Una storia di Natale non scontata

“Non è facile parlare di Natale perché si rischia di essere ovvi. Per questo nel libro Babbo Natale regala a Orazio la capacità di sognare. Restituire un sogno è importante: se lo togliamo finisce tutto” Queste sono le parole con cui Lucia Scuderi, autrice del libro IL BOTTINO DI NATALE edito da Le Rane Interlinea, ha parlato del suo libro che ha vinto l’edizione 2020 del Premio Storia di Natale.

Questa è una storia di Natale senza renne, senza luminarie, senza famiglie accoccolate attorno al camino. Questa è una storia di Natale senza la cornice classica e consumistica di molte letture di questo periodo.

LA TRAMA Orazio è un ragazzino arrabbiato con la sua famiglia e decide di andarsene di casa ma lungo la strada verso il mare incontra un cane con un pezzo di carta in bocca. Mette in tasca il foglio e fa amicizia con il cane, ritorna sereno e decide di tornare a casa con il suo nuovo amico ma appena rientra si scontra con i suoi genitori e la rabbia lo assale di nuovo. Sceglie quindi di andarsene lontano per mare con il suo amico a quattro zampe, senza lasciare traccia, e ormai al largo si addormenta. Si risveglia bruscamente quando urta una nave pirata che lo accoglie nell’equipaggio e prosegue con i pirati una missione speciale. La nostalgia di mamma e papà è forte e si fa aiutare a tornare a casa. I suoi genitori lo avevamo cercato ovunque ed erano molto preoccupati. Orazio è confuso ma si ricorda del foglio di carta che il cane aveva in bocca quando si sono incontrati, lo apre e legge la lettera che Babbo Natale gli aveva indirizzato e con la quale gli raccomandava di non perdere mai la speranza, la fiducia e il coraggio.

CI PIACE PERCHE’ perché Natale è sì lieto fine, è speranza, è fiducia, ma la quotidianità è spesso differente dall’immagine commerciale di questa festività. Abbiamo apprezzato tantissimo il contesto familiare descritto in questo racconto e le novità: la presenza dei pirati animati da buoni sentimenti (solitamente figure schive e pericolose) e questo Babbo Natale, che non appare con le guance rosse, la barba bianca e un sacco di regali; un Babbo quasi impercettibile nella trama, che alla fine incornicia il senso della narrazione in una lettera da lui scritta.

Troviamo questo libretto molto inclusivo adatto dai 5 agli 9 anni, un ottimo spunto di riflessione a casa e in classe.

 

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