GENTILEZZA: una storia senza parole ma ricca di significato

Albi senza parole: ci offrono tantissimi spunti di lavoro nella didattica.

Ci è piaciuto moltissimo “La via della gentilezza” di Marta Bartolj, edizioni Terre di Mezzo.

LA STORIA: mentre affigge volantini per ritrovare il suo cane smarrito, una ragazza regala una mela a un artista di strada. Alla scena assiste un bimbo, che sente nascere la voglia di fare un piccolo gesto simile: ricompra il palloncino a una bimba che l’ha appena perduto. Alla scena assiste un signore, che a sua volta… E così via: la gentilezza si propaga nel quartiere, passa da una persona all’altra. Fino a restituire il sorriso proprio all’inconsapevole protagonista di quell’onda amorevole.

IN CLASSE: possiamo “dare voce” alle immagini a turno. Passandoci un oggetto possiamo stabilire dei turni di parola con cui far intervenire i bambini uno alla volta per suggerire le parole per le tavole che compongono questa storia.

Per i bambini delle classi finali della primaria si può immaginare di portare la via della gentilezza in classe: come la percorrerebbero? Questi micro-racconti potrebbero poi essere illustrati con la stessa idea alla base del libro: cioè l’oggetto della gentilezza in rosso e il resto in bianco e nero.

Un albo perfetto per parlare di gentilezza, per includere tutti, per tracciare percorsi inclusivi e accoglienti.  Dà un canale d’accesso paritario ai bambini anche con competenze linguistiche differenti e con bisogni educativi speciali: richiede meno la mediazione dell’adulto e questo consente ai bambini di goderne alla pari.

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Davvero consigliato: delicato, significativo, offre una marea di stimoli e di possibilità didattiche.

 

 

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