In prima i bambini arrivano con i numeri in testa, ma spesso si tratta di una filastrocca non completamente connessa al senso del numero. Obiettivo primario è collegare quella filastrocca a una quantità. Noi lavoriamo con tre principi che ci guidano:
Il quaderno viene dopo il gioco. Prima il corpo e gli oggetti, poi il disegno, poi la scrittura.
Poco alla volta. Prima fino a 5, poi fino a 10 con l’abaco orizzontale, che è il dado raddoppiato: due mani. Non neghiamo le competenze pregresse dei bambini, ma lavoriamo in modo graduale per non lasciare indietro nessuno.
Poco, ma spesso. Brevi momenti ripetuti nel tempo consolidano il riconoscimento delle quantità. Lavoriamo molto sul concreto, “mettiamo in moto le mani” oltre a progredire sul quaderno.
Due albi per dare senso ai numeri
Dieci piccoli scoiattoli (Kael Tudor e Marc Boutavant, Terre di Mezzo). Un orso e dieci scoiattoli birichini da ritrovare. È l’albo giusto per chiedere «quanti ne ho trovati? quanti ne mancano per arrivare a dieci?», con un gettone sull’abaco per ogni scoiattolo. Il numero 10, che per i bambini è un traguardo, diventa una caccia divertente e spassosa da fare insieme all’orsetto protagonista.

Per sbirciare il libro: https://issuu.com/terredimezzo/docs/issu_dieci_piccoli_scoiattoli_interno_pagsingole
Un counting book delizioso, che vede protagonisti gli animali. La particolarità è che ci sia un conteggio regressivo, che rende il libro utile anche per l’introduzione della sottrazione.
PRIMA ATTIVITÁ: ripercorriamo il libro, incontro dopo incontro la storia di Orsetto alla ricerca dei 10 piccoli scoiattoli.
Sarà un ottimo modo per lavorare sulla numerazione. Alcuni spunti:
1. Gli scoiattoli scappano (10 → 0). Dieci tessere sull’abaco a due file da 5, l’orsetto sul 10 della striscia. Si legge la prima frase: «uno scappa via, e ne rimangono…», e i bambini rispondono «nove» togliendo una tessera. Poi capiscono che scappano tutti: si continua a togliere fino a 0, con l’orsetto che torna indietro fino allo zero e le due file vuote. «Tolgo… fa…» arriva alla sua conclusione naturale.
2. Gli animali, in discesa (9 → 1). Nove cartellini con gli animali (9 pappagallini, 8 oche… 1 tigre), da leggere in ordine decrescente. I bambini contano gli animali nell’illustrazione, li abbinano alla faccia del dado e al contenitore del numero, e poi dicono: «Ogni gruppo ha uno in meno del precedente». I bambini iniziano a riconoscere la regolarità con cui si opera.
3. Il viaggio al contrario (1 → 9). Si rovescia il libro: si parte dalla tigre e si risale. I cartellini sono sparpagliati sul pavimento e i bambini li ordinano dal più piccolo al più grande, contando «uno, due, tre…» e camminando sulla striscia. Poi si legge di nuovo al contrario. Stessi animali, ma letti nei due versi: crescente e decrescente, per esercitare entrambe le numerazioni.
4. I due pappagallini «ancora?!». I pappagallini compaiono due volte, prima nove e poi due. Domanda: «Sono gli stessi animali, ma i numeri sono diversi: quale gruppo è più grande?». Prima gesto con le dita, poi utilizzando le tesserine. Può essere una prima introduzione al confronto e al concetto di <, > o =.
5. Quanti animali insieme? Con i numeri piccoli del libro: «a 3 tartarughe aggiungo 2 pappagallini ottengo…», oppure «5 topini e 4 anatre: quanti sono in totale?». I bambini rappresentano i gruppi con le tessere sull’abaco, riempiendo la prima fila prima della seconda. Queste potranno essere delle primissime addizioni fatte in modo molto spontaneo. Allo stesso modo possiamo proporre delle sottrazioni.
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3,2,1… Che spettacolo! (Sara Gavioli, Notes edizioni). Un bigliettaio, due posti liberi, tre porte, quattro tra parrucchieri e costumisti, cinque proiettori, sei esibizioni: il teatro si racconta contando, un numero per ogni scena. È un albo pieno di particolari da cercare, quindi i bambini lo esplorano con curiosità. É ricchissimo di numeri, anche oltre il venti, che galvanizzano i bambini: un viaggio nel teatro degli animali arricchito di particolari.

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PRIMO GIOCO: Il programma dello spettacolo (quaderno e subitizing)
Materiale: scheda con sei righe numerate, adesivi o disegni di animali.
Ogni bambino compone il programma: alla riga 1 un animale, alla 2 due animali, fino alla 6 con sei animali, disposti come i pallini del dado. Poi lo riconosce a colpo d’occhio, senza contare, e lo abbina a cifra e nome.

Gioco veloce di subitizing: si mostra per pochi secondi una scena oppure una pagina del libro oppure una tessera con 4 animali disposti a pallini e si chiede «quanti?». I bambini potranno rispondere mostrando la risposta con le dita, oppure tracciando la risposta in forma di numero sul quaderno.
SECONDO GIOCO: il palco degli animali (abaco gigante)
Materiale: due file da 5 cerchi per terra, pupazzi o tessere di animali, dado.
Il palco dello spettacolo ha dieci posti, viene rappresentato fisicamente con un abaco orizzontale a grandezza reale: due file da 5 posti, come le due mani.

Un bambino è il bigliettaio, gli altri sono animali spettatori. I ruoli si cambiano ad ogni turno di gioco.
- Aggiungo: il bigliettaio lancia il dado e fa entrare il numero di animali (ad esempio i fenicotteri) Si riempie prima la fila superiore, poi la fila inferiore.
- Domanda chiave: «Quanti posti liberi? Quanti ne mancano per riempire la sala?» I posti mancanti potranno essere riempiti da un altro tipo di animali come le scimmie.
Sul quaderno: prima di preparano i cerchi in due file, a replicare l’abaco che è a terra. Si registrano i vari tiri e le combinazioni additive incollando le immagini sul quaderno, di volta in volta.
È un primo approccio agli “amici del 10”, senza un elenco da imparare. I bambini scopriranno gli amici del dieci vedendoli, e li riconosceranno più tardi come «quelli del teatro». Funziona perché lavoriamo su un’esperienza multidimensionale: la mano, la faccia del dado, la fila da 5.
Il 6 è una fila piena più un animale, il 9 è la sala a cui manca un posto (10 – 1), e queste letture si imparano guardando.

Consiglio: ripeti il gioco per pochi minuti, più volte nella settimana, con la sala che si riempie e si svuota. Il quaderno viene dopo, come documentazione di quello che i bambini hanno già fatto con il corpo e con le mani.
Con lo stesso meccanismo possiamo introdurre anche la sottrazione. Sempre con l’abaco a terra partiamo da un certo numero di animali: ad esempio 6 fenicotteri. “2 hanno le piume arruffate: quanti rimangono sul palco?”
Andiamo quindi a togliere le tessere dall’abaco a terra, poi formalizziamo sul quaderno. Noi abbiamo realizzato queste tessere da usare per le attività:
Il libro poi presenta anche numeri “grandi” come 30,50,100. Questo può essere lo spunto per lavorare sulla numerazione fino al 100. Noi amiamo utilizzare (particolarmente in classe seconda, ma è uno spunto ottimo anche per la prima) il cartellone dei numeri, che costituisce uno strumento
utilissimo anche nelle attività legate alla sequenza dei nomi dei numeri. Attraverso la
visualizzazione dei numeri sul cartellone, ogni bambino può consolidare la filastrocca dei
numeri e spingerla oltre i limiti della propria conoscenza iniziale, poiché il ricordo del nome
è facilitato dalla visione/lettura del numero stesso.
Il materiale necessario per realizzarlo è costituito da un metro circa di velcro e due quadrati
di compensato (o cartoncino rigido o materiale in plastica resistente) uno di 1m x 1m, l’altro
di 80cm x 80cm. Sul primo quadrato, che diventerà il cartellone, si disegna una griglia di
100 quadretti di 10 cm di lato. Sul secondo quadrato si disegna e si taglia una griglia di 100
quadretti di 8 cm di lato su cui scrivere i numeri e incollare il velcro.
Possiamo decidere di attaccare nella prima casella il numero 0 e nell’ultima il 99, come nella
foto, oppure iniziare con il numero 1 e finire con il 100.
Si trovano anche cartelloni già pronti, come questo: https://link.amazon/B03M6CO35

I bambini familiarizzeranno con i numeri di ordine maggiore attraverso: le routine del calendario, le presenze quotidiane, attività di conteggio di oggetti di uso quotidiano in classe (quanti pastelli? Quanti oggetti smarriti a fine settimana? ecc)
Insomma, due libri matematicamente ricchissimi di spunti e poco conosciuti con cui è possibile lavorare in modo completo e coinvolgente per i bambini, uscendo dalla fissità della didattica tradizionale e proponendo un approccio interdisciplinare e laboratoriale, che metta al centro i nostri alunni.
Altri spunti per la prima classe:







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