ADHD DISATTENTI: identikit e strategie di intervento

Di alunni con diagnosi ADHD o DDAI (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) si parla e si scrive ormai da tempo ma ci siamo accorte che le proposte di intervento in classe si riferiscono prevalentemente a quei bambini ADHD del sottotipo “iperattivo-impulsivo”.

Facciamo innanzitutto chiarezza in merito.

Il DSM-V identifica tre sottotipi di DDAI molto eterogenei fra loro:

  • ADHD Sottotipo disattento
  • ADHD Sottotipo combinato
  • ADHD Sottotipo iperattivo-impulsivo

Sicuramente quello che più ci preoccupa in classe è il terzo sottotipo, quello che ci impedisce di fare lezione, che disturba continuamente noi e i compagni, che non riesce a stare fermo, che non rispetta le regole, che ha reazioni impulsive e/o aggressive ai nostri tentativi di instaurare un rapporto, che spesso è un pericolo per se stesso o per gli altri. Dato il clamore che questi bambini suscitano, la letteratura si è occupata molto di questo sottotipo e sono facilmente reperibili strumenti e indicazioni da utilizzare in classe.

Noi vorremo occuparci in questo articolo delle strategie da usare in classe in presenza di un bambino con Deficit di Attenzione del primo sottotipo: DISATTENTO (o disattentivo, come spesso chiamato dagli Specialisti) perché tendiamo a non preoccuparci di questo tipo di alunni, dato che in classe non emergono per la loro personalità e non ci danno problemi di gestione. Senza un intervento mirato però, il Disturbo D’Ansia (che molto spesso è in comorbilità con l’ADHD disattento) peggiorerebbe portando il bambino, oltre che all’insuccesso scolastico, a sviluppare gravi problematiche emotive.

Come appare ai docenti l’alunno con DDAI sottotipo disattento? Faremo riferimento alle caratteristiche elencate in letteratura ma anche alle nostre esperienze con questo tipo di alunni:

  • ha la testa fra le nuvole e lo sguardo perso nel vuoto
  • non mostra reazioni di fronte al richiamo, indipendentemente dal tono di voce utilizzato
  • sembra di parlare ad un muro di gomma
  • sembra non ascoltare ciò che gli si dice direttamente
  • sembra non mostrare senso di colpa e/o di frustrazione
  • non riesce ad organizzarsi
  • non fa attenzione ai dettagli
  • commette numerosi errori “di disattenzione”
  • esprime reticenza
  • sembra mancare di interesse per qualsiasi tipo di attività (più o meno strutturata) anche ludica
  • evita le attività complesse
  • fatica ad impegnarsi in attività che richiedono sforzo
  • perde il materiale, gli avvisi, i quaderni
  • sembra comprendere le procedure ma non le applica in fase di esecuzione
  • dimentica le cose che ha imparato
  • è lentissimo a scrivere, a copiare, a colorare..a volte è preciso e ordinato a livello maniacale, altre estremamente disordinato
  • ci sono giornate in cui lavora ottenendo anche buoni risultati e altre in cui non inizia nemmeno l’attività (e in quest’ultime è ininfluente il supporto dell’insegnante).

Nei casi di grado moderato o grave della patologia inoltre:

  • scorda di tirare fuori il materiale dallo zaino
  • sbaglia la pagina su cui scrivere o scrive con la penna sbagliata
  • scrive in corsivo ciò dovrebbe scrivere in stampato o viceversa
  • esce da scuola lasciando lo zaino in classe o senza il giubbotto (anche in pieno inverno) e non se ne accorge finché un adulto non glielo fa notare
  • se non venisse costantemente richiamato potrebbe rimanere seduto con lo zaino chiuso e il banco vuoto per ore.

Cosa dicono gli specialisti ?

L’ ADHD disattento non “guarisce”: i suoi livelli di attenzione (nelle dimensioni di intensità e selettività) è improbabile che possano rientrare nei parametri di “normalità” per età e grado di scolarizzazione, possono invece peggiorare se non si interviene. Ciò che preoccupa maggiormente gli specialisti è l’aumento dell’intensità dei disturbi in comorbilità con l’ADHD (come il Disturbo d’Ansia) o che si possono potenzialmente sviluppare con la crescita (DOP e Disturbo della Condotta).

Consigliano di mettere in atto da subito:

  • riduzione del carico di studio e dei compiti a casa in accordo con la famiglia;
  • riduzione dei fattori che in classe possono provocare stress e frustrazione per l’alunno;
  • promuovere l’autostima e gratificare continuamente;
  • non sgridarlo né punirlo per la sua disattenzione e/o le sue mancanze;
  • non assegnare all’alunno compiti/incarichi che non sarebbe in grado di portare a termine;
  • prevedere un Programma Didattico Personalizzato adattando la programmazione e le prove di verifica alla specificità dell’alunno;
  • fornire strumenti compensativi/dispensativi.

Indicazioni sicuramente valide. Come attuarle? Sappiamo che in classe siamo sole, che di bambini ne abbiamo almeno 20, che almeno 3-4 di loro abbiano già un PDP per DSA (e una fetta dei rimanenti non abbia diagnosi ma rientri comunque nei famigerati BES), che la compresenza non esista più e il sostegno (se presente) debba già dedicare le poche ore al “caso” gravissimo a cui è stato assegnato.

Vi riportiamo quelle strategie che noi docenti abbiamo applicato in classe seguendo i consigli degli specialisti.

Token Economy: con questi alunni è molto efficace. Usarla per dare feedback all’alunno disattento sul suo comportamento o sul suo lavoro è molto più efficace di un bel discorso (che il bambino smetterebbe di ascoltare dopo 3 secondi e comunque dimenticherebbe).

Peer tutoring o tutoraggio fra pari: assegnare ad un compagno responsabile l’incarico di tutor dell’alunno disattento. Questa è la migliore strategia che possiate utilizzare. Sarà più facile per il bambino ADHD accettare il supporto di un compagno piuttosto che il vostro e vi permetterà di delegare parte del monitoraggio/controllo consentendovi di gestire il resto della classe. Ovviamente la scelta del tutor deve essere ponderata e l’incarico può anche essere affidato a turno a più alunni, o tutor diversi possono occuparsi di aspetti differenti della vita di classe del compagno (uno lo segue negli apprendimenti, un altro nell’organizzazione del materiale, e così via); è sempre un’esperienza costruttiva e gratificante da far sperimentare a più bambini all’interno di una classe.

Riduzione del carico di lavoro a casa e a scuola. È indispensabile assegnare all’alunno un po’ meno del carico di lavoro che in quel momento è in grado di gestire, ciò assicura il completamento del compito assegnato, la riduzione della frustrazione e l’accrescimento dell’autostima. Potrete aumentare il carico solo quando l’alunno sarà emotivamente pronto a sostenerlo. In classe presentate all’alunno una consegna alla volta con economia di parole, usate frasi brevi, scrivete per punti le tappe da rispettare per lo svolgimento di un compito che l’alunno possa depennare di volta in volta. Nelle attività di comprensione aiutatelo a sviluppare l’abitudine di riassumere idee e testi con parole chiave, che possa recuperare con più immediatezza nella memoria e che semplifichino l’organizzazione dei suoi pensieri.

Usate tante immagini. Le immagini hanno il potere di trasmettere messaggi in modo immediato e con pochissimo sforzo. Nei casi più severi di ADHD disattento il vostro alunno potrebbe scordare di preparare il materiale sopra il banco o di rimettere tutto nello zaino prima di andare a casa. Un buon consiglio è quello di applicare sul banco dell’alunno immagini rappresentanti le azioni da compiere all’inizio e alla fine della lezione/giornata, accompagnate da numeri o frecce che permetteranno al bambino di non scordare passaggi (si può prevedere un adesivo con velcro da applicare all’immagine dell’azione completata).

Gratificazioni continue: verbali o con la token economy devono esserci sempre. È indispensabile valorizzare il bambino per ogni suo sforzo, magari proponendo la sfida di riprovarci il giorno dopo o su un nuovo compito.

Accettate l’alternarsi di giornate sì e giornate no. Con questi alunni ogni giorno è diverso dall’altro: possono essere ricettivi e produttivi o totalmente passivi e apatici. Se in una “giornata no” avevate previsto una verifica sottoponetegliela per non fare differenze con i compagni ma rassicurate subito l’alunno concordando un altro momento per svolgerla di nuovo. Abbiamo notato che dopo un paio d’anni dalla diagnosi, i bambini ADHD sono in grado di dirvi onestamente quale sia la giornata che hanno davanti e ciò vi permette di organizzare con loro le attività più adatte.

Accordi con la famiglia: siate chiari con i genitori. Siate sempre positivi con i genitori di un bambino ADHD, mostratevi comprensivi, trasmettete loro speranza e fiducia ma non illudeteli, non prospettate miracoli: concordate obiettivi realmente raggiungibili e condividete le modalità di lavoro. Assicuratevi che i genitori dell’allievo siano in contatto con quelli dei compagni così che possano recuperare compiti/libri/quaderni, per evitare le tensioni causate dallo smarrimento del materiale.  Fissate con i genitori il tempo che dovrà essere dedicato allo svolgimento del lavoro a casa (piuttosto della quantità), che sia breve ma proficuo. Lo stress è già molto alto nelle famiglie con bambini ADHD, che saranno lenti anche a vestirsi, a mangiare, ad organizzarsi, ecc.

Software specifici. Se la famiglia può permetterselo potete consigliare l’acquisto di software adatti all’allenamento della concentrazione. Abbiamo provato e consigliamo: “Allenare la concentrazione” e “Autoregolare l’attenzione”, entrambi di Erickson.

Questi sono i consigli che ci sentiamo di condividere ma se avete altre strategie efficaci da suggerirci scriveteci, saremo liete di integrarle: come sempre ogni feedback è bene accetto!

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