***DOMANDE A RAFFICA*** con…ANGELA MALTONI!

Per la nostra seconda intervista abbiamo avuto il piacere di rivolgere alcune domande ad Angela Maltoni, già protagonista di uno dei nostri avvisi ai naviganti, con il suo sito ricchissimo di esperienze e suggerimenti di alta caratura ( per chi se lo fosse perso, potete trovare l’articolo qui: AVVISO AI NAVIGANTI: il sito di ANGELA MALTONI )

Apprezziamo Angela per la sua completezza: coniuga umanità e competenza professionale, con un bagaglio di esperienze vasto e complesso. Le sue risposte hanno dato conferma della nostra opinione su di lei: una maestra “per le maestre”.

Ecco la nostra intervista:

  • Partiamo dal principio. Come nasce il tuo percorso a scuola?

Ho iniziato a insegnare nella scuola primaria, allora si chiamava elementare, subito dopo il diploma di maturità magistrale, con un’interruzione di alcuni anni dovuta alle maternità. Ho poi ripreso e – dopo molti anni di precariato – col concorso del 1999 sono finalmente entrata in ruolo.  Da allora, gradualmente, ho iniziato a modificare il mio modo di insegnare, approcciandomi sempre più a una didattica vicina soprattutto alle esigenze dei bambini.

  • Quali sono i maestri che ti hanno ispirata negli anni? Intendiamo maestri di qualunque estrazione, siano essi celebri (pensiamo a Mario Lodi) o della tua quotidianità che ti hanno influenzato positivamente.

Uno dei grandi maestri che più ha influenzato il mio cambiamento è stato sicuramente Mario Lodi. E’ proprio grazie a lui e alla lettura dei suoi libri – in particolare “Guida al mestiere di maestro” – se oggi pratico una didattica attiva. Successivamente ho “scoperto” Célestin Freinet, da cui ho mutuato il Metodo Naturale per l’apprendimento della lettura e della scrittura. Ma sono stati importanti anche Gianfranco Zavalloni, Bruno Ciari, Don Lorenzo Milani, Maria Maltoni. Non ultima Bruna Campolmi, che per anni ha attuato le tecniche Freinet e che ho il piacere di conoscere personalmente.

  • Sei spesso a contatto con aspiranti docenti in qualità di supervisore di tirocinio a Scienze della Formazione primaria: quali sono le indicazioni che ti trovi a dare più spesso?

Ho svolto il ruolo di Tutor di Tirocinio presso il Disfor di Genova per quattro anni ma dallo scorso settembre ho scelto di lasciare l’incarico per tornare a tempo pieno in classe. Continuo però a essere insegnante accogliente e ad accompagnare alcuni studenti nel loro percorso di tesi. Il primo consiglio che ho sempre dato, e che continuo a dare, è quello di riflettere sulla loro scelta e di affrontare la professione con coerenza e dedizione cercando sempre di stare dalla parte dei bambini. Spesso suggerisco approfondimenti sulla conoscenza delle buone pratiche didattiche.

  • Spesso ti sei occupata di intercultura e di plurilinguismo. Quali sono secondo te i primi testi da avvicinare per un docente che volesse iniziare ad occuparsi di questi temi?

Fondamentali al riguardo sono gli scritti di Graziella Favaro, Duccio Demetrio e Mariangela Giusti. Interessante e utile è anche la lettura di testi di recente pubblicazione come “A scuola di competenze interculturali” di Marta Milani per Franco Angeli, “La sfida della competenza plurilingue” di Luciano Mariani edito da Learning Paths, e il libro a più mani – a cui ho dato il mio contribuito – “Pratiche didattiche di partecipazione e inclusione. Breve manuale di lavoro a scuola e fuori”, edito da Universitas Studiorum. Ci sono inoltre molti siti dove trovare informazioni e materiali di approfondimento, come ad esempio quello del “Centro Come” di Milano, o la rivista interculturale online “Sesamo”.

  • Quali risorse ritieni indispensabili per un giovane insegnante di scuola primaria oggi? Per capirci, cosa non può mancare in una piccola biblioteca magistrale?

La lettura dei grandi maestri: primo fra tutti Mario Lodi con “Il paese sbagliato” e “C’è speranza se questo accade al Vho”, “Lettera a una professoressa”, di Don MIlani e la conoscenza della “Pedagogia della Lumaca” di Gianfranco Zavalloni. Nell’ultimo periodo sono usciti alcuni testi interessanti per approfondire problemi della didattica legati alla scelta del metodo. Tra questi consiglierei la lettura de “Il metodo di insegnamento” di Enrico Bottero per Franco Angeli. Altri testi per me fondamentali sono quelli di Luigina Mortari tra i quali ho apprezzato la lettura di “Apprendere dall’esperienza: il pensare riflessivo nella formazione” edito da Carrocci Editore.

  • La scuola italiana è sempre più un crocevia complesso. Quali pensi che siano gli aspetti più critici della professione docente? Con quali strumenti si possono affrontare?

I nodi da risolvere sono sicuramente da un lato la mancanza di risorse economiche e dall’altra lo scarso riconoscimento del ruolo docente. Poi, nel lavoro quotidiano, l’alto numero di alunni per classe e la scarsa professionalità di tutte quelle figure che negli ultimi tempi “girano a scuola” a causa della cronica mancanza di supplenti qualificati.

  • Qual è il tuo giudizio complessivo sullo stato della scuola primaria italiana? C’è spazio per la ricerca-azione e per l’innovazione?

La scuola primaria penso sia quella in assoluto più attenta ai bisogni dei bambini, investita com’è dal delicato compito della formazione dell’individuo. Lo spazio destinato alla ricerca-azione e all’innovazione dipende molto dall’indirizzo della singola scuola e naturalmente dalla sensibilità degli insegnanti e dei presidi.

Ringraziamo Angela per la sua disponibilità e vi invitiamo a visitare il suo sito www.angelamaltoni.com!

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