5 idee didattiche per concludere l’anno senza stress.

La fine dell’anno scolastico è un momento stressante per noi insegnanti, Alle prese con riunioni e documenti da completare e programmazioni progetti da concludere. Tuttavia ci dimentichiamo, a volte, che anche per i bambini può essere un momento di particolare stanchezza.

Perché la fine dell’anno in momento così difficile? I bambini sono affaticati dal carico di un intero anno scolastico, si affastellano impegni di conclusione anche dell’attività extra scolastiche (come il catechismo o saggi delle attività sportive), i bambini hanno davanti un lungo periodo libero che per alcuni (se vivono vite familiari difficili) può rappresentare una fonte di incertezza.

Come rendere meno stressanti queste ultime settimane?

  1. DIDATTICA LUDICA: ogni volta che è possibile introducete attività di gioco o mini gare tra squadre. Anche attività poco gratificanti come le operazioni o la riflessione grammaticale diventeranno più interattive e avranno un riscontro più elevato. Noi abbiamo ottenuto ottimi risultati con l’uso dei pulsanti da gioco. I bambini li adorano e rendono speciali anche attività che, diversamente, sarebbero routinarie e poco stimolanti. Noi abbiamo acquistato questi su Amazon:
I pulsanti hanno suoni diversi e consentono ai bambini di giocare divisi in 4 squadre.

PER ACQUISTARE I PULSANTI SU AMAZON: Pulsanti per Quiz, 4 Pezzi

2. INTEGRARE MOVIMENTO ALLE ATTIVITÁ: ogni qual volta sia possibile, integriamo il movimento nelle attività, anche per spezzare il ritmo. Nel passare da una disciplina all’altra dedichiamo qualche minuto ad attività leggere tipo: “Cambia posto” (per 5 minuti i bambini possono scambiarsi di posto con i compagni, muovendosi ogni 30 secondi alla ricercadi un nuovo posto) oppure con una canzone che amano, accompagnata dai gesti. Sono piccoli accorgimenti che consentono ai nostri alunni di scaricare l’energia senza interrompere le attività curricolari.

3. CREATIVITÁ: poniamo ai bambini attività che richiedano un approccio diverso, che li obblighi a mettere in campo abilità e competenze in modo diverso dal solito. Partiamo da un risultato e chiediamo di trovare un’operazione che lo dia come risultato oppure partiamo dai dati e chiediamo ai bambini di inventare un problema. Talvolta è sufficiente un approccio meno scontato per riscoprire il lavoro che ci si appresta a compiere.

4. MATERIALI REALI: i migliori riscontri si ottengono quando utilizziamo materiali tratti dalla realtà: volantini del supermercato di quartiere su cui calcolare una spesa, depliant dei centri estivi su cui immaginare uno slogan o una poesia per incentivare le iscrizioni, foto del proprio paese da usare come spunto per inventare una storia. In sintesi: quando il lavoro scolastico attinge alla vita reale, i bambini rispondono in modo estremamente positivo.

5. FILM: abbiamo sperimentato quanto sia positiva la conclusione di un percorso con un’attività stimolante come la visione di un film (che può costituire un premio per le mini competizioni del punto 1). Trovate molti suggerimenti in merito sulle possibilità didattiche offerte da Netflix qui: https://viemaestre.com/2018/12/26/risorse-utili-alla-didattica-su-netflix-la-nostra-selezione/

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SOSTEGNO (ma non solo):Come migliorare la relazione scuola-famiglia.

Il mondo dell’inclusione scolastica è ricco di spunti interessanti sia per chi opera nel sostegno sia per chi opera su posto comune.

Abbiamo deciso di dedicare un post a questo aspetto della vita scolastica, in un’ottica di miglioramento e di riflessione (momento importantissimo nell’armamentario personale di ogni docente che voglia essere efficace). Per non parlare di sostegno sempre e solo dal punto di vista della scuola, abbiamo deciso di confrontarci con Carlotta, autrice del meraviglioso blog https://ilpettirossocheride.blogspot.com/ (abbiamo parlato del suo lavoro qui: https://viemaestre.com/2018/03/17/avviso-ai-naviganti-2/)

Carlotta parla così del suo essere “mamma di sostegno”:

“Secondo me il rapporto famiglia-scuola (per tutte le famiglie e tutti i gradi scolastici), sarebbe bello si instaurasse fin dai primi anni di scuola dell’infanzia.Può partire dalle famiglie e trovare ascolto e dialogo costruttivo nella scuola o vice versa…inoltre per le famiglie che convivono con la disabilità andrebbero coinvolti in questo dialogo anche dottori di riferimento e terapisti (a partire dal pediatra!)
Io considero questo dialogo come una rete di sostegno, dove le informazioni sono interconnesse, vengono condivise, si arricchiscono delle singole esperienze con il bambino e di conseguenza sono potenzialmente informazioni molto importanti, pronte per essere elaborate in strategie sinergiche che diventano “multi-sostegno”.Le strategie di “multi-sostegno” vanno poi ridistribuite a tutti:

  1. Ai bambini per primi nella pratica tutti i giorni.
  2. Ai genitori che hanno il polso vero della situazione -la vivono tutti i giorni tutto il giorno- perchè necessitano di sostegno emotivo; dalla rete di sostegno ricevono un rinforzo positivo sapendo di non essere soli e soprattutto si sentono utili condividendo la loro esperienza.
  3. Alle insegnanti perchè quasi al pari delle famiglie passano molto tempo con i bambini, ma senza la quotidianità domestica. Grazie alle informazioni del multi-sostegno possono calibrare al meglio gli strumenti didattici a loro disposizione. Ci sarà meno dispersione di energie in percorsi inadatti ai bambini. Potranno fruttare le inclinazioni e gli interessi ristretti dei bambini ( di cui vengono a conoscenza grazie alle informazioni dei genitori), conquistando più rapidamente la loro attenzione e ampliando i tempi di concentrazione su un compito da svolgere.
  4. Ai terapeuti che attraverso il loro lavoro molto specializzato e mirato (più o meno intensivo con incontri da due a cinque o più ora la settimana) possono condividere molte strategie pratiche. A loro volta però, hanno bisogno al pari delle insegnanti, di informazione sui bambini che provengano dalle famiglie, perchè è proprio attraverso questi agganci che possono avvicinarsi ai bambini con maggiori difficoltà relazionali o incapacità verbali.

Insomma in poche parole la rete del multi-sostegno è un circolo virtuoso, basta dargli il via!Io ne ho una esperienza diretta.”

Le abbiamo rivolto alcune domande, da insegnanti, volte appunto a capire come poter migliorare la relazione tra scuola e famiglia.

  • Cosa può fare un insegnante che incontra un bambino con diversa abilità sulla sua strada? 

Costruire un dialogo con le famiglie, magari anche prima di conoscere il bambino con un incontro nei giorni che precedono l’inizio delle lezioni o comunque il prima possibile. Mi rendo conto che non tutte le famiglie sono aperte o che non tutti gli insegnanti ad inizio anno scolastico hanno già assegnato il ruolo, ma il dialogo è la prima porta aperta verso un rapporto costruttivo ed un aiuto concreto.Ovviamente questo è quanto consiglio anche alle mamme e papà di fare, cercare di fornire alla scuole e alle insegnanti che ruotano intorno ai figli il maggior numero di informazioni possibili.

  • Quali sono gli ostacoli più grandi nel rapporto tra scuola e famiglia?

La paura di apparire invadenti da parte delle insegnanti nei confronti delle famiglie e la timidezza (che diventa il timore riverenziale man mano che si sale di grado scolastico) da parte delle famiglie nei confronti dei docenti. Sono dell’idea che il rapporto famiglie e scuole vada incoraggiato. Basta poco per partire con il piede giusto e se nel corso degli anni gli insegnanti si avvicendano (soprattutto gli insegnanti di sostegno raramente riescono a tenere il ruolo per più di un anno consecutivo) dovrebbero essere le famiglie a proporre il dialogo. Una famiglia che inizia a parlare con la scuola durante i primi anni lo farà sempre per tutto gli anni scolastici a venire!

  • Cosa vorresti vedere cambiare nel sistema scolastico?(non necessariamente nell’ambito del sostegno)

Per favorire il dialogo fra scuola e famiglia, a favore di tutti, bisognerebbe promuovere uno o due incontri all’anno dove la scuola incontra le famiglie (come gli open day, ma dedicati all’inclusione!) Invitare tutti e sedersi a parlare di cosa può fare la scuola e cosa possono fare le famiglie. Inoltre in questi incontri le famiglie con figli con il sostegno possono entrare in contatto e fare altra sinergia!La scuola un anno per l’altro dovrebbe coinvolgere le famiglie nella scelta delle attività scolastiche, le metè delle uscite, gli spettacoli da vedere e corsi da proporre agli alunni per valutarne insieme l’accessibilità per tutti. Queste attività sono fortemente formative e grandi occasioni di inclusione fra compagni, ma se le attività non sono adatte a tutti il loro potenziale muori lì.

  • Quali risorse consigli ad un docente che voglia formarsi in ambito di inclusione/sostegno? 

Penso che un docente di sostegno debba essere una persona curiosa ed elastica. Gli strumenti didattici non hanno la stessa presa su tutti i bambini. Non dovremmo mai parlare banalmente di disabili, ma di bambini con forme di apprendimento differente quindi gli strumenti vanno personalizzati, elaborati ad hoc, ne vanno scovati di nuovi.Il docente di sostegno, ma non solo lui, deve essere un creatore di meraviglia. Se il bambino che ha difronte non si meraviglia più di una cosa, presto non seguirà più l’argomento.L’insegnate deve mantenere il programma didattico in carreggiata, ma senza rigidità. Una griglia di lavoro costante è fondamentale, ma saperla rendere ogni giorno attraente è la vera sfida per un’insegnante, ma è anche la sua carta vincente.

Grazie Carlotta: il tuo contributo è stato prezioso e le tue parole cariche di significato e di spunti importanti.

AVVISO AI NAVIGANTI: un blog che parla di autismo.

Oggi segnaliamo un blog davvero prezioso, una risorsa che ha molto da offrire a chi ha la fortuna di incapparci: https://labiondaelabruna.com/

Il blog racconta l’esperienza di una famiglia con una bambina con autismo; il racconto è sempre rispettoso dell’individualità della persona che viene raccontata e dà a chi legge la possibilità di affacciarsi alla quotidianità di una famiglia che si trova ad abbracciare questa faticosissima realtà. La voce narrante ( o meglio, scrivente) è quella della mamma, Daniela Scapoli: una mamma che racconta con parole delicate ma puntuali la difficoltà quotidiana dell’organizzazione della vita di una famiglia con autismo.

Quello che distingue questo blog dai tanti che esistono è la sincerità e la forza positiva che emergono da questa esperienza familiare. Il blog è anche ricco di informazioni interessanti, di link utili .

Condividiamo con voi la splendida intervista che ha realizzato con http://www.dallaluna.it :

Trovate il profilo Facebook di Daniela qui: https://www.facebook.com/daniela.scapoli

INSEGNARE in modo culturalmente responsabile

Raccogliamo alcuni suggerimenti per promuovere un clima accogliente e in cui ogni alunno si senta incluso e alla pari dei compagni. Le nostre classi sono sempre più multiculturali e i bambini arrivano a scuola con un patrimonio di esperienze variegato e complesso. Un insegnante sicuro della propria identità culturale e del proprio ruolo di facilitatore degli apprendimenti sa che valorizzare le culture di provenienza dei bambini è il primo passo verso un’effettiva inclusione. Abbiamo raccolto alcuni semplici indicazioni, che sono di facile applicazione nella didattica quotidiana e non richiedono la produzione di materiali particolari o la presenza di docenti in più.

  • IMPEGNATEVI NELLA PRONUNCIA DI NOMI E COGNOMI: i nomi dei nostri alunni sono parte integrante della loro identità. Il nostro impegno nella pronuncia corretta dà la misura di quanto accogliamo il loro primo “biglietto da visita” cioè il loro nome, per quanto ostico da imparare.
  • VALORIZZATE LE LINGUE MADRI: talvolta gli insegnanti incoraggiano le famiglie a parlare italiano in casa, per rinforzare la competenza linguistica funzionale alla scuola. Questa indicazione invece crea una commistione che non promuove la competenza né nella lingua madre, né nella lingua italiana. Inoltre la soppressione della lingua madre svaluta la cultura di provenienza che viene veicolata attraverso di essa.
  • CREATE OPPORTUNITÁ: cercate di creare opportunità per i bambini e le famiglie non italofone di parlare della propria cultura, della storia personale, della lingua. Ad esempio se nel gruppo sono presenti alunni che provengono dall’India si può chiedere che condividano la tradizione di Diwali (la festa delle luci).
  • RAPPRESENTARE TUTTI: cerchiamo di dare spazio sia nelle rappresentazioni grafiche sia nei racconti (o nel testo dei problemi) ad immagini di bambini di origine extra europea. Sembra un dettaglio marginale ma per un alunno “vedersi” su un cartellone o “sentirsi” nominare in un testo è fondamentale per sentirsi davvero parte del gruppo a cui appartiene.
  • COINVOLGERE LE FAMIGLIE: spesso le famiglie non italofone vivono come una mancanza la propria scarsa competenza in lingua e non si sentono “attrezzate” per far parte della vita scolastica dei figli. Proviamo ad invitare questi genitori a dare il proprio contributo con testimonianze orali o con piccoli doni alla classe: una foto del luogo d’origine, delle caramelle prodotte solo nel paese natìo ecc. Talvolta basta poco per dare un’immagine positiva ad un intero gruppo classe.

IL MEGLIO DEL 2018 secondo noi.

Abbiamo pensato di dedicare anche noi una riflessione a ciò che di positivo ci ha lasciato l’anno appena concluso in termini di didattica e di vita “a scuola”. Ecco la nostra velocissima raccolta del meglio per quanto riguarda…

  • DIDATTICA DELLA MATEMATICA: Cristina ha un blog (e relativa pagina FB) molto attivo e costantemente aggiornato anche con curiosità e giochi. Lo consigliamo (e lo utilizziamo spessissimo!) per un approccio innovativo, coinvolgente, attento alla motivazione, lontano dagli schematismi e dalle “mode” del momento, confermiamo che la nostra migliore scoperta è  http://ilpiccolofriedrich.blogspot.com/
  • DIDATTICA DELLA LINGUA INGLESE: noi adoriamo l’approccio delle ragazze di https://www.jackpotato.it/perché hanno un approccio globale, completo alla lingua straniera e curano molto il coinvolgimento emotivo alla materia. Una lingua straniera dev’essere uno strumento per esplorare il mondo, quindi è necessario mantenere una sana curiosità ed un entusiasmo che sostengano gli apprendimenti. Il loro sito quindi si allontana dalle classiche “schedine” e offre spunti didattici più ampi.
  • IDEE COINVOLGENTI: un ottimo sito che abbiamo scoperto quest’anno e da cui abbiamo attinto spesso e volentieri è http://www.maestramarta.it/. Le idee che presenta Marta sono semplici, facilmente applicabili nella quotidianità della classe e non richiedono particolari materiali. Le idee sono sempre ben articolate e sollecitano una scoperta da parte dei bambini in forma ludica.
  • TROVARE NOVITÁ: confermiamo la nostra scelta rispetto al meraviglioso blog https://ilpettirossocheride.blogspot.com/  curato da Carlotta. Un sito sempre aggiornato, ricco di spunti nuovi, continuamente alla ricerca di nuove app e di mezzi didattici innovativi ma sempre basati sul gioco.

Se desiderate scoprire tutta la nostra selezione di siti interessanti e utili alla didattica, li potete trovare qui: tutti i nostri consigli di “AVVISO AI NAVIGANTI”

 

DIFFERENZIARE LA DIDATTICA: strumenti per facilitare il lavoro in classe.

Ogni docente che abbia esperienza nella scuola contemporanea conosce la necessità di adattare la didattica alle necessità, sempre più composite, dei propri alunni. Partendo dal necessario presupposto che ciascun bambino ha diritto ad un suo percorso personale, talvolta trovare degli strumenti da cui partire per questa personalizzazione è utile e aiuta gli insegnanti ad ottimizzare i tempi del lavoro.

Abbiamo dunque selezionato alcune risorse che possono rivelarsi molto utili.

  • Serie “Verifiche personalizzate” di Erickson: questa serie di libri (ripartita per classe e  per disciplina) contiene verifiche che possono essere utilizzate senza necessità di adattamento perché sono già declinati in tre diversi livelli di complessità. Ciascun testo contiene anche dei compiti di realtà che possono essere un ottimo spunto didattico o fungere da conclusione di UdA o progetti interdisciplinari. Qui il link al sito di Erickson con l’intera serie di testi “Verifiche personalizzate”
  • Utilizzare la versione semplificata del libro di testo: pressoché tutti i libri di testo offrono una versione semplificata, con relativi materiali di lavoro. Inoltre i testi hanno spesso una versione digitale molto curata e declinata in diversi livelli operativi. In questo modo si manterrà una coesione con il lavoro di classe ma con una semplificazione del contenuto: questo gratificherà i bambini e rinforzerà il senso di appartenenza al gruppo.
  • Varietà per tutti: non limitiamo ai bambini che hanno difficoltà o ritmi di lavoro diversi la consegna variata. Abituiamo i nostri alunni alla possibilità che alcuni svolgano consegne diverse, di modo che questo non venga associato ad un aspetto negativo ma ad una delle tante modalità di lavoro possibili in aula.

Avete altri suggerimenti per differenziare in modo pratico la didattica? Scrivetecelo nei commenti!

Avviso ai naviganti: un sito prezioso per la didattica speciale e ricco di risorse inclusive

Torniamo con la sezione del blog dedicata ai siti o alle risorse disponibili on line che ci paiono particolarmente valide e degne di essere (appunto) segnalate ai naviganti del web.

Il secondo sito che portiamo alla vostra attenzione è:

https://ilpettirossocheride.blogspot.it/

Si tratta di un sito di risorse pensate inclusive realizzate da Carlotta Malvasi, una mamma molto attenta a questi aspetti della didattica e formatrice a sua volta. Le risorse messe a disposizione sono spesso legate a facilitazioni della didattica ma si trovano anche utili materiali educativi (token economy, yoga…).

Consigliamo una visita al sito e un like alla  Pagina FB IL PETTIROSSO CHE RIDE: facciamo crescere chi merita!

Potete trovare la puntata precedente di questa rubrica qui: Avviso ai naviganti