Dopo il rientro a scuola, il periodo di back to school lascia spazio alla vera e propria ripartenza: si torna in classe, si riprendono i ritmi, si comincia a lavorare sul serio. Prendiamo la terza quindi prosegue, dopo che ci eravamo lasciati con BACK TO SCHOOL: prendiamo la terza!; lo spunto nasce proprio da qui — un albo pensato per accompagnare i primi mesi dell’anno con idee interdisciplinari che intrecciano matematica, scienze e italiano a partire da un’unica storia.

L’idea è semplice: invece di proporre schede isolate per ogni materia, partiamo da un albo illustrato e lasciamo che sia lui a suggerire percorsi, domande, collegamenti. Un punto di partenza narrativo da cui far germogliare attività, riflessioni e discussioni che attraversano le discipline, così come accade naturalmente quando si impara qualcosa di nuovo.
Abbiamo scelto “Troppi Roberti!” di Sergio Olivotti, ed. Terredimezzo.
Un libro spassoso, leggero ma ricchissimo di spunti per una classe “di passaggio” e di trasformazione come la terza. Potete sbirciare alcune pagine qui:
LA STORIA: Roberto non sopporta gli altri bambini: c’è chi è troppo timido, chi troppo agitato, chi troppo pignolo… Così decide di clonarsi per avere un amico uguale identico a lui: un altro Roberto! A giocare solo in due però, le partite di nascondino finiscono subito. Così i Roberti si clonano di nuovo. Ora sono in 4. Ma sono ancora troppo pochi per giocare a calcio…Alla fine sono così tanti che la mamma li mette in giardino uno sopra all’altro: una torre di Roberti tutti uguali che vanno sempre d’accordo su tutto. Che noia! Nel frattempo, nel giardino accanto compare una torre di Carli…
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Un albo originale e divertente, perfetto per attività interdisciplinari che vi proponiamo:
MATEMATICA
Il punto di partenza per le attività di matematica è stato uno degli spunti offerti dall’albo, usato come pretesto per introdurre il migliaio.
- Stima della torre. Mostrate l’illustrazione della torre di Roberti e chiedete: “Quanti saranno?”. Lavoriamo su stima e approssimazione. Ognuno scrive la propria stima, poi si conta insieme a gruppi di 10 e di 100 fino ad arrivare al migliaio. Si può ricorrere anche a materiale strutturato (come questo https://link.amazon/B04CQzLnF, aff) per ripetere l’esperienza con diverse quantità.
- Il raddoppio dei Roberti. Roberto si clona e diventano 2, poi 4, poi 8… Costruite la tabella dei raddoppi: dopo quanti “cloni” Roberto supera il migliaio? Ottimo per ripassare il concetto di DOPPIO, di moltiplicazione, per ripassare (o introdurre) la moltiplicazione in colonna con due o più cifre.
- Problemi inventati. Ogni bambino scrive un problema a partire dalla storia (per esempio: “Se nel giardino accanto ci sono 350 Carli, quanti bambini ci sono in tutto?”). Il lavoro sul problem posing è molto spesso trascurato, invece pone delle sfide logiche ai bambini che li aiuta a sviluppare un pensiero coerente e strutturato senza necessariamente l’intervento dell’adulto.
ITALIANO
Il libro racconta di quanto sia difficile accettare l’imperfezione altrui, la fatica di conciliare il proprio modo di essere con quello degli altri. In terza i bambini iniziano ad essere maggiormente consapevoli delle dinamiche sociali, che diventano più complesse.
- Attività individuale “I due lati della medaglia” Roberto vede solo i difetti degli altri. Ogni bambino prende un personaggio “troppo timido, troppo agitato, troppo pignolo” e scrive un breve testo in cui quel tratto diventa una qualità. Ad esempio il bambino agitato diventa un trascinatore, che anima un gioco noioso che senza di lui sarebbe stato privo di sorprese. Sarà bello leggere a voce alta i punti di vista dei bambini.
- Attività di piccolo gruppo: “Finale alternativo”. Cosa succede quando la torre di Roberti incontra la torre di Carli? Dividiamo i bambini in piccoli gruppi e lasciamo i bambini liberi di inventare.
- Attività di grande gruppo. “Il dialogo” Proponiamo la scrittura di un testo collettivo. Un testo a due voci: i Roberti da una parte, i Carli dall’altra, che si accorgono di non essere poi così diversi.
SCIENZE
Perché la diversità serve? Un esempio semplice di biodiversità (un prato con una sola specie di fiore contro un prato vario) per capire che l’essere diversi è una forza, una risorsa.
- Siamo davvero tutti uguali? Partiamo dalla domanda di Roberto: si può essere identici a qualcun altro? Spieghiamo in modo semplice cosa sono un clone e due gemelli identici, e perché nemmeno i gemelli sono davvero uguali in tutto.
- Le impronte digitali. Ogni bambino lascia la propria impronta con un tampone d’inchiostro, la osserva con la lente e la confronta con quelle dei compagni. Anche i gemelli identici hanno impronte diverse. Sarà un ottimo laboratorio pratico e le impronte potranno essere conservate in un cartellone in classe che
- Caccia alle differenze. A coppie, i bambini misurano e registrano qualche caratteristica (altezza, lunghezza del piede, apertura delle braccia, colore degli occhi) e costruiscono una tabella di classe. Alla fine si guarda quanto siamo diversi, anche solo nei numeri.
Questo potrà essere un ottimo spunto per lavorare sulla biodiversità in senso più ampio.
ARTE
Roberto sogna un mondo di amici tutti uguali a lui, e il libro ci mostra la torre che ne esce. Noi ne costruiamo un’altra, fatta di facce diverse: quelle di tutti i bambini della classe.
Cosa serve: una foto del volto di ogni bambino (in formato tessera), strisce di cartoncino colorato larghe quanto la foto e abbastanza lunghe per il corpo, matite, pennarelli e colori, forbici e colla.
- Ogni bambino incolla in alto, su un foglio, la foto del proprio volto.
- Sotto la foto disegna il corpo come vuole: i vestiti che gli piacciono, una posa, un oggetto che lo rappresenta, un pallone, un libro, uno strumento musicale.
- Si ritaglia la figura a filo, seguendo il contorno, e la si incolla su una strisciolina di cartoncino.
- Quando tutte le strisce sono pronte, si impilano una sopra l’altra e si compone la torre di tutta la classe, da appendere in aula o in corridoio.
A differenza della torre dei Roberti, tutti uguali e tutti d’accordo su tutto, la nostra è una torre piena di facce diverse. Ogni striscia è diversa dalle altre, e proprio per questo la torre è bella da guardare.
Per la discussione: a torre finita, ci fermiamo a guardarla insieme. Cosa notiamo? Qual è la cosa che ci piace di più dei compagni che sono diversi da noi? Cosa succederebbe se tutte le strisce fossero uguali?
Sarà un promemoria visibile del valore della diversità, che ci accompagna per tutto l’anno.







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