a ogni goccia! E l’arcobaleno, che è fatto di mille goccioline? Si pagherà salato per poterlo guardare? Porteranno via l’acqua da sotto la pancia delle anatre? E quanto costerà la rugiada?
Una favola intelligente, fantasiosa ed ecologica per riflettere sull’importanza delle risorse naturali.

Marta e l’acqua scomparsa: COMPRALO SU AMAZON

Kiko l’alce verde è il personaggio che accompagna i piccoli alla scoperta dei gesti quotidiani che permettono di evitare gli sprechi di acqua ed energia, proteggere e rispettare la natura. Perché tutti noi abbiamo bisogno dell’acqua? Chi la inquina? Come possiamo fare per consumarne meno?Insieme a Kiko scoprire le risposte a queste domande e quali sono i piccoli gesti quotidiani possono cambiare le cose, al fine di rispettare e tutelare il nostro ambiente.

Chiudiamo il rubinetto!: COMPRALO SU AMAZON

Questo accattivante libro parla di ecologia e della necessità di piccoli gesti quotidiani che migliorino l’ambiente e la vita nostra e del pianeta. Con un sistema di finestre e pagine sagomate si affrontano dieci gesti vitali: ognuno è accompagnato da una riga di spiegazione su quanto bene quell’attenzione fa alla Terra.

Dieci cose che posso fare per aiutare il mio pianeta: COMPRALO SU AMAZON

Con i bambini più grandi è possibile iniziare a parlare di come e perchè è nata la necessità di ricordare la giornata dell’acqua. Il 22 marzo di ogni anno gli Stati che siedono all’interno dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sono invitati alla promozione dell’acqua promuovendo attività concrete nei loro rispettivi Paesi. 

Per approndire questo tema con le classi quarte e quinte vi consigliamo la visione dell’ intervento del presidente di Earth Day Italia Pierluigi Sassi in cui parla di cambiamenti climatici, water grabbing e risparmio idrico.

Il diritto all’acqua è inoltre uno degli obiettivi salienti dell’Agenda 2030, un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile. L’avvio ufficiale degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile ha coinciso con l’inizio del 2016, guidando il mondo sulla strada da percorrere nell’arco dei prossimi 15 anni: i Paesi, infatti, si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030. 

ASTRONOMIA alla scuola primaria: risorse ed idee.

L’astronomia affascina moltissimo i bambini di ogni età ed esistono molti strumenti con cui coltivare questo interesse nella didattica.

LIBRI: uno dei testi più belli che abbiamo incontrato è sicuramente “UNIVERSI” di Guillame Duprat, ed. Ippocampo. Il volume (che avevamo già presentato nel post LIBRI COME OPERE D’ARTE ) è una trasposizione grafica di moltissimi aspetti affascinanti dell’astronomia, delle diverse teorie che si sono avvicendate nei secoli e delle più recenti scoperte. I bambini amano moltissimo “toccare con mano” una rappresentazione di concetti così astratti. Il libro è affascinante anche per gli adulti che accompagnano i bambini in questo percorso di scoperta.

Trovate le info qui: https://www.ippocampoedizioni.it/6-7-anni/628-universi-dai-mondi-greci-ai-multiversi-9788867223534.html

Alcune immagini tratte dal libro “UNIVERSI”
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E con i più piccoli? Le Edizioni Ippocampo ci offrono un cofanetto Montessori che fornisce ottimi stimoli per i bambini del primo ciclo o bambini che abbiano bisogni educativi speciali o diversa abilità: lo spazio affascina tutti!

II cofanetto aperto
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Anche chi non applica il Metodo nella propria scuola può impostare le attività legate a questo mondo secondo la scoperta e la sperimentazione, coinvolgendo le famiglie nell’osservazione del cielo. Un compito che si tradurrà in un’attività positiva ed arricchente, lontana dalle fotocopie e che darà una dimensione esperienziale allo studio dell’astronomia.

ATTIVITÁ LABORATORIALE: l’argomento si presta moltissimo ad essere tradotto in modo pratico e creativo. Si va dalla costruzione del sistema solare, alla “macchina inutile” stile Munari con i pianeti, alla ricostruzione delle fasi lunari: l’elenco è pressochè infinito. Abbiamo raccolto le idee più creative nella nostra bacheca Pinterest: https://www.pinterest.it/viemaestre/astronomia/

CARTONI:

Su Netflix si trova la serie animata “Il magico scuolabus” ed il primo episodio è proprio dedicato allo spazio: un mezzo divertente per coinvolgere anche i più piccoli. (a questo link trovate il nostro articolo sulle risorse utili alla didattica su Netflix https://viemaestre.com/2018/12/26/risorse-utili-alla-didattica-su-netflix-la-nostra-selezione/)

E voi? Avete in programma di affrontare il mondo dell’astronomia con i vostri alunni? Avete altre risorse da segnalarci?

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI: Rendiamo accattivanti le proposte di scrittura!

L’attività di scrittura di un testo è un compito complesso che richiede diverse abilità e per questo la sua proposta non è sempre ben accolta dai nostri alunni, soprattutto da quelli con difficoltà di apprendimento o di attenzione.

Un fattore che determina il grado di impegno che i nostri alunni metteranno nel cimentarsi nella scrittura di un testo è il titolo che proporremo… ma diciamocelo, non sempre brilliamo per originalità.

Per chi cerca titoli accattivanti e stimolanti, vi proponiamo il libro 642 Idee per scrivere – Edizione junior di Ippocampo Edizioni. Si tratta dell’edizione per bambini dagli 8 anni della collana del bestseller “642 idee”: un libro che raccoglie 642 proposte di scrittura divertenti e fantasiose che i vostri alunni adoreranno.

Alcuni titoli proposti:

  • Scrivi cosa accadrà il giorno in cui i coniglietti a pelo lungo gigante assumeranno il controllo della tua scuola.
  • Che cosa è meglio tra un cavallo alato e un unicorno? argomenta la tua risposta.
  • Ti accorgi che tutti gli orologi hanno iniziato a muoversi lentamente.
  • descrivi in prima persona la giornata di un ghepardo.
  • Sei intrappolato in una fabbrica di baci Perugina contro la tua volontà. che cosa scrivi sui bigliettini nel tentativo di salvarti?
  • In una calda serata d’estate uscii a giocare in cortile, quando all’improvviso mi resi conto che stava accadendo qualcosa di magico. Tutte le piante e gli animali erano…
  • Racconta una cosa su cui hai mentito.
  • Per cosa vorresti essere celebre?

TARGET: dagli 8 anni

NELLA DIDATTICA: Noi l’abbiamo proposto in classe come attività-premio: quando dobbiamo proporre esercitazioni di scrittura lasciamo la scelta del titolo da sviluppare ad un alunno a turno che apre il libro a caso e sceglie la proposta che preferisce per tutta la classe.

CI PIACE PER: la creatività ed originalità delle proposte, che i nostri alunni adorano, perché stimolano la creatività e liberano il genio letterario dei bambini. Ci piace perché vediamo motivati al compito anche gli alunni che per difficoltà specifiche generalmente evitano questo tipo di attività, ci piace perché scrivere diventa divertente.

PREZZO: 12,90 euro

Reperibile nelle librerie o sul sito ippocampoedizioni.it

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COME CREARE UNA PRESENTAZIONE PER L’ORALE DEL CONCORSO?

Premessa: ciascun docente ha un proprio stile di insegnamento ed un proprio percorso che dovrebbero riflettersi nelle prove concorsuali che sostiene. Non c’è nulla di meno efficace di un materiale curato e raffinato ma che non “appartiene”al docente perché non ne riflette le caratteristiche. Ricordiamoci che “less is more”: meno è meglio.

PUNTI FONDAMENTALI PER LA COSTRUZIONE DI UNA PRESENTAZIONE EFFICACE SONO:

  • EVITARE I TROPPI STIMOLI VISIVI: sebbene un bel Power Point sia un buon biglietto da visita, non significa farcire la presentazione di oggetti e sfondi complessi. La semplicità è sempre la strada da preferire.
  • EVITARE I FORMAT TROPPO DIFFUSI: evitate i modelli troppo standard per non ritrovarvi con la stessa presentazione di chi vi ha preceduto e di chi vi seguirà. Sono quindi da evitare  le slide come questa: schermata2019-01-31alle18.03.48
  • NON PUNTARE SULLE TRANSIZIONI O ANIMAZIONI ELABORATE: a meno che non siate sicuri del pacchetto Office che ha il computer con cui effettuerete la presentazione, evitate animazioni particolari perché non tutte sono supportate dalle versioni più vecchie dei sistemi operativi.
  • LAVORATE IN MODALITÁ COMPATIBILE: prima di elaborare uno splendido lavoro che poi si rivela funzionale solo sugli ultimi sistemi operativi, impostate sin da subito il Power Point in modalità compatibile, sarete sicuri che funzioni comunque.

E SE NON VOLESSI USARE IL POWER POINT? 

MEGLIO! Darete prova di spirito di iniziativa e di competenza digitale. Inoltre vi distinguerete dagli altri candidati presentando un approccio differente: una competenza sempre apprezzata dalle commissioni esaminatrici!

Ci sono diverse risorse facili da utilizzare e di grande effetto, trovate i nostri suggerimenti qui: 4 app per facilitare la vita degli insegnanti. Risorse gratuite e facili da utilizzare.

Come sempre lasciateci il vostro feedback in merito ai nostri consigli o integrateli con le vostre indicazioni!

ALFABETIZZAZIONE EMOTIVA: risorse e idee per educare alle emozioni.

La pedagogia delle emozioni insegna a pensare un’educazione non più logocentrica ma che si apra alla molteplicità di linguaggi di cui l’essere umano in formazione dotato per esprimersi.

La didattica si sostanzia di aspetti motivazionali indispensabili per il buon esito del processo apprenditivo, come la teoria delle intelligenze multiple e gli studi sull’intelligenza emotiva ben rispecchiano. Le emozioni sono il nostro modo di rispondere a ciò che accade nel mondo e sono l’espressione del nostro modo di essere. I bambini apprendono dagli adulti la capacità di nominare le emozioni ed i sentimenti e questo è un processo di insegnamento molto importante che sostiene l’autonomia comunicativa e relazionale. I bambini che nominano e riconoscono le emozioni e i sentimenti riescono a contenere maggiormente gli atti impulsivi e a limitare le espressioni di rabbia intensa e di aggressività. Narrare le emozioni attraverso storielle e brevi rappresentazioni teatrali permette al bambino di sentirsi in empatia con i personaggi e di cogliere gli aspetti emotivi attraverso un “rispecchiamento” nelle esperienze ascoltate.

Sostenere l’autonomia emotiva consente al bambino di poter scegliere tra una gamma di comportamenti e non lo limita nella percezione di sé. La capacità di ascolto viene sostenuta e sviluppata attivando un potenziamento anche delle competenze attentive. Il lavoro di alfabetizzazione emotiva consente di far emergere le potenzialità del bambino in un’ottica di sostegno dell’intelligenza emotiva. La progettazione di interventi di “alfabetizzazione emozionale” diventa fondamentale per riflettere sui propri stati emotivi, saperli nominare e cogliere empaticamente nell’altro.

Per l’insegnante, l’alfabetizzazione emotiva e prosociale può rappresentare un supporto alla professionalità. L’insegnante è confermato nel suo ruolo di facilitatore della crescita culturale e valoriale degli alunni, consentendo un cammino che pone alla persona la condizione di “essere”, priorità etica rispetto al “sapere” e al “saper fare”. Per i genitori, l’intervento è una opportunità per acquisire strumenti e informazioni per accompagnare e guidare l’educazione dei figli e per identificare situazioni di disagio e di sofferenza.

Abbiamo pubblicato alcuni progetti che riguardano le emozioni in generale: Emozioni in classe oppure la gestione dell’aggressività e della rabbia: PERCORSI EDUCATIVI e UDA.

Abbiamo inoltre dato spesso spazio a libri e giochi che diano ai bambini strumenti positivi per la gestione della  propria interiorità:

Risorse importanti e positive sono anche i giochi per costruire un clima di classe improntata alla fiducia nei compagni ed alla collaborazione reciproca.

Abbiamo suggerito molte attività per costruire il gruppo, che coinvolgono in modo leggero e positivo tutti i bambini:  4 ATTIVITÁ E GIOCHI PER COSTRUIRE UN GRUPPO CLASSE (team building)

Suggeriamo la visione del Film “Inside Out”, adatto dalla classe seconda in poi:

Potete acquistare il film di Inside out cliccando su questo link:

Inside Out

Vi invitiamo inoltre a visitare la nostra bacheca Pinterest dedicata alle emozioni: https://www.pinterest.it/viemaestre/emozioni-a-scuola/

E voi? Lavorate su questo aspetto educativo nelle vostre classi?

Perchè è importante documentare il proprio lavoro a scuola

COSTRUIRE INSIEME LA DOCUMENTAZIONE 

Possiamo intendere per materiale documentale qualsiasi oggetto, prodotto o strumento utile a richiamare o conservare la memoria di avvenimenti o situazioni significative. In campo educativo e didattico la documentazione costituisce una testimonianza e la memoria di come si era, di ciò che è accaduto, di ciò che è stato fatto e, molte volte, delle ragioni – spesso nascoste – che hanno portato alla determinazione di certi eventi o situazioni. A volte è possibile cogliere significati e ragioni solamente se si riesce a prendere una distanza (temporale) dagli avvenimenti vicini nei quali, nell’immediato, siamo troppo immersi per poterli guardare con il necessario distacco. La documentazione rappresenta una traccia, una memoria di eventi considerati significativi, di situazioni, di stili educativi, di scelte effettuate ad hoc che si intende controllare. Anche nella scuola è necessario ricordare. Molte esperienze, situazioni, eventi che hanno rappresentato per bambini ed adulti momenti forti e vissuti intensi, sono andati perduti perché non se ne è conservato traccia.

L’IMPORTANZA DELLA DOCUMENTAZIONE

A volte, un insegnante può percepire la vita nella scuola come appiattita, schiacciata sulle routine. Le cose (le novità, gli eventi, i piccoli cambiamenti) si perdono nella nebbia della quotidianità che, con il passare del tempo, appare sempre uguale a se stessa. Altre volte, le esperienze che vengono effettuate possono risultare talmente dense e forti da essere presto dimenticate e perdute se non vengono fissate. In altri casi, si può avere la sensazione, al termine dell’anno, di non avere ben chiaro ciò che si è fatto ed i passi che sono stati effettuati. A volte può accadere di sopravvalutare la propria azione educativa; altre volte (è forse il caso più frequente) si può correre il rischio di sottovalutarla. In ogni caso, la documentazione costituisce uno strumento utile per la qualità dell’azione educativa.

Perchè documentare? Le ragioni per cui la documentazione nella scuola è importante sono molteplici. Indichiamo qui, sinteticamente, tre scopi principali:
L’azione educativa e didattica come attività pensata

Documentare significa pensare adeguatamente a ciò che si farà prima di farlo, prestare attenzione alle dinamiche che intercorrono mentre si sta svolgendo una determinata attività, oppure analizzare un po’ più a freddo e a distanza su ciò che si è (appena) finito di fare. In tutti i casi, si tratta di una riflessione, per così dire, a distanza rispetto a ciò che si intendeva fare o si è fatto sul momento. Si ha la possibilità di riguardare con distacco ciò in cui ci si è trovati o ci si troverà immersi; significa effettuare un confronto fra lo scarto esistente fra le proprie intenzioni educative e ciò che effettivamente è avvenuto nella situazione pratica

La scrittura come lavoro di autochiarificazione 

Documentare significa, da questo punto di vista, esporre, presentando con chiarezza metodologica e di contenuto, l’azione che è stata svolta in sezione o che si intende svolgere.

La focalizzazione dei problemi

Specialmente nella documentazione personale sono più facilmente evidenziati gli aspetti problematici che preoccupano maggiormente l’insegnante, oppure le situazioni che possono provocare incertezza, difficoltà, ansia. La documentazione diviene, in questo caso, lo specchio dei problemi da mettere meglio a fuoco nelle situazioni didattiche. La descrizione di un puntuale percorso didattico per un bambino in difficoltà segnala un’attenzione didattica mirata. La definizione puntuale di aspetti organizzativi può nascondere la corrispondente preoccupazione dell’insegnante. In modo simile, sorvolare su certi aspetti significa non ritenerli importanti, o anche, erroneamente, sottovalutarli e, appunto, non vederli. In altre parole, la documentazione dell’azione educativa e didattica riflette sempre, inevitabilmente, la particolare prospettiva del suo autore. In ogni modo, la documentazione (se non è troppo povera od eccessivamente occasionale e parziale) riflette, di solito in modo sufficiente, i pro e i contro dello stile educativo ed i problemi principali che si presentano in una determinata situazione educativa.

 DOCUMENTARE SERVE?

Uno dei rischi più forti è quello di andare più o meno consapevolmente alla ricerca, attraverso la produzione di materiali di documentazione, della conferma anticipata. E’ ciò che è stato definito come l’effetto Pigmaglione, che consiste nel prevedere in anticipo che cosa accadrà per poi constatare che è accaduto esattamente ciò che ci si aspettava. In altre parole, la documentazione dovrebbe rappresentare una condizione di ricerca anche per chi la mette in opera: documentare significa rileggere con occhio più distaccato ciò che è stato fatto per cogliere significati e ragioni che non erano del tutto consapevolmente presenti nel momento in cui veniva attuata l’azione educativa e/o didattica

Sperimentare con i colori. UDA tra arte e natura da realizzare in classe

La scelta di realizzare a scuola un percorso artistico-manipolatorio risponde alla valorizzazione dell’identità di ciascun bambino e alla libertà di espressione tramite molteplici linguaggi, non solo linguistici, anche in considerazione dell’alta presenza di alunni stranieri nel territorio scolastico in cui viviamo.
Recentemente abbiamo lavorato molto in classe sul  binomio Arte e Natura; abbiamo quindi deciso di condividere con voi alcune delle attività che abbiamo realizzato con i nostri alunni.

OBIETTIVI

Gli obiettivi che abbiamo individuato relativi alla nostra UDA sono stati:
– Familiarizzare i bambini con i linguaggi e le pratiche dell’arte

– Favorire un atteggiamento “estetico”, ovvero offrire ai bambini il punto di vista dell’arte per guardare al di là di stereotipi e pregiudizi e leggere anche la realtà quotidiana con un atteggiamento attivo, di curiosità e stupore

– Proporre la sperimentazione di nuovi strumenti e materiali, offrendo una chiave espressiva attraverso il linguaggio dei materiali, dei segni, del colore

TECNICHE

Le attività sono state varie e, nel rispetto delle Indicazioni, hanno coinvolto diverse tecniche e diversi ambiti artistici.

I bambini hanno potuto sperimentare varie tecniche grafico- pittoriche (tempere, acquerello, pastelli, pennarelli) e diverse forme di realizzazione (pittura con le mani, con i pennelli, con stencil, con stampi ricavati da frutta e verdura).
Le attività realizzate hanno visto la produzione di vari disegni creati usando il succo di alcune varietà di verdura per colorare in modo naturale e la stampa di frutti e verdure di vario tipo.

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DOCUMENTAZIONE
Per condurre l’unità di apprendimento ci siamo documentate con libri e riviste di arte per bambini; in particolar modo abbiamo trovato utilissima la consultazione del libro “Facciamo i colori!” di Helena Arendt, edito da Terre di mezzo, che raccoglie preziosi suggerimenti su come creare tinte naturali a partire da fiori, foglie e frutti facili da trovare in giardino, nell’orto o durante una gita.
Sabbia e foglie di ortica, cavolo rosso e papaveri, dalie, barbabietole, spinaci, bacche di sambuco, terra, noci, bucce di cipolla gialla e tanti altri materiali possono diventare una tavolozza ricchissima per dipingere un po’ di tutto, dalla carta alle guance alle uova di Pasqua, e trasformarsi in colori a olio, colori a dita, trucchi o gessetti con l’aggiunta di prodotti che tutti abbiamo in dispensa. Ogni stagione possiede infatti la sua palette cromatica.
Per fare i colori serve un’attrezzatura semplice: pentolini, colino, mortaio e poco altro. Ecco alcuni esempi di attività dei colori ricavati:

ATTIVITA’
Coloriamo con il succo delle rape rosse

Inizialmente abbiamo chiesto ai bambini di fare un disegno a piacere con la ceretta bianca su un foglio, poi abbiamo ricoperto interamente il foglio con il succo ricavato dalla spremitura delle rape rosse. Agli occhi dei bambini, come una magia, ricompariva il disegno a cera bianco.

Coloriamo con succo di cavolo viola

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Inizialmente abbiamo frullato e filtrato il cavolo viola, per poi usare il succo estratto per ricoprire un foglio intero con l’aiuto di un pennello. Abbiamo applicato sul foglio ancora bagnato gocce di aceto di vino, bicarbonato e succo di limone: tre sostanze che interagendo con il succo di cavolo creano colori ed effetti fantasiosi.

La trasformazione di alcuni vegetali in “tinte naturali”, ha permesso ai bambini di avvicinarsi al mondo della scienza (vista come una magia) attraverso più canali di comunicazione: fare, giocare, toccare, odorare e sentire. Creando a scuola questo divertente laboratorio scientifico per estrarre il colore dal mondo della natura, hanno affinato competenze logiche, percettive, linguistiche e cognitive.

I bambini hanno poi raccontato l’esperienza con le mappe concettuali, partendo dall’oggetto (i vegetali) e personalizzando la mappa nel procedere della descrizione utilizzando strutture diverse. Le mappe sono state quindi delle verifiche su come i bambini hanno organizzato l’esperienza e sulle conoscenze apprese da ognuno di loro.
L’impiego del colore naturale può ispirare fantasiose composizioni artistiche, che nascono dalla sovrapposizione e combinazione di stesure pittoriche, uova, stoffe, tessuti e spaghi tinti.

La scoperta del mondo rappresentativo stimola il bambino a saper «osservare» ciò che è evidente e comprensivo. L’utilizzo di un approccio ludico lo aiuta inoltre a «fare per conoscere» e al «fare per capire». In questo modo si scopre il mondo, si percepiscono le forme e i colori.
La realizzazione del percorso ha dato infatti la possibilità di valorizzare le esigenze e le potenzialità di ciascun bambino e del gruppo nel suo complesso.
Il laboratorio può proseguire negli anni successivi, ad esempio come percorso interdisciplinare:
– con la storia: come venivano creati i pigmenti colorati dalle civiltà del passato
– con le scienze: alla scoperta della cellula vegetale e della fotosintesi clorofilliana

Su amazon è possibile trovare il libro: Facciamo i colori! Ricette e idee per dipingere e giocare con la natura. Ediz. illustrata

ANTICIPATARI: una riflessione.

L’anticipo di iscrizione alla scuola primaria e alla scuola dell’infanzia è consentito ai bambini che compiono sei anni di età entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento. I genitori che richiedono l’anticipo possono avvalersi, per una scelta attenta e consapevole, delle indicazioni e degli orientamenti forniti dai docenti delle scuole dell’infanzia frequentate dai bambini, nel caso di iscrizione alla scuola primaria. Vi rimandiamo alla pagina del MIUR con i riferimenti normativi precisi e le indicazioni del Ministero: http://www.miur.gov.it/anticipi

IL NOSTRO PARERE: spesso i bambini arrivano alla scuola primaria ( o alla scuola dell’infanzia) sulla motivazione della loro intelligenza o della loro competenza in ambito cognitivo. A nostro avviso non c’è alcuna correlazione tra l’intelligenza di un bambino e la sua capacità di affrontare un cambiamento complesso com’è il passaggio alla scuola primaria. Spesso le famiglie (vere fautrici di questa scelta, molto raramente consigliata dai docenti) sottovalutano la complessità delle richieste che fa la scuola primaria ai bambini: si devono stabilire nuovi equilibri con i docenti, tra compagni (spesso nuovi), si devono gestire materiali e spazi in autonomia.

Un bambino che arriva a scuola “in anticipo” non ha alcun vantaggio specifico rispetto al gruppo in cui viene inserito. Se vogliamo pensare alle esperienze dei bambini in termini di “vantaggio/svantaggio” possiamo dire che però toglierli da un gruppo di pari per inserirli in un gruppo di bambini più grandi non necessariamente li avvantaggia. Sicuramente un bambino che finisce di frequentare la scuola dell’infanzia a sei anni e mezzo arriverà sicuramente con un “vantaggio” in termini di sicurezza e maturità: un bagaglio prezioso per affrontare questo salto verso il mondo della scuola.

Valorizziamo l’esperienza che conduce il bambino in quel momento: aiutiamolo ad apprezzare ciò che sta vivendo in quell’ordine di scuola. Spesso la scuola dell’infanzia è sottovalutata: viene vista come un “trampolino” verso la primaria. L’esperienza della scuola dell’infanzia è invece arricchente e formativa in ogni aspetto dello sviluppo del bambino: non sviliamola riducendola ad un passaggio in vista della “vera scuola”.

Lo stesso approccio andrebbe riservato ai nidi d’infanzia rispetto all’anticipo verso la scuola dell’infanzia: purtroppo c’è una tale carenza di servizi alle famiglie che diventa comprensibile il motivo per cui alcuni genitori scelgono questa via per i propri bambini.

In sintesi: in linea generale non siamo favorevoli all’anticipo dei bambini. Diamo valore alle esperienze dei bambini per ciò che sono e non come “propedeutiche ad altro”: cresceranno il senso di autoefficacia e la motivazione intrinseca.

E voi che pensate di questo argomento? Vi trovate d’accordo con la nostra opinione?