ANTICIPATARI: una riflessione.

L’anticipo di iscrizione alla scuola primaria e alla scuola dell’infanzia è consentito ai bambini che compiono sei anni di età entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento. I genitori che richiedono l’anticipo possono avvalersi, per una scelta attenta e consapevole, delle indicazioni e degli orientamenti forniti dai docenti delle scuole dell’infanzia frequentate dai bambini, nel caso di iscrizione alla scuola primaria. Vi rimandiamo alla pagina del MIUR con i riferimenti normativi precisi e le indicazioni del Ministero: http://www.miur.gov.it/anticipi

IL NOSTRO PARERE: spesso i bambini arrivano alla scuola primaria ( o alla scuola dell’infanzia) sulla motivazione della loro intelligenza o della loro competenza in ambito cognitivo. A nostro avviso non c’è alcuna correlazione tra l’intelligenza di un bambino e la sua capacità di affrontare un cambiamento complesso com’è il passaggio alla scuola primaria. Spesso le famiglie (vere fautrici di questa scelta, molto raramente consigliata dai docenti) sottovalutano la complessità delle richieste che fa la scuola primaria ai bambini: si devono stabilire nuovi equilibri con i docenti, tra compagni (spesso nuovi), si devono gestire materiali e spazi in autonomia.

Un bambino che arriva a scuola “in anticipo” non ha alcun vantaggio specifico rispetto al gruppo in cui viene inserito. Se vogliamo pensare alle esperienze dei bambini in termini di “vantaggio/svantaggio” possiamo dire che però toglierli da un gruppo di pari per inserirli in un gruppo di bambini più grandi non necessariamente li avvantaggia. Sicuramente un bambino che finisce di frequentare la scuola dell’infanzia a sei anni e mezzo arriverà sicuramente con un “vantaggio” in termini di sicurezza e maturità: un bagaglio prezioso per affrontare questo salto verso il mondo della scuola.

Valorizziamo l’esperienza che conduce il bambino in quel momento: aiutiamolo ad apprezzare ciò che sta vivendo in quell’ordine di scuola. Spesso la scuola dell’infanzia è sottovalutata: viene vista come un “trampolino” verso la primaria. L’esperienza della scuola dell’infanzia è invece arricchente e formativa in ogni aspetto dello sviluppo del bambino: non sviliamola riducendola ad un passaggio in vista della “vera scuola”.

Lo stesso approccio andrebbe riservato ai nidi d’infanzia rispetto all’anticipo verso la scuola dell’infanzia: purtroppo c’è una tale carenza di servizi alle famiglie che diventa comprensibile il motivo per cui alcuni genitori scelgono questa via per i propri bambini.

In sintesi: in linea generale non siamo favorevoli all’anticipo dei bambini. Diamo valore alle esperienze dei bambini per ciò che sono e non come “propedeutiche ad altro”: cresceranno il senso di autoefficacia e la motivazione intrinseca.

E voi che pensate di questo argomento? Vi trovate d’accordo con la nostra opinione?

 

 

8 pensieri riguardo “ANTICIPATARI: una riflessione.

  1. Sono d’accordissimo con la Vs opinione. La mia esperienza a riguardo però coinvolge bambini anticipatari in sezioni omogenee. Da 26 anni svolgo questo bellissimo lavoro, lo adoro, ma da quando ho la Ds, da ex direttore andato in pensione, dimostra di essere una incompetente,non ascolta, non si parla più di didattica e, peggio, ha creato le sezioni omogenee contro l’opinione di noi insegnanti. Ora l’ultimo anno i bambini anticipatari o escono o devono necessariamente passare ad un’altra sezione: dunque nuove maestre, nuovi Compagni, nuovi giochi, nuovi metodi, nuova aula. Spesso non so più cosa consigliare… il cambio sezione è un pasticcio, è deleterio per un anticipatario, si Mina la sua Autostima. Lo stato in primis deve rendersene conto di questo enorme sbaglio. Help!

    1. Non sono d’accordo con voi. L’inserimento di un bimbo anticipatario inserito in un contesto di compagni di qualche mese più grandi di lui è solo un grosso vantaggio a livello di stimoli, di imitazione, di competitività e di misurazione che influiscono positivamente sulla creazione di abilità mentali utili al raggiungimento di competenze che consentono la crescita dell’auto stima e della maturità. Frequentare bimbi più piccoli rallenta la crescita cognitiva relazionale e sociale degli alunni. Abbraccio la teoria del Bruner che diceva che visto che si può insegnare tutto a tutti in qualsivoglia età è bene introdurre il bambino in età precoce…..

  2. Ognuno dovrebbe esercitare il proprio ruolo.. Quando i maestri nel passato erano una seconda istituzione del paese, unitamente ai Carabinieri e ai parroci…nonché in simbiosi con le relative famiglie .. Avevamo una scuola invidiabile. I ragazzi erano molto preparati, felici e contenti, dei loro bravi insegnanti.. Ora vi sono troppi scienziati,, che sanno parlare molto bene con il cervello ma pochissimo col cuore.. Il bambino ha bisogno d’affetto, di pazienza e di calore umano. La scuola dev’essere un ambiente tranquillo, sereno, caldo e umano…Tutto il resto viene da sé– “Maestri si nasce” .”Scienziati” si può diventare’..

  3. Solo una mamma di due bambine e ho sempre pensato che anticipare i tempi non è mai una buona idea. Intanto le mie bambine sono andate prestissimo ( 1anno e mezzo la prima e 9 mesi la seconda) ad una scuola per l’infanzia che è sia nido che asilo. Dopo 4/5 anni di asilo… Ho dovuto farle anticipata rie a scuola… Perché l’ultimo anno non erano più felici all’asilo e avevano bisogno di nuovi stimoli… Ho seguito le loro richieste… La prima Greta frequenta la seconda elementare e compirà 7 anno ad aprile, la seconda frequenta la prima elementare e compirà 6 anni a marzo… Sono felici, vanno a scuola con piacere.. Le maestre dicono che non vi è nessun divario anagrafico nonostante siano le più piccole nelle rispettive classi…. Avrei preferito fossero andate a scuola all’età giusta…ma forse sarebbero dovute andare all’asilo a 2 anni e mezzo… Ma è andata così!, nonostante io fossi una contraria ad anticipare!

  4. Sono una maestra della scuola dell’infanzia e penso che l’essere nati nei primi mesi dell’anno sia una grande fortuna. Questi bambini hanno l’opportunità di giocare un anno in più degli altri; di arrivare alla scuola primaria maturi e sereni e di affrontare questo cambiamento con un “vantaggio “ maggiore . Purtroppo ormai il valore del gioco e delle molte esperienze della scuola dell’infanzia è sottovalutato. Peccato.

  5. Io sono andata s scuola a appena cinque anni compiuti a luglio e ora sono un ‘ insegnante ma sinceramente nella mia esperienza di vita non ho trovato nessun vantaggio anzi credo mi sia sempre mancato quell’anno in più di giochi …non ne vedo proprio la necessità poi dipende dai casi bisognerebbe valutare caso per caso e le relative motivazioni.

  6. Sono totalmente d’accordo! La.questione non è riferita alla parte apprendimento dove non vedo nessun problema. Quello che puoi imparare a 6 anni lo puoi fare a 5. Il problema è la parte emotoviva del bambino. Mi riferisco soprattutto al periodo tra gli 11 e i 14 anni dove si passa da essere bambini ad essere pre-adolescenti. Accelerare la crescita in questo periodo lo trovo più che altro dannoso. Non parliamo poi di tutto ciò che non è scuola. Lo.sport, il catechismo etc. Il resto rimane legato al proprio anno di nascita. Ci si trova a scuola con ragazzi con cui non condividere le esperienze esterne alla scuola. Alla fine ci si sente avanti in alcuni ambiti e indietro in altri. Insomma una confusione secondo me evitabile.

  7. Sono un Dirigente Scolastico e sono pienamente d’accordo con la vostra opinione. Nel mio Istituto sono vivamente sconsigliati gli anticipi. I bambini necessitano dei tempi adeguati di sviluppo emotivo e conquista delle autonomie. Spesso si confonde “l’essere pronti” con il mero saper leggere e scrivere. I bambini necessitano di acquisire, nella scuola dell’Infanzia ,le competenze sociali, civiche, l’orientamento, e la manualità fine .
    Effettivamente le richieste sono da parte dei i genitori che spingono all’anticipo!
    In un mondo di sterili precocizzazioni perché adeguarne anche la scuola?

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