ALFABETIZZAZIONE EMOTIVA: una nuova risorsa per educare alle emozioni.

Come sapete riteniamo indispensabile lavorare sull’alfabetizzazione emotiva e siamo sempre alla ricerca di strumenti da utilizzare a scuola per promuovere interventi di “alfabetizzazione emozionale”.

Nel nostro precedente articolo sulla pedagogia delle emozioni e il suo ruolo nella crescita del bambino vi avevamo proposto attività e progetti
che riguardano le emozioni in generale: Emozioni in classe e la gestione dell’aggressività e della rabbia: PERCORSI EDUCATIVI e UDA

Vi abbiamo suggerito libri e giochi che diano ai bambini strumenti positivi per la gestione della  propria interiorità:

Quest’oggi vi presentiamo IL QUADERNO DELLE EMOZIONI di Burabacio: un quaderno operativo utilissimo a chi non riesce ad intraprendere un vero e proprio laboratorio sulle emozioni ma che vuole comunque portare avanti un percorso efficace di analisi e riconoscimento delle emozioni…un percorso di alfabetizzazione emotiva supportato da materiale strutturato funzionale.

Il quaderno si apre con un diario delle emozioni: per 30 giorni il bambino dovrà annotare l’emozione più importante della giornata, descrivendola a parole, indicando con una X la parte del corpo in cui l’ha sentita e rappresentandola su una faccia.

Alla fine dei 30 giorni, dopo aver verificato quale emozione il bambino abbia provato con maggiore frequenza e quale emozione non vorrebbe mai provare, inizia la sezione dedicata all’alfabetizzazione vera e propria.

TRISTEZZA, GIOIA, RABBIA, PAURA, ATTESA, SORPRESA E DISGUSTO vengono analizzate singolarmente: nelle espressioni del volto o nella percezione corporea, nei colori e nelle sensazioni che quella emozione richiama, negli aspetti positivi e negativi che la caratterizzano.

Al termine dell’analisi vi è l’ACCETTAZIONE, la condizione di base per la vita serena, una mini-guida per imparare ad accettare le emozioni come parte di tutti noi.

Un percorso semplice ma ricchissimo, che accompagna il bambino dal riconoscimento alla conoscenza e poi all’accettazione delle emozioni. Uno strumento applicabile a scuola dalla classe seconda.

Ci complimentiamo con l’autrice che, da bambina sensibile, ha avuto il coraggio di intraprendere un percorso introspettivo e di produrre uno strumento di supporto ad altri bambini (e perché no, ad altri adulti!) poiché crede che “Tante frustrazioni delle persone nascono dalla convinzione di dover essere sempre felici. Non è sbagliato voler cercare la felicità ma se riuscissimo ad accettare che nella vita ci sono anche momenti “no”saremmo sicuramente persone più serene. Tutti viviamo momenti in cui ci sentiamo inadeguati, tristi, impauriti, arrabbiati e invidiosi.
Una volta accettata la nostra ricchezza emotiva avremo gli strumenti per ritrovare più rapidamente la tranquillità.”

Costo: 10,00 euro

Acquistabile su burabottega.it

Oppure nel negozio ETSY di Burabacio
https://www.etsy.com/it/shop/Burabacio

Annunci

Non chiamateli lavoretti

Con il passare del tempo abbiamo notato un forte cambiamento di prospettiva riguardo al discusso tema dei “lavoretti” a scuola che ha portato finalmente a rivalutare il momento del “fare” come vera e propria attività didattica.

Negli anni passati il lavoretto nella dimensione scolastica era realizzato principalmente perchè sentito come un dovere nei confronti delle famiglie degli alunni, che “si aspettavano” un regalo prodotto dal proprio bambino/a in occasione di particolari momenti di festa e ricorrenze varie. I lavoretti, specialmente quelli legati alla Pasqua e al Natale, spesso rappresentavano simboli religiosi o ricostruivano tramite immagini o biglietti scene e passi ispirati al Vangelo. I lavoretti e i biglietti realizzati invece per la festa della mamma e del papà proponevano solitamente un’immagine della famiglia fortemente stereotipata (che purtroppo fatica a cambiare).

Secondo la visione del tempo la mamma era quella che si prendeva cura della casa e della famiglia, e per questo veniva ricompensata con frasi e poesie colme di gratitudine, mollette da bucato decorate, cuori di mille materiali. Dai lavoretti e poesie regalati al papà traspariva invece un’idea ben diversa: al papà si regalavano pensieri e oggetti da leggere e ammirare mentre era al lavoro, portachiavi, dischi orario, ecc.; insomma il papà era visto come il genitore che purtroppo aveva poco tempo per i figli in quanto perennemente impegnato, al lavoro o in auto. Questo tipo di visione stereotipata è sopravvissuta fino ad oggi e nonostante la nostra società e conseguentemente l’idea di famiglia sia notevolmente cambiata fatica a sradicarsi del tutto.

Come insegnanti ed educatori abbiamo il dovere di fare la nostra piccola parte nella direzione del cambiamento.

In una scuola che dà valore al fare e al creare è responsabilità dei docenti anche scegliere quale valore e scopo dare ai momenti creativi, considerandoli spunti ed occasioni per trattare temi di particolare importanza.

Vediamo nella Pasqua un’occasione per festeggiare valori universali legati a questa festa: rinascita e vitalità. A tal proposito vi consigliamo la lettura del nostro articolo:
https://viemaestre.com/2018/03/22/pasqua-attivita-e-proposte-inclusive/

Ecco che secondo questa prospettiva la nostra proposta per il lavoretto di Pasqua potrebbe essere il frutto del lavoro dei bambini nell’orto della scuola. In una società ormai sempre più multiculturale come la nostra è importante ricercare valori e messaggi universali, condivisi da tutte le famiglie.

Per questi motivi abbiamo deciso di far realizzare ai bambini un piccolo dono che valorizza il gesto della semina, del contatto con la terra, del prendersi cura giorno dopo giorno di una piccola piantina.

Ogni bambino ha dipinto un piccolo vaso, e una volta asciutto, ha inserito il vasetto con all’interno il bulbo di un fiore o una piantina di basilico.

SOSTEGNO (ma non solo):Come migliorare la relazione scuola-famiglia.

Il mondo dell’inclusione scolastica è ricco di spunti interessanti sia per chi opera nel sostegno sia per chi opera su posto comune.

Abbiamo deciso di dedicare un post a questo aspetto della vita scolastica, in un’ottica di miglioramento e di riflessione (momento importantissimo nell’armamentario personale di ogni docente che voglia essere efficace). Per non parlare di sostegno sempre e solo dal punto di vista della scuola, abbiamo deciso di confrontarci con Carlotta, autrice del meraviglioso blog https://ilpettirossocheride.blogspot.com/ (abbiamo parlato del suo lavoro qui: https://viemaestre.com/2018/03/17/avviso-ai-naviganti-2/)

Carlotta parla così del suo essere “mamma di sostegno”:

“Secondo me il rapporto famiglia-scuola (per tutte le famiglie e tutti i gradi scolastici), sarebbe bello si instaurasse fin dai primi anni di scuola dell’infanzia.Può partire dalle famiglie e trovare ascolto e dialogo costruttivo nella scuola o vice versa…inoltre per le famiglie che convivono con la disabilità andrebbero coinvolti in questo dialogo anche dottori di riferimento e terapisti (a partire dal pediatra!)
Io considero questo dialogo come una rete di sostegno, dove le informazioni sono interconnesse, vengono condivise, si arricchiscono delle singole esperienze con il bambino e di conseguenza sono potenzialmente informazioni molto importanti, pronte per essere elaborate in strategie sinergiche che diventano “multi-sostegno”.Le strategie di “multi-sostegno” vanno poi ridistribuite a tutti:

  1. Ai bambini per primi nella pratica tutti i giorni.
  2. Ai genitori che hanno il polso vero della situazione -la vivono tutti i giorni tutto il giorno- perchè necessitano di sostegno emotivo; dalla rete di sostegno ricevono un rinforzo positivo sapendo di non essere soli e soprattutto si sentono utili condividendo la loro esperienza.
  3. Alle insegnanti perchè quasi al pari delle famiglie passano molto tempo con i bambini, ma senza la quotidianità domestica. Grazie alle informazioni del multi-sostegno possono calibrare al meglio gli strumenti didattici a loro disposizione. Ci sarà meno dispersione di energie in percorsi inadatti ai bambini. Potranno fruttare le inclinazioni e gli interessi ristretti dei bambini ( di cui vengono a conoscenza grazie alle informazioni dei genitori), conquistando più rapidamente la loro attenzione e ampliando i tempi di concentrazione su un compito da svolgere.
  4. Ai terapeuti che attraverso il loro lavoro molto specializzato e mirato (più o meno intensivo con incontri da due a cinque o più ora la settimana) possono condividere molte strategie pratiche. A loro volta però, hanno bisogno al pari delle insegnanti, di informazione sui bambini che provengano dalle famiglie, perchè è proprio attraverso questi agganci che possono avvicinarsi ai bambini con maggiori difficoltà relazionali o incapacità verbali.

Insomma in poche parole la rete del multi-sostegno è un circolo virtuoso, basta dargli il via!Io ne ho una esperienza diretta.”

Le abbiamo rivolto alcune domande, da insegnanti, volte appunto a capire come poter migliorare la relazione tra scuola e famiglia.

  • Cosa può fare un insegnante che incontra un bambino con diversa abilità sulla sua strada? 

Costruire un dialogo con le famiglie, magari anche prima di conoscere il bambino con un incontro nei giorni che precedono l’inizio delle lezioni o comunque il prima possibile. Mi rendo conto che non tutte le famiglie sono aperte o che non tutti gli insegnanti ad inizio anno scolastico hanno già assegnato il ruolo, ma il dialogo è la prima porta aperta verso un rapporto costruttivo ed un aiuto concreto.Ovviamente questo è quanto consiglio anche alle mamme e papà di fare, cercare di fornire alla scuole e alle insegnanti che ruotano intorno ai figli il maggior numero di informazioni possibili.

  • Quali sono gli ostacoli più grandi nel rapporto tra scuola e famiglia?

La paura di apparire invadenti da parte delle insegnanti nei confronti delle famiglie e la timidezza (che diventa il timore riverenziale man mano che si sale di grado scolastico) da parte delle famiglie nei confronti dei docenti. Sono dell’idea che il rapporto famiglie e scuole vada incoraggiato. Basta poco per partire con il piede giusto e se nel corso degli anni gli insegnanti si avvicendano (soprattutto gli insegnanti di sostegno raramente riescono a tenere il ruolo per più di un anno consecutivo) dovrebbero essere le famiglie a proporre il dialogo. Una famiglia che inizia a parlare con la scuola durante i primi anni lo farà sempre per tutto gli anni scolastici a venire!

  • Cosa vorresti vedere cambiare nel sistema scolastico?(non necessariamente nell’ambito del sostegno)

Per favorire il dialogo fra scuola e famiglia, a favore di tutti, bisognerebbe promuovere uno o due incontri all’anno dove la scuola incontra le famiglie (come gli open day, ma dedicati all’inclusione!) Invitare tutti e sedersi a parlare di cosa può fare la scuola e cosa possono fare le famiglie. Inoltre in questi incontri le famiglie con figli con il sostegno possono entrare in contatto e fare altra sinergia!La scuola un anno per l’altro dovrebbe coinvolgere le famiglie nella scelta delle attività scolastiche, le metè delle uscite, gli spettacoli da vedere e corsi da proporre agli alunni per valutarne insieme l’accessibilità per tutti. Queste attività sono fortemente formative e grandi occasioni di inclusione fra compagni, ma se le attività non sono adatte a tutti il loro potenziale muori lì.

  • Quali risorse consigli ad un docente che voglia formarsi in ambito di inclusione/sostegno? 

Penso che un docente di sostegno debba essere una persona curiosa ed elastica. Gli strumenti didattici non hanno la stessa presa su tutti i bambini. Non dovremmo mai parlare banalmente di disabili, ma di bambini con forme di apprendimento differente quindi gli strumenti vanno personalizzati, elaborati ad hoc, ne vanno scovati di nuovi.Il docente di sostegno, ma non solo lui, deve essere un creatore di meraviglia. Se il bambino che ha difronte non si meraviglia più di una cosa, presto non seguirà più l’argomento.L’insegnate deve mantenere il programma didattico in carreggiata, ma senza rigidità. Una griglia di lavoro costante è fondamentale, ma saperla rendere ogni giorno attraente è la vera sfida per un’insegnante, ma è anche la sua carta vincente.

Grazie Carlotta: il tuo contributo è stato prezioso e le tue parole cariche di significato e di spunti importanti.

AVVISO AI NAVIGANTI: un blog che parla di autismo.

Oggi segnaliamo un blog davvero prezioso, una risorsa che ha molto da offrire a chi ha la fortuna di incapparci: https://labiondaelabruna.com/

Il blog racconta l’esperienza di una famiglia con una bambina con autismo; il racconto è sempre rispettoso dell’individualità della persona che viene raccontata e dà a chi legge la possibilità di affacciarsi alla quotidianità di una famiglia che si trova ad abbracciare questa faticosissima realtà. La voce narrante ( o meglio, scrivente) è quella della mamma, Daniela Scapoli: una mamma che racconta con parole delicate ma puntuali la difficoltà quotidiana dell’organizzazione della vita di una famiglia con autismo.

Quello che distingue questo blog dai tanti che esistono è la sincerità e la forza positiva che emergono da questa esperienza familiare. Il blog è anche ricco di informazioni interessanti, di link utili .

Condividiamo con voi la splendida intervista che ha realizzato con http://www.dallaluna.it :

Trovate il profilo Facebook di Daniela qui: https://www.facebook.com/daniela.scapoli

I migliori gruppi Facebook per insegnanti.

Nell’era dei social media anche i docenti si avvalgono sempre più spesso di questi mezzi per condividere informazioni e novità interessanti. Ci sono alcuni gruppi che sono particolarmente interessanti per contenuti e attività:

  • PER CHI INSEGNA MATEMATICA IN PRIMA: un gruppo interessante e ricco di materiali lontani dalle mode e dalle banalità è “Matematica e dintorni con i primini“. Una vera e propria miniera di informazioni, materiali e soprattutto un luogo di confronto importante.
  • PER CHI INSEGNA SCIENZE: un gruppo utilissimo è “scienze in gioco alla primaria“. Un gruppo con un archivio ricchissimo di esperimenti ed esperienze di vario tipo. Il gruppo è moderato e gestito da Paola Limone, che ha un blog curato e scientificamente corretto: http://scienzeingioco.blogspot.com/.
  • PER CHI INSEGNA MATEMATICA IN TERZA: un gruppo di grande confronto, con moltissimi files da usare in classe e tanti spunti didattici da sfruttare quotidianamente è proprio “Matematica in terza“.
  • PER CHI INSEGNA ITALIANO O IN GENERALE AMA LEGGERE A SCUOLA: un gruppo meraviglioso, in cui basta inserire un tema nella lentina di ricerca per trovare moltissimi suggerimenti di lettura per tutte le età è “La biblioteca di Filippo“.
  • PER CHI CERCA INFORMAZIONI SULLA LEGISLAZIONE SCOLASTICA RELATIVA AL MONDO DEL SOSTEGNO: un importante riferimento è “Normativa inclusione“. Preciso, puntuale ed affidabile su questioni delicate relative al mondo dei bisogni educativi speciali.

Avete altri gruppi Facebook da aggiungere a questa nostra piccola selezione?

Giochi analogici per nativi digitali.

I bambini con cui ci relazioniamo quotidianamente sono cresciuti in un ambiente che li stimola costantemente con contenuti e strumenti digitali. Ci sono comunque delle valide alternative per sviluppare nei bambini abilità e capacità senza ricorrere a strumentazioni digitali.

Alcune delle nostre proposte hanno un sapore vintage mentre altre sono novità:

SPIROGIRO MANDALA di Quercetti

I bambini adorano colorare mandala: spesso li richiedono in classe per riempire il tempo se terminano velocemente le consegne. Questo gioco di Quercetti dà ai bambini la possibilità di creare i propri mandala, aggiungendo elementi presenti nelle diverse ruote intercambiabili. Sviluppa le capacità artistiche, l’immaginazione oltre che la manualità fine e la destrezza nei movimenti.

A scuola si presta ad essere utilizzato nei laboratori creativi e nelle attività di piccolo gruppo, come integrazione alla didattica.

LINK PER ACQUISTARE SPIRO GIRO SU AMAZON

Per informazioni (e video tutorial): https://www.quercettistore.com/it/giocattoli/disegno/1680-spirogiro-mandala

  • PERLINE STIRABILI
  • queste perline possono rappresentare un piccolo investimento con un’ottima resa. Si prestano a tantissimi utilizzi diversi: ripetizioni di patterns, creazioni di ritmi, realizzazione di piccoli lavori creativi. A questo link(https://viemaestre.com/2019/04/04/festa-della-mamma-un-lavoretto-con-un-significato-nascosto/ ) trovate la nostra idea per la festa della mamma ( che però può essere riadattata per qualunque ricorrenza) . Queste perline affinano la coordinazione oculo-manuale, aumentano la precisione e la destrezza nella motricità fine. Queste perline sono facili da reperire e consentono di includere anche bambini con abilità diverse nelle attività di classe.
LINK PER ACQUISTARE LE PERLINE SU AMAZON.

E voi? Avete altre attività analogiche da consigliare per i bambini 3.0?

FESTA DELLA MAMMA: un lavoretto con un significato nascosto.

Della mamma vale la stessa premessa che abbiamo espresso anche per la Festa del Papà, cioè che ciascuna insegnante sa valutare se all’interno della propria classe ci siano situazioni familiari che rendano indelicato festeggiare questa ricorrenza. Viviamo questa ricorrenza come un’occasione per celebrare legami familiari positivi ed installare un canale comunicativo valido con le famiglie.

Come sempre cerchiamo idee che siano di semplice realizzazione ma che abbiano un significato da condividere tra scuola e famiglia.

COSA VOGLIAMO REALIZZARE: un braccialetto per la mamma che nasconde una dedica speciale scritta in codice binario.

COSA SERVE: perline stirabili tipo Haba, filo.

COME PROCEDERE: ciascun bambino può comporre una piccola dedica per la mamma e, scegliendo due colori dal contenitore di perline, infilarle fino a comporre un braccialetto che porti questo messaggio a casa.

I bambini al lavoro per realizzare i braccialetti ( in questo caso per la festa del papà: l’idea è unisex)

Se cercate altre idee, trovate altri suggerimenti qui: https://viemaestre.com/2018/03/23/festa-della-mamma-risorse-e-attivita-per-tutte-le-eta/

“Ada al contrario”: come raccontare con semplicità e delicatezza la diversità

In occasione della giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo vi parliamo di un libro fresco di stampa che abbiamo scoperto in questi giorni alla #bolognachildrenbookfair e che sin dalle prime pagine ci ha profondamente colpito per la delicatezza e sensibilità con cui tratta questo tema.

“Ada al contrario”, delle Edizioni Settenove, è scritto da Guia Risari e illustrato da Francesca Buonanno (http://www.settenove.it/articoli/ada-al-contrario/1349)

Settenove è una casa editrice per la prevenzione della violenza di genere che propone nuovi linguaggi, senza stereotipi e tramite le storie parla di diritti, rispetto, collaborazione.

Ada da fin da piccola fa le cose alla rovescia, non per cattiveria, ma perché le viene così. Da neonata, al posto di urlare «Uééé, uééé», strillava: «Éééu, éééu». Dormiva di giorno e stava sveglia di notte. Il papà l’appoggiava sulla culla e lei si sollevava. La sollevava e lei voleva sdraiarsi. Chiamava mamma il papà e papà la mamma e, crescendo, iniziò persino a camminare al contrario. 

La storia di Ada tocca con leggerezza senza mai nominarlo il tema dell’Asperger, una forma di autismo, e lo fa sottolineando l’aspetto della libertà e del diritto di essere accolti nella propria diversità, elemento che può coinvolgere tutti i bambini e le bambine a prescindere da quale sia la loro propria e peculiare unicità. 

Non sempre dare un nome alle cose è sufficiente a riconoscerle e ad accettarle.

I bambini, specialmente i più piccoli, non hanno bisogno di nomi o etichette per vedere gli altri come possibilità, ma semplicemente di occasioni di condivisione.

Oggi abbiamo letto in classe la storia Ada, che con semplici disegni e divertenti illustrazioni ha coinvolto profondamente i bambini trasportandoli nel mondo al contrario della piccola protagonista.

Tra le risate e l’entusiasmo per la piccola Ada, che ha subito destato la simpatia della classe, i bambini mi hanno subito chiesto di intervenire per raccontare spontaneamente il loro vissuto “al contrario”.

“Maestra, anch’io mi sento un po’ al contrario perché son mancina” ha iniziato a dire un’alunna. Il prezioso intervento ha dato il via ad una interessante discussione in cui ogni bambino ha raccontato i motivi che lo fanno sentire “al contrario”.

Al termine degli interventi abbiamo raccolto i pensieri di ognuno mettendoli per iscritto con cartoncini colorati.

I bambini hanno il potere di insegnarci a vedere la diversità di ognuno come un valore aggiunto e di farci scoprire che le differenze ci rendono tutti un po’ al contrario.

ACQUISTA “Ada al contrario”

GESTIONE DELLA CLASSE: riti per una gestione efficace dei momenti scolastici

La routine è un elemento fondamentale nella vita scolastica di alunni e insegnanti: ripetere le stesse azioni ogni giorno rende i bambini sereni e aiuta gli insegnanti nell’organizzazione e gestione quotidiana.

In passato abbiamo parlato di quanto le routine siano la modalità più efficace per scandire alcuni momenti della giornata scolastica (https://viemaestre.com/2018/08/01/gestione-della-classe-consigli-per-una-routine-mattutina-efficace/).

Oggi vi consigliamo i nostri strumenti e materiali preferiti per rendere questi semplici riti efficaci e coinvolgenti sin dai primi giorni di scuola:

ELENCO DELLA CLASSE:

L’elenco degli alunni, scritto in stampato in carattere abbastanza grande e plastificato, può essere appeso in classe sin dai primi giorni di scuola per rendere partecipi i bambini dell’appello mattutino e la registrazione di eventuali assenze. Abbiamo osservato come, se utilizzato giorno dopo giorno, può diventare un importante strumento di interesse per tutta la classe. Gli alunni di prima man mano che conoscono le lettere dell’alfabeto imparano a riconoscere e leggere i nomi dei compagni, a soffermarsi su alcune particolarità ortografiche, sulla presenza di lettere doppie o straniere; insomma la routine quotidiana può rendere un semplice foglio plastificato con i nomi dei bambini un prezioso strumento di lettura.

CARTELLONE DEGLI INCARICHI:


In base alla turnazione stabilita in classe (incarichi fissi, a rotazione settimanale ecc) i bambini svolgono autonomamente le prime piccole attività della giornata come distribuire libri e quaderni, redigere il calendario e il meteo del giorno, tenere l’aula in ordine e pulita, accendere e spegnere il pc, prendersi cura delle piante o dell’orto, ecc. Cerchiamo di dare un incarico ad ogni bambino utilizzando una rappresentazione a muro che raffiguri con semplici disegni o simboli i vari incarichi sottolineandone la valenza inclusiva (tutti gli alunni sono valorizzati in quanto responsabilizzati).

IL PROGRAMMA DEL GIORNO:

Presentare al mattino le varie attività e materie del giorno è utile perchè rassicura i bambini più piccoli e aiuta i più grandi a tenere a mente lo svolgimento della giornata scolastica. Per questo motivo può essere utile avvalersi di un planning settimanale da tenere in aula che raffiguri la distribuzione della materie nei vari giorni della settimana; noi utilizziamo, oltre al planning settimanale “fisso”, una piccola lavagna cancellabile con calamite e pennarello da utilizzare per frammentare la singola lezione in diverse attività. Anticipare gli eventi mantenendo un po’ di flessibilità è utile a tutti i bambini per gestire i momenti di stanchezza o di ansia.

CALENDARIO E METEO:

Utilizzare ogni mattina un calendario pensato appositamente per la classe in cui si lavora è utile per insegnare concretamente ai bambini lo scorrere del tempo, dei mesi, delle stagioni in modo semplice e divertente. Lo strumento può essere personalizzato dalle insegnanti a seconda delle esigenze rilevate, può contenere anche il meteo, i vocaboli in inglese, ecc.

Gli alunni secondo la turnazione prefissata e la distribuzione degli incarichi posizionano i giusti elementi nel calendario durante il rito mattutino.

Il calendario a muro è uno strumento utilissimo anche la matematica: se utilizzato quotidianamente abitua i bambini sin dai primi giorni di scuola alla rappresentazione e lettura dei numeri.

Tutti gli strumenti che avi abbiamo suggerito si inseriscono in una visione di scuola altamente inclusiva in quanto utilizzabili da tutti gli alunni senza necessità di diversificazione.

Gestione della classe: 16 MODI PER ELOGIARE GLI STUDENTI SENZA DIRE “BRAVO”.

Sappiamo che ci viene suggerito dagli esperti di psicologia del linguaggio di evitare di lodare i bambini dando valutazioni di merito che riguardino la loro persona e concentrare il linguaggio sulle loro azioni. Cerchiamo di non offrire ai bambini solo la dicotomia “bravo-non bravo” ma di esporli ad una varietà di apprezzamenti, di possibili diversi scenari entro cui poter essere lodati. Ampliare la varietà delle espressioni che utilizziamo dà modo anche ai bambini che non riescono a raggiungere gli obiettivi di avere un elogio a cui ambire. Ecco i nostri suggerimenti:

  1. Sei sempre pieno di energia!
  2. É un piacere averti qui in classe con noi.
  3. Ho notato il tuo impegno oggi.
  4. Ho osservato la tua generosità nei confronti dei compagni: hai fatto molto piacere a loro e anche a me.
  5. Ti vedo bene organizzato.
  6. Sei sempre sorridente: porti buonumore in classe!
  7. Sei stato molto gentile con il compagno in difficoltà: sono certa che hai migliorato la sua giornata.
  8. L’intera classe apprezza la tua gentilezza.
  9. Sei stato molto sportivo durante il gioco: non era facile, sono certa che sarà stato impegnativo.
  10. Ho notato che hai lavorato molto: il tuo impegno viene notato!
  11. Ti vedo attento e concentrato: apprezzo molto il tuo atteggiamento.
  12. Posso sempre contare sul tuo contributo in classe.
  13. Hai sempre un sacco di idee: la tua immaginazione è davvero vivace!
  14. Che splendido lavoro: hai lavorato con cura!
  15. Sei sempre disponibile con noi insegnanti e con i compagni: siamo fortunati ad averti nel nostro gruppo classe!
  16. Ogni giorno mi fa piacere averti in classe con noi: sei una parte importante del gruppo.

Ovviamente ciascuno di noi conosce la propria realtà e sa quando dare feedback verbali positivi e come. Spesso tralasciamo di sottolineare le positività presenti nei bambini, concentrandoci sulle criticità da risolvere o sugli obiettivi da raggiungere: facciamo uno sforzo e verremo ripagati.

Se vi è interessato questo post, trovate ai link sottostanti altri articoli sulla gestione della classe.

Come sempre, lasciateci un commento: il vostro parere è fondamentale!