4 cose che ho imparato lavorando come insegnante di sostegno

  1. LA CLASSE CAMBIA. L’insegnante di sostegno resta in classe anche quando i colleghi curricolari si avvicendano in cattedra E questo consente di notare come il gruppo e le dinamiche varino in modo consistente a seconda dello stile della persona che conduce la lezione. Un insegnamento che si può trarre da questo di non avere un preconcetto rispetto ad un gruppo classe: un gruppo che ci viene presentato come difficile da un collega potrà rivelarsi impegnativa o soddisfacente. Il punto di vista del docente di sostegno consente di cogliere le dinamiche con cui la classe risponde ai diversi input e può essere quindi un prezioso alleato per un collega appena arrivato per la conoscenza di un gruppo classe.
  2. TUTTI INSEGNANO A TUTTI. Il docente di sostegno efficace non si limiterà a relazionarsi e ad insegnare solamente con l’alunno certificato ma cercherà di costruire con l’intero gruppo un rapporto in una dimensione educativa. Questa è una lezione trasversale che si applica anche ai docenti curricolari: non dovrebbero mai escludere alcun alunno, certificato o meno, dal loro rapporto di insegnamento.
  3. IL RAPPORTO CON LE FAMIGLIE É TUTTO. Lavorando su sostegno si impara in modo inequivocabile la fondamentale importanza che ha la famiglia nel processo educativo di ciascun alunno. Quando si tocca con mano l’impatto che ha il coinvolgimento da parte degli insegnanti della famiglia e la costante comunicazione con la stessa, ci si augura che questo possa essere costruito con tutte le famiglie, non solamente con quelle dei bambini con bisogni educativi speciali.
  4. CELEBRARE IL POSITIVO. Tra le abitudini più positive nel sostegno c’è quella di comunicare e celebrare i traguardi positivi raggiunti dai bambini: questo avviene poco per quanto riguarda il grande gruppo; Le comunicazioni infatti tendono ad avvenire solamente in occasione di eventualità negative. Una buona prassi da cogliere in questo senso è quella di dare credito agli alunni quando raggiungono degli obiettivi educativi formativi come gruppo classe. Questo può avvenire in forma di nota di merito alle famiglie oppure di premio collettivo (sono sufficienti 10 minuti extra di ricreazione ad esempio).

E voi? Avete particolari i suggerimenti che avete elaborato durante la vostra esperienza professionale come insegnanti di sostegno(e non)?

Ai link trovate altri suggerimenti per la gestione della classe e, più in generale, sulla vita a scuola.

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Un pensiero su “4 cose che ho imparato lavorando come insegnante di sostegno

  1. Pingback: Mantenere una mentalità aperta come insegnante: crescere professionalmente. – vie maestre

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