La biblioteca di classe è un luogo speciale, dove i bambini hanno la possibilità di esplorare nuovi mondi, condividere emozioni e trovarte spunti per nuove idee.
In terza primaria, la lettura diventa sempre più autonoma: si può iniziare con proposte individuali, senza tuttavia perdere il piacere delle letture collettive. Ecco 5 titoli imperdibili da avere in classe, una piccola “cassetta degli attrezzi” letteraria che sia utile ed entusiasmante:
- UN LIBRO DA LEGGERE A PUNTATE A VOCE ALTA: “Il trattamento Ridarelli” di Roddy Doyle, Salani

La storia racconta di un signore che viene sottoposto al temibile “Trattamento Ridarelli”. Nel libro, i “Ridarelli” sono degli esserini invisibili (tranne che su uno sfondo viola) che hanno il compito di controllare se i genitori sono troppo severi. Quando un adulto non si comporta bene con un bambino, questi esserini possono somministrare una punizione… a base di cacca di cane. I bambini vanno letteralmente PAZZI per questo libro: li farete ridere e li catturerete con il sorriso. Un piccolo classico della letteratura per l’infanzia che merita sempre una menzione!
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2. UN LIBRO PER PARLARE DI INCLUSIONE: “Tu e io” di Evelyn Daviddi, ed.Fatatrac.

Una raffica di vento cambia per sempre la vita di un paio di calzini, compagni di viaggio inseparabili da sempre. In un momento si ritrovano spaiati, non si riconoscono più. Riusciranno a superare insieme il cambiamento e a ricucire questa ferita? Adatto per parlare di diversità, di identità, di differenze da accettare e difficoltà da superare


Perfetto per giornate speciali ma non solo: esprime in modo delicato ma non banale sentimenti che animano ognuno di noi, sin dalla prima infanzia: il senso di smarrimento, la voglia di appartenere ad un gruppo, l’identità legata (anche) al proprio aspetto. La semplicità è la forza di quest’albo. Apre ad un mondo infinito di riflessioni.
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3. UN LIBRO PER NATALE: “Da qualche parte nella neve” di L. Faas, ed. Clichy.

È quasi Natale e tutte le case si riempiono di luci. Tutte tranne una: quella di Sophie. Suo padre infatti è sempre troppo impegnato per decorare la casa e fare insieme l’albero di Natale. Sophie esce e incontra un maestoso alce, che la conduce nella foresta innevata. Lì, tra tutti i grandi alberi, trovano un piccolo abete, un albero di Natale senza decorazioni. E allora Sophie ha un’idea… insieme all’alce va alla ricerca dei tesori più belli della foresta per decorare l’albero e farne il suo albero di Natale.

CI PIACE PERCHÉ: racconta il Natale come un tempo di famiglia, da riempire con la presenza delle persone a cui vogliamo bene. Inoltre valorizza la gioia delle piccole cose: la protagonista non decora con oggetti costosi ma utilizzando “tesori” naturali. Inoltre è una storia universale, che parla a tutti, senza distinzioni confessionali.
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4. UN LIBRO PER PARLARE DI GUERRA/DISCRIMINAZIONE/DIRITTI DEI BAMBINI: può essere utilizzato per la Giornata della Memoria ma non solo, anche per parlare della drammatica realtà che anima le cronache: dall’Ucraina a Gaza. Si possono (e si devono!) usare le storie per costruire un futuro diverso con i bambini. Noi abbiamo utilizzato questo libro in occasione della Giornata dei diritti dei bambini del 20 novembre.
Noi amiamo molto “L’alleanza dei bambini”di Pija Lindebaum, edito da Terredimezzo.

Si tratta di un libro straordinario che affronta temi profondi come la giustizia, la solidarietà e la diversità attraverso la storia di due gruppi di bambini.
Il libro racconta di due gruppi di bambini vivono in una casetta isolata, circondata da una linea bianca. L’unico adulto presente è Lacapa, che detta regole molto rigide ai due gruppi. Il gruppo dei Fiordasoli gioca, impara e si diverte anche se costretto dentro schemi molto rigidi. Invece il gruppo dei Giralisi deve occuparsi di pulizie e bucato, spostando pietre e faticando per consentire al gruppo dei Fiordasoli di vivere sereni. I bambini Fiordasoli riconoscono l’ingiustizia e si ingegnano per risolverla.
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https://issuu.com/terredimezzo/docs/l_alleanza_d_bambini_int_xissuu
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5. UN LIBRO PER (INIZIARE A )PARLARE DI BULLISMO: “Muri” di F. Maupomè e S. Sénégas, edizioni Nomos.

Si tratta di un libro speciale, che può fare da lancio per proposte di accoglienza o essere utilizzato per riflettere su temi sensibili come la guerra o la discriminazione.
LA STORIA:Come nasce un muro? E come nasce un cambiamento? Una linea leggera, appena visibile, appare sul terreno mentre i bambini giocano a campana: il campo da gioco viene diviso, lo spazio di convivenza viene tagliato… separando le persone in due clan. Rapidamente la linea leggera diventa un mattone, e il mattone diventa un muro. Mentre nessuno presta attenzione, il muro diviene invalicabile.

Non si riescono più a vedere le persone dall’altra parte, non si riesce più a scavalcare nemmeno con messaggi o con una palla, non si può oltrepassare. Persino dall’albero più alto, non si vede che il muro, e le persone iniziano a dimenticarsi le une delle altre. Finché un giorno sul muro appaiono dei graffi: uno, due, dieci… Nessuno sa chi li ha fatti. Non sono alti. Ad altezza di bambino… I graffi divengono crepe, poi crepacci e il muro comincia a tremare, per poi crollare definitivamente. Ma se una nuova linea tornasse?
Un messaggio preziosissimo: siamo legati a doppio filo gli uni agli altri e basta poco per dimenticarcene. Dobbiamo fare del nostro meglio per restare uniti e fare squadra.

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